Confindustria, chiusura delle imprese:la Sardegna chiede chiarezza ed esprime esigenze prioritarie per le attività produttive

di Gianni Vacca _____________ Pubblichiamo volentieri una nota della Confindustria Sardegna in merito alle ultime disposizioni del governo in tema di coronavirus. Il sistema confindustriale sardo, consapevole della gravità della situazione e con grande senso di responsabilità verso il Paese, la Sardegna e verso la sicurezza dei propri collaboratori, chiede chiarezza sulle disposizioni annunciate ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, vista anche la preoccupante insufficienza delle informazioni, a distanza di molte ore dall’annuncio del decreto; le imprese sarde sottolineano alcune esigenze prioritarie del sistema produttivo, per evitare il rischio che la situazione generi conseguenze irreversibili per la futura prosecuzione dell’attività. Le imprese sarde chiedono, anzitutto, tempi tecnici adeguati per chiudere o terminare le lavorazioni in corso, rinviando l’entrata in vigore del decreto di almeno 72 ore. Chiedono, inoltre, assoluta chiarezza sulle aziende che, pure se non espressamente inserite nella lista dei codici Ateco anticipata dai giornali, possano proseguire la loro attività perché funzionale alla continuità e al buon funzionamento di quelle ritenute essenziali. In ogni caso, viene domandato che le aziende che devono rimanere aperte non siano individuate solo in base ai codici Ateco ma sulla base anche delle esigenze delle rispettive filiere, anche internazionali, partendo da quelli che sono definiti i “servizi essenziali”. Considerano, a questo proposito, fondamentale il ruolo delle Prefetture e della Regione Sardegna per una applicazione del provvedimento che non sia pregiudizievole agli stessi settori considerati essenziali.Le aziende della regione sollecitano la necessità di fare salve tutte quelle attività manutentive, legate a cicli produttivi e non, finalizzate a mantenere efficienti e in buono stato i macchinari e gli impianti, per non pregiudicare la capacità delle imprese di essere produttive alla ripresa delle attività, nonché le attività di vigilanza. Infine le imprese sarde sottolineano l’importanza del credito e della liquidità, per evitare che la situazione abbia un impatto irreversibile, raccomandando al contempo estrema chiarezza e garantendo immediata operatività al ricorso alla cassa integrazione, sia attraverso efficaci modalità di richiesta (ordinaria, straordinaria e in deroga), sia in relazione alle risorse disponibili.     ...

Emergenza Covid-2019: la situazione degli aeroporti in Sardegna

di Antonio Obinu ____________________ L’aeroporto di Cagliari è l’unico scalo attualmente operante in Sardegna; è infatti sufficiente controllare il sito ufficiale dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda https://www.geasar.it/: “in tema di misure urgenti di prevenzione del contagio da Covid 19 i passeggeri sono informati della sospensione dei servizi fino alla data del 25 Marzo 2020”. Analoghe indicazioni le troviamo all’Aeroporto di Alghero, https://www.aeroportodialghero.it/: “i servizi sono sospesi a far data dal 14 Marzo 2020. I voli originariamente in programma in arrivo e in partenza non sono operativi”. L’unico a garantire i servizi da e per la Sardegna è quindi l’Aeroporto di Cagliari che collega l’isola con voli per Roma Fiumicino e Milano Malpensa gestiti unicamente da Alitalia. Per ulteriori informazioni http://www.sogaer.it/it/voli-in-tempo-reale. Va precisato che Sogaer, titolare per la gestione dell’aeroporto, aggiorna continuamente la situazione attraverso tutti i suoi canali. Il ridimensionamento del traffico aereo comporta la riduzione delle presenze dei passeggeri, provocando una crisi che coinvolge anche il personale stagionale. Dal sito http://sogaerdyn.cagliariairport.eu/ si legge “…a causa la drastica diminuzione dell’attività lavorativa, i bandi di seguito elencati sono stati annullati”.  Figure professionali come Addetto di Scalo Area Passeggeri, Addetto alle Operazioni di Carico e Scarico e tante altre del settore difficilmente nei prossimi mesi estivi troveranno occupazione. Anche questa è una delle tante conseguenze provocate dall’emergenza epidemiologica Coronavirus. ...

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