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Gonnosfanadiga: domenica 30 giugno a Sibiri "Nell'Oliveta 2024"
Redazione _________________________ Organizzata dall'Associazione Oliversità Monte Linas in collaborazione con l'Associazione Nazionale "Città dell'Olio 1994/2024" e il patrocinio dell'Amministrazione Comunale si svolgerà domenica 30 giugno "Nell'Oliveta 2024". Il programma prevede alle 18, saluto di benvenuto da parte delle autorità locali, a seguire i produttori locali raccontano "storia, curiosità e territorio" di Barbarina Foddi e Mariangela Collu, imprenditrici agricole. Pinuccio Soddu, illustre accademico gonnese, caposaldo dell'impegno e della divulgazione per l'ambiente in Sardegna intratterrà su "Biodiversità, paesaggio e benessere". Un momento dedicato anche all'attività libraria con la presentazione del volume di Lello Caravano "Attaccati alle radici", affascinante pubblicazione per immagini e racconti su decine di notevoli alberi della Sardegna. A conclusione della serata degustazione dell'oliversità show cooking a cura dello chef Agostino Vinci . Drink di benvenuto, antipasto, prima e seconda portata, dolce e vino locale. Teatro dell'evento l'oliveta di "Tziu Severinu", strada per Sibiri, coordinate 39°29'11.6"N 8°37'10.1" E. Ingresso libero. ...
Leggi di piùSpeculazione energetica, no grazie. Sole, aria e acqua non saranno nemici della Sardegna
Comunicato stampa di Sinistra Futura a firma di Paola Casula, Consigliera Regionale ____________________________________ La transizione energetica verso le fonti rinnovabili è certamente oggi il principale argomento, anche di scontro acceso, della politica in Sardegna. Non è certamente un caso se sui principali quotidiani sardi, da un mese a questa parte, campeggiano titoli di fuoco e interviste di ogni genere, con oggetto mirato all'assalto eolico e fotovoltaico alla Sardegna e alla presunta inefficienza della Giunta Regionale. Infine la “marcia su Saccargia come una nuova Pratobello” ha infuocato le discussioni e acceso molti animi. Noi in tempi non sospetti abbiamo definito gravissima la speculazione di cui è oggetto la nostra isola, al centro di una nuova occupazione di servizio, una vera e propria servitù energetica, tutta tesa a garantire enormi profitti alle lobby affaristiche a tutto danno del patrimonio di tutti i sardi. La compromissione del territorio, del suo habitat, delle sue prerogative antropologiche e storiche, non sono che un danno collaterale nel percorso di nuova occupazione che si profila in questi ultimi anni, del tutto indisturbato se non proprio connivente fino ad ieri. Proviamo a fare un po' di chiarezza sullo stato delle cose. Non è certamente discutibile da parte di nessuno la necessità di abbandonare quanto prima le fonti energetiche fossili e inquinanti che hanno finora prodotto un effetto di riscaldamento globale superiore a 1,5 °C e che, tramite anche la CO2, contribuiscono all'effetto serra in misura prevalente, compreso il Metano. Questo comporta necessariamente un nuovo orientamento produttivo verso le fonti rinnovabili (sole, vento, acqua, geotermico), orientamento che l'Europa ha sposato e che pone obiettivi concreti di decarbonizzazione entro il 2030 ed entro il 2050.A seguito delle direttive europee e delle norme nazionali alla Sardegna viene assegnato un contingente produttivo di 6,2 GW da realizzarsi entro il 2030. Questo contingente viene da tutti considerato eccessivo rispetto alla capacità di autoconsumo e rispetto alla capacità di trasporto esterno; altre regioni stanno certamente messe peggio della Sardegna (Sicilia in primis), ma non essendo allo stato attuale negoziabile, questo limite viene accettato obtorto collo. Sulla scorta di una legislazione carente e permissiva voluta da Mario Draghi nel 2021, si è scatenato l'assalto (lautamente remunerato in prospettiva dalla previsione di incentivi pubblici a sei zeri) da parte delle multinazionali energetiche al territorio sardo, con l'intento di realizzare una moltitudine di impianti eolici e fotovoltaici in spregio ad ogni logica di rispetto dei territori “occupati”, di dimensioni dieci volte superiore il contingente energetico assegnato alla Sardegna (oltre 800 progetti per quasi 58 GW ), la gran parte dei quali in corso di autorizzazione. E' del tutto intuitivo che oltre il 90% di quegli impianti non dovrebbero vedere mai la ...
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