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Ozieri: Bruno Temussi, Capitano Medico della Divisione Italiana partigiana “Garibaldi”
di Lorenzo Di Biase ____________________________ Bruno Temussi nacque ad Ozieri (SS) il 26 dicembre 1909 da Mario e da Anna Rosa Cossu. Il padre Mario era un funzionario di Prefettura che si trasferì a Ferrara, con tutta la famiglia, nel corso degli anni trenta. Il nucleo familiare di Bruno, oltre i già citati, era composto dal fratello Ezio e dalla sorella Maria Teresa. Bruno studiò al Liceo di Sassari e lì conobbe Giustina Marchi con la quale in seguito si sposò il 30 novembre 1940 nella chiesa sassarese dedicata a San Donato; dalla loro unione nacquero in Ferrara, le figlie Maria Teresa nel 1943 e Anna Caterina nel 1946. Frequentò la facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Bologna ove si laureò con il massimo dei voti. Bruno Temussi il 7 aprile 1931 venne inserito in qualità di Allievo Ufficiale di Complemento nella Scuola Allievi ufficiali di Palermo e dal 31 maggio 1932 divenne Sottotenente di complemento “arma di fanteria” nel 45° Reggimento fanteria; prestò il giuramento di fedeltà in Bolotana il 24 luglio 1932. Sino al 31 gennaio 1933 svolse il prescritto servizio di prima nomina e da tale data venne collocato in congedo presso il Distretto Militare di Sassari. Bruno Temussi dal 15 al 30 maggio 1936 fu richiamato in servizio per quindici giorni. Divenne Tenente a far data 1° luglio 1936 e fu trasferito d’autorità nel Corpo Sanitario Maggiore, Ufficiali Medici di Complemento, a partire dal 31 ottobre 1939, essendo egli nel frattempo divenuto medico. Il 20 giugno 1940 fu richiamato alle armi e destinato inizialmente all’ospedale territoriale di Cervia, ove resterà sino al 10 gennaio 1941 quando venne destinato all’833° Ospedale da campo. Il 17 febbraio partì per Bari e da lì verso l’Albania, arrivando nel territorio dichiarato in stato di guerra in data 19 febbraio 1941. In quell’anno ebbe modo di essere comandato presso il 114° Gruppo Cannoni e presso il 421° Ospedale da campo per poi rientrare nell’833° Ospedale. Sempre nel 1941 partecipò alle operazioni svoltesi alla frontiera Greco – Albanese ottenendo un Encomio con la seguente motivazione:” Medico di un Ospedale (l’833°) da campo avanzato, dislocato durante le recenti operazioni sul fronte della Vojussa (marzo 1941) si prodigava con ogni energia e con alto esempio del dovere a curare con amore e competenza i feriti ed ammalati a lui affidati e nel prestare valido aiuto ai colleghi Chirurghi; mettendo in luce le sue ottime capacità professionali e speciali doti di cittadino e soldato”. Conseguì la promozione a Capitano con anzianità 1° gennaio 1942. Egli sviluppò tutto il suo percorso militare nei Balcani e lì si trovava anche l’8 settembre del 1943. Dopo i noti avvenimenti legati a quella tragica data fu costituita la formazione partigiana italiana divisione “Garibaldi” in Jugoslavia ed egli ne fece parte dall’inizio sino al rientro in Italia nel ‘45, assumendo la qualifica di Comandante ...
Leggi di piùCagliari-Ospedale Btotzu, Progressisti: "Ortopedia di nuovo in difficoltà, serve riorganizzazione"
Reparti pieni, arrivi in pronto soccorso continui, mancanza di spazi, pazienti sistemati su posti letto volanti. «Ortopedia al Brotzu è al collasso: una situazione prevedibile e annunciata», sottolineano i Progressisti in Consiglio regionale, «che avevamo ipotizzato già a fine ottobre, quando la Regione decise la destinazione a Covid hospital di diverse strutture senza ragionare adeguatamente sulla destinazione dei pazienti di altri reparti. Già in quella occasione Ortopedia andò in grave difficoltà per l'arrivo di persone che necessitavano di assistenza da altri ospedali». Le notizie che arrivano dal Brotzu confermano le previsioni: «Con il Santissima Trinità e il Marino destinati al Covid, insieme al Binaghi, tutta l'area metropolitana di Cagliari fa capo a due ospedali (Brotzu, appunto, e Policlinico): era logico che i reparti che ricevono più pazienti, come ortopedia, sarebbero andati in difficoltà con tutte le ripercussioni del caso per l'assistenza, nonostante l'impegno del personale medico e infermieristico». «Questa situazione non può più essere considerata un'emergenza e dovremo farci i conti per diversi mesi», continuano i Progressisti, che presenteranno una nuova interrogazione in Consiglio regionale: «Diventa fondamentale rivedere l'organizzazione dei reparti di ortopedia e traumatologia su tutto il territorio, per evitare il sovraccarico del Brotzu e prestare la migliore assistenza ai pazienti». ...
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