Annullata la mezza maratona di domenica a Assemini
Dopo l'eccezionale pioggia della notte tra martedì e mercoledì e, soprattutto, dopo l'immane tragedia che ha visto la scomparsa di una giovane madre travolta dalla furia dell'acqua, il Gruppo Polisportivo Assemini ha deciso di annullare la gara prevista domenica nelle strade cittadine <e di rinviarla a data da destinarsi>. Ad annunciare la decisione è lo stesso organizzatore della manifestazione, Antonio Scano: <in accordo con il sindaco Sabrina Licheri e l'amministrazione comunale> spiega Scano, <abbiamo deciso di rinviare la "Mezza maratona della Ceramica" prevista domenica 14 ottobre e ci stringiamo tutti al dolore della famiglia della nostra concittadina Tamara Maccario>. ...
Leggi di piùImmigrazione ed integrazione: Mousthapha un senegalese integrato
Oggi al centro dell’attenzione quotidiana, fra le altre problematiche, vi è il tema dell’ immigrazione, clandestina o no, dei salvataggi e delle morti nelle acque del Mediterraneo di persone che provengono soprattutto dal continente africano, che fuggono dalla guerra, dalla fame o in cerca di un futuro migliore. Vengono catalogati tra rifugiati e clandestini. I primi fuggono da guerre, carestie, fame e persecuzioni, gli altri cercano migliori condizioni di vita che il loro paese non può garantire. Sono i cosiddetti migranti economici. Sono soprattutto giovani e sono tanti per cui l’integrazione di tutti non è cosa semplice. Non è semplice apprendere la lingua in tempi brevi, e non è facile trovare un lavoro per tutti e una casa per godere di una vita serena e gratificante. Molti sono purtroppo costretti anche a delinquere. Tante sono le contraddizioni riguardo all’immigrazione. Ma non è sempre stato così o non lo è per molti casi. Conosco da anni Mousthapha, senegalese poco più che cinquantenne, che incontro settimanalmente nei mercatini del territorio e con modi gentili e accattivanti propone i suoi articoli esposti nel banchetto di vendita. Un vecchio camioncino bianco accompagna il suo peregrinare giornaliero. Mi fermo a parlare con lui, li pongo delle domande alle quali risponde con gentilezza. Ho scoperto un mondo sconosciuto, un esempio di integrazione realizzata con una vita di sacrifici e con un lavoro dignitoso e onesto per sostentare la famiglia. Mousthapha è arrivato in Sardegna nel lontano 1987. Aveva 24 anni. Con il visto rilasciatoli per la Francia, transita in Italia e da qui in Sardegna, arrivando a Pabillonis dove aveva già un fratello e diversi amici e conoscenti. Qui ha trovato accoglienza e sostegno, incontrando gente di gran cuore. Nei piccoli paesi, ci tiene a dirmi, la gente ha un cuore grande, nelle grandi città invece la gente ha un cuore piccolo. All’inizio era costretto per tirare avanti a fare il “ Vù cumprà”, girando con una vecchia Fiat 128 per tutta la Sardegna, insieme ad altri compagni di colore e con l’immancabile cassetta come tanti ne vediamo ancora. A Pabillonis l’abitazione, in comune fra diversi occupanti, era in brutte condizioni e così Mousthapha, insieme ad alcuni compagni, riesce a trovare casa a Terralba. Una casa più bella e più confortevole per la quale viene corrisposto un affitto condiviso. Cominciava ad apprendere la lingua italiana già a Pabillonis prima sede di arrivo. Si reca quindi a Genova dove frequenta un corso di 2 mesi per ottenere la licenza di vendita. Ottenuta la licenza, comincia a girare per i mercatini nei vari paesi, per le feste e le sagre. «All’inizio si stava meglio, si lavorava meglio e si guadagnava qualcosa», dice, «ora la crisi e la grande confusione che crea questa immigrazione indiscriminata così come i comportamenti di molti immigrati soprattutto clandestini, ricadono anche su di noi che ci siamo da tanto t ...
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