San Gavino: incontro pubblico dedicato alla figura del caregiver “Prendersi cura di chi si prende cura”
REDAZIONE __________________ La Lilt (lega italiana per la lotta contro i tumori) associazione provinciale di Cagliari, in collaborazione con Insieme si può - Aps e con il sostegno della Fondazione di Sardegna, promuove un incontro pubblico dedicato alla figura del caregiver, in programma per giovedì 5 marzo alle 18, in viale Rinascita 28. L’iniziativa, dal titolo “Prendersi cura di chi si prende cura”, è rivolta alla cittadinanza e intende offrire uno spazio di riflessione, ascolto e confronto sul ruolo di chi assiste quotidianamente persone fragili o malate. L’appuntamento, a ingresso gratuito, approfondirà il ruolo del caregiver, sia familiare sia professionale, le sfide emotive e pratiche legate all’assistenza, la gestione delle emozioni complesse e le strategie di supporto disponibili sul territorio. L’obiettivo è costruire una rete di riconoscimento e sostegno per chi svolge un compito spesso silenzioso ma fondamentale nel percorso di cura. L’incontro sarà curato dal dottor Giovanni Cuccu e dal dottor Lucio Lamera, operatori della Lilt provinciale di Cagliari. L’evento è finanziato dalla Fondazione di Sardegna e dal contributo del 5x1000, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione e promozione della cultura della prevenzione e del supporto psico-sociale. ...
Leggi di piùGuspini, Auser: da trentaquattro anni attiva nella promozione sociale
di Maurizio Onidi __________________________ Da trentaquattro anni l’Associazione per l'autogestione dei servizi e la solidarietà (Auser) di Guspini è attiva nella promozione sociale per valorizzare le persone e le loro relazioni. Opera ispirandosi a principi di equità sociale, rispetto e valorizzazione delle differenze, tutela dei diritti, ampliamento delle opportunità e collaborazione con altre associazioni e strutture comunali. [caption id="attachment_146901" align="aligncenter" width="667"] Zeppolata[/caption] Alla presidente Carmen Marongiu abbiamo chiesto quando nasce a Guspini l’associazione? «L’associazione Auser è stata costituita su proposta di Bruno Trentin Segretario Cgil Nazionale nel 1989 con l’intento di unire all’organizzazione sindacale una associazione di volontariato per l’autogestione dei servizi e solidarietà. Il 3 gennaio 1992, su iniziativa dell’Auser Regionale, 35 pensionati iscritti allo Spi Cgil, si riunirono nell’aula consigliare del Comune per costituire la sede Auser. Lo statuto approvato, si poneva l’obiettivo di promuovere a livello locale forme di autogestione e volontariato, soprattutto fra gli anziani, con lo scopo di preservare la loro autonomia e nel contempo renderli protagonisti nel rispondere ai bisogni delle persone di ogni età e condizione, dall’abitare, all’aiuto domestico, allo svago, alla ricreazione in tutte le sue forme, dalle attività del tempo libero (sport, turismo) alla cultura e all’educazione permanente. Stando ai valori sanciti nell’atto costitutivo l’Auser è sempre stata molto determinata e attiva. Sin dalla costituzione si è dotata di una programmazione chiedendo la collaborazione dell’amministrazione comunale. Da subito venne attivata la convenzione per la vigilanza nelle scuole e portare avanti il progetto di “Testimoni d’Epoca” attraverso il quale un gruppo di soci diede inizio al recupero della memoria storica come risorsa e patrimonio da consegnare alle giovani generazioni. Ricerca che ha dato vita a due pubblicazioni “Gli anziani raccontano” e “Racconti Antichi”. Così come in anni più recenti abbiamo voluto ripercorrere la storia di due donne guspinesi, Iolanda Sassu con l’iniziativa “Iolanda mi nata de nomini” e Agnese Liscia con “Agnese si racconta”». Come prosegue la vostra attività? «L’impegno dell’associazione è ancora oggi quello di fare in modo che ognuno possa dare e trovare aiuto, incontrare gli altri, arricchire le proprie competenze, contribuire alla crescita della comunità in cui vive. L’ Auser è al servizio della comunità attraverso l’impegno nel “Volontariato civico” con il servizio di vigilanza in tutte le manifestazioni civiche, religiose, culturali. L’ attività di vigilanza più importante e significativa rimane quella storica, iniziata negli anni 90 e svolta davanti alle scuole, in quanto ha consentito di costruire un rapporto importante con i bambini e le bambine che ormai ...
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