Una tre giorni di arte e bellezza per donare un pianoforte all’orto botanico

Una tre giorni d’arte con l’intento di riscoprire la bellezza dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari e sensibilizzare al rispetto della natura e alla fruizione dell’arte. E’ l’iniziativa che la PromoVogue realizza – in collaborazione con l’Orto – da venerdì 14 a domenica 16 settembre negli spazi del polmone verde dell’Ateneo: durante la manifestazione, patrocinata dall’Università e dal Comune di Cagliari, saranno raccolti fondi per acquistare un pianoforte da mettere a disposizione dei visitatori. Si comincia venerdì 14 settembre – con biglietto di ingresso ridotto per tutti i visitatori - a partire dalle 10 con una mostra d’arte di Mario Biancacci, Claudio Loy, Anna Haber, Emanuela Boi e Viola Vistosu, una mostra fotografica di Ilaria Biancacci e Simona Atzeni e la presentazione di libri a cura di Claudio Loy e del poeta Mahmoud Subhoa. Alle 15,30 nello spazio davanti al Museo Botanico si terrà la presentazione degli artisti espositori. Alle 16 Claudio Loy presenterà il suo libro “Babele”. Dalle 16.30 sarà possibile assistere alla performance teatrale e alla coreografia della Scuola Spazio Danza di Simonetta Stocchino, con l’asta delle opere in mostra per la raccolta fondi. Si prosegue sabato 15 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 con un workshop di tecnica dell’acrilico, pittura ad olio, gesso e ossido colorato, e con lezioni di pianoforte per giovani e adulti a cura della maestra Anna Haber L’ingresso sarà gratuito per tutti colori che parteciperanno al workshop. La manifestazione si concluderà domenica 16 con una estemporanea di pittura organizzata dall’associazione culturale “Il Dado d’Arte”, visitabile dalle 10 alle 17. Al termine una giuria tecnica valuterà le opere: le tre migliori si aggiudicheranno l’esposizione gratuita negli spazi dell’Orto Botanico per due settimane. ...

Accoglienza, ospitalità e buona cucina dal sangavinese Emanuele Orrù

Tanti giovani lasciano la Sardegna in cerca di un lavoro ma non mancano i casi  inversi di chi con coraggio riesce a rientrare nell’Isola. Così è partito giovanissimo da San Gavino Monreale ottenendo prestigiosi riconoscimenti  in tutta Europa per la sua cucina il ristoratore Emanuele Orrù, 37 anni, che negli ultimi anni gestiva a Malta il locale “L’artista”, ma alla fine ha scelto di rientrare e di accettare la scommessa più difficile: quella di promuovere i prodotti locali nel suo territorio e di inventarsi un lavoro senza dover emigrare. ACCOGLIENZA E PRODOTTI A KM ZERO. “La nostalgia e la lontananza dalla Sardegna – racconta lo chef sangavinese – si sono fatte sentire e così ho deciso di ritornare nell’Isola con mia moglie Annalisa Elzy e mia figlia. Ho preso in gestione ad Arbus una struttura “Turismo rurale Cortes”, puntando sull’accoglienza del turista e servo solo prodotti del territorio: sono tutti  a chilometri zero come la capra di Arbus, lo zafferano di San Gavino Monreale o il pesce di Marceddì.  Ho lasciato lo stesso nome del locale e puntiamo sull’ospitalità familiare: vogliamo fare sentire il turista a casa propria e c’è la possibilità di alloggiare in una delle stanze che si trovano a pochi passi del ristorante”. All’esterno c’è un ampio spazio verde con un’area attrezzata per bambini, una piscina e una pineta molto estesa. La sera la pace e la tranquillità si fanno sentire mentre il mare (le spiagge di Piscinas, Scivu e Funtanazza) si trova a 12-15 minuti di macchina. PREMI PER LA CUCINA Emanuele Orrù ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale come l’inserimento del ristorante gestito a Malta nella top ten della guida del Gambero Rosso o il premio “Cucchiaio d’argento”. e ha le idee chiare sull’accoglienza turistica: “Per prima cosa – spiega - viene l’ospitalità unità alla qualità. Il Medio Campidano ha tante potenzialità di sviluppo. Voglio dare spazio ai nuovi chef della cucina sarda come Nicola Perra ed Emanuele Senis di San Gavino, Alessandro Schintu di Pabillonis: non voglio i soliti nomi. Al tavolo non si possono portare le bugie perché i cibi parlano. Adesso lavoro insieme a mia moglie, ma spero un domani di poter assumere anche altro personale. Ormai il lavoro bisogna inventarselo con molta creatività: sono finiti i tempi del posto fisso. La gente che arriva vuole il contatto con la realtà del posto. Io stesso con Lisa e mia figlia Asia ci siamo trasferiti ad Arbus: diamo molto spazio alla ristorazione puntando su una cucina “gourmet”. IN GIRO PER L’EUROPA Sono partito a 19 anni da San Gavino con trecentomila lire (150 euro) in tasca alla volta di Londra, poi sono stato a Fuerteventura, una delle isole Canarie in Spagna e poi a Malta. La Sardegna può vivere di turismo e questo può essere un settore chiave per l’economia isolana: purtroppo i turisti devono fare i conti con gli alti costi dei trasporti sia per quanto ...

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