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Craba o agrallu coxinada a s’arburesa
di Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi ________________________________________ [caption id="attachment_92631" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi[/caption] C’è una seduzione antica che avvolge la Sardegna, un’Isola incantata, ricca di storia, tradizioni e di origini ancestrali come la notte dei tempi e che in questa meravigliosa terra costituiscono un patrimonio senza eguali e saldamente ancorato nell’identità collettiva. Qui ogni località ha il proprio folclore e le proprie usanze che contribuiscono a comporre un mosaico ricco e variegato che l’uomo curioso e saggio non può che amare. Vi sono luoghi di una bellezza abbagliante che sono universalmente conosciuti e apprezzati. Uno di questi luoghi è Arbus, dove resti archeologici evocano un mondo passato, immerso in una natura sontuosa arricchita con il ginepro pungente, i gigli profumati, il paesaggio con dune di sabbia impalpabile abbracciate da un mare cristallino. Un habitat naturale vicino al paradiso, che dialoga con l’arte e con i sapori autentici della tradizione. Basta chiudere gli occhi e far volare l’animo romantico e sognatore che vive dentro ognuno di noi per sentirsi vicini alla felicità. Le prime presenze umane nell’arburense risalgono a circa 8500 anni fa, all’epoca Neolitica, periodo confermato dalla scoperta in paese di due scheletri antropici in regione “s'omu e s'orku”, ulteriori studi dei laboratori dell’università dell’Arizona hanno avvalorato questa tesi. Una eccezionale scoperta è stata il ritrovamento di uno scheletro integro di un indigeno in regione “su Pistoccu“, nei pressi di Costa Verde nel 2011, al quale è stato attribuito il nome del combattente e ricco proprietario terriero sardo-punico, Amsicora, che nel 215 a.C. condusse la rivolta antiromana. In paese e, per la precisione nelle vicinanze della strada Montevecchio, Montibecciu, il cui sedime è composto da una gran quantità di frammenti di ossidiana (scorie vulcaniche formate dalla rapidissima refrigerazione della lava), sono stati rinvenuti resti di ossa umane, che fanno pensare ad un piccolo cimitero appartenuto a un primitivo villaggio di pastori, inoltre nel territorio è possibile vedere le rovine di diversi nuraghi e tombe dei giganti. Nel 1839, Arbus si affrancò dagli ultimi feudatari. Nel 1848, venne inscritto nella divisione amministrativa di Cagliari e nel 1859, fu compreso nella nuova provincia di Cagliari. Arbus, da, arburis, molto probabilmente dovuto al fatto che il territorio era ricco di una lussureggiante boscaglia. Arbus in passato è stata una regione interessata dal settore minerario, con le miniere di Montevecchio e Ingurtosu, che hanno dato la possibilità di lavorare a tantissime persone, e introducendo una nota personale, mi piace ricordare l’immagine di mia nonna materna “Giovanna” che amministrava la mensa dei minatori, donando sorrisi e gioie culinarie agli operai con la sua cucina genuina e casalinga. Oggi Arbus è un ...
Leggi di piùSan Gavino, il pulmino dell’Unione dei Comuni assegnato all’associazione Delfino
di Gian Luigi Pittau _________________________________________ Un servizio di grande utilità e che aiuta le persone con disabilità. Così con la firma della convenzione tra il Comune di San Gavino e l’associazione Delfino è stato assegnato in comodato gratuito a quest’ultimo sodalizio il pulmino da nove posti acquistato tramite l'Unione dei Comuni e assegnato a San Gavino. «L'accordo - spiega il sindaco Carlo Tomasi - prevede che potranno fruire del trasporto tutti coloro che partecipano alle attività dell'associazione, alla quale sono iscritte diverse persone con disabilità anche dei paesi limitrofi e non solo. La convenzione ha una durata di cinque anni e l’associazione Delfino ha mostrato in questi anni un’importante crescita partecipando a diverse iniziative, anche extracomunali». È felicissimo l’assessore Bebo Casu: «Per rendere nuovamente idoneo il pullmino è stato necessario affrontare un iter tortuoso: abbiamo dovuto fare una nuova carta di circolazione e revisionare il mezzo. Il mancato utilizzo era una 'ferita aperta' ora rimarginata. L'associazione per numero di iscritti è per il volume di attività merita questa attenzione. Siamo felici che il pullmino possa essere utile a tutte le persone con disabilità e agli operatori che partecipano alle attività dell'associazione Delfino, in particolare per i trasferimenti fuori Comune”. Il pulmino ha nove posti a sedere e ha una pedana mobile per rendere più agevole il trasporto di persone in carrozzina e dei tanti associati». ...
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