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"Su Santu", la storia vera del “fratello” di San Francesco sepolto in un conventino sardo

di Paolo Salvatore Orrù ______________________________   C’è una bella storia legata alla vita di San Francesco d’Assisi che solo pochi sardi e qualche sacerdote conoscono. Ottocento anni fa, uno dei fondatori dei Francescani, il beato Giovanni Parenti, ruppe i rapporti con gli altri seguaci del Santo perché una volta morto il fondatore avevano tentato di diluire, e quindi di rendere meno gravose, le norme di comportamento che disciplinavano l’Ordine. Per questo, dissenziente, ha scritto Luciana Falchi Giannasi nel suo libro "L’antico convento di Monte Rasu" (edito Associazione don Renzo Brundu) andò a vivere e morire nel piccolo convento di Monte Rasu, la grande montagna che sovrasta ampie zone del Goceano. In sostanza, la professoressa Falchi racconta, con un viaggio che abbraccia 800 anni di storia, le vicende del primo francescanesimo in Sardegna. Lo fa attraverso una serie di documenti, aneddoti e storie familiari che rendono il libro piacevole e allo stesso tempo lo fanno sembrare un giallo non risolto, ma pieno di indizi che portano ad una sola conclusione: il beato, l’amico della prima ora di San Francesco, riposa lì nella piccola chiesa delle campagne di Bottida (Nu). Il minuscolo convento di Monte Rasu sorge sul fianco della montagna, a circa mille metri di altitudine, non troppo lontano da Bottida, Bono, Burgos, Esporlatu, ma comunque ancora oggi per nulla agevole da raggiungere. Parenti, ha spiegato nel suo resoconto la Falchi, era giunto in Sardegna dopo il 1233. Da qual momento Giovanni vive a Monte Rasu in povertà e preghiera, divulga la parola del Vangelo nei paesi vicini, attirando attorno a sé molte persone bisognose di parole di pace e di speranza, meritando quasi da subito, fra i più semplici, il titolo di Su Santu. È attribuita a Giovanni Parenti un’opera in latino, scritta in forma di allegoria, databile al 1227, dal titolo Sacrum commercium sancti Francisci cum domina Paupertate (Le mistiche nozze di San Francesco con madonna Povertà) che influenzò la letteratura seguente su San Francesco, compreso il canto XI del Paradiso, dove Dante, nel panegirico del Santo, parla delle nozze con la Povertà. Insomma, il discepolo di San Francesco vive in Sardegna come un povero tra i poveri, facendosi amare e rispettare e, “dopo aver offerto tanto a Dio muore a Monte Rasu e viene sepolto nella piccola chiesa dell’eremo: è il 1 gennaio 1250”, spiega la professoressa. Ed è in quella data che il Martirologio Francescano ricorda ogni anno la morte di questo Frate. “Sulla sepoltura di Giovanni Parenti nella chiesetta di Monte Rasu ci sono alcune testimonianze che vanno senz’altro citate, perché antiche, perché degne di considerazione, la prima proviene dal Codice Cartaceo della biblioteca Bodleiana di Oxford trascritto dal frate Didimo Trau nel 1384/1385, un’altra è riportata dagli Analecta Francescana. La notizia è riportata anche dai Padri Azzoguidi e Giovannoni.  Quindi quel che resta del c ...

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