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Giornata della memoria: mostra bibliografica digitale allestita dal sistema bibliotecario "Monte Linas"
Il Sistema Bibliotecario "Monte Linas", in occasione della "Giornata della Memoria", ha allestito una mostra bibliografica digitale visitabile sul sito www.bibliotechelinas.it dal 27 gennaio al 15 febbraio prossimo. ...
Leggi di piùCollinas-Forru, “Su Quintilliu”, ovvero la trasgressione della domenica pomeriggio
di Francesco Diana ______________________ In queste giornate d’isolamento forzato imposto dalle norme anti Covid, nel corso delle quali lettura, cruciverba, rebus e quant’altro, intercalano la visione dei programmi televisivi di diversa natura, la mente dell’anziano trova spesso conforto rifugiandosi nei ricordi del passato. Spesso sono i ricordi di una vita vissuta con semplicità, quando le ristrettezze economiche comuni ai più, stimolavano l’ingegno di ciascuno nel ricercare momenti di svago e di socializzazione a costi accessibili, capaci di ritemprare le forze spese nel corso di una settimana di duro lavoro. Fra i tanti, se si escludono i rituali pellegrinaggi alle cantine per onorare “su binu drici dè Forru”, secondo le consuetudini e con le risultanze magnificamente descritte da Gabriele D’Annunzio in occasione del suo giro in Sardegna in compagnia di Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella, per onorare il “Nepente” di Oliena, era consuetudine prevalente riunirsi in uno dei tre Bar del paese, per la consueta partita a carte fino al rintocco dell’“Ave Maria” serale. L’appuntamento domenicale prendeva il via subito dopo pranzo, con la formazione di gruppetti spontanei in prossimità dei Bar, in attesa che il gestore ne aprisse l’accesso nel rispetto delle norme in vigore. Appena all’interno del Bar, si formavano i gruppi di gioco composti di cinque elementi ciascuno per l’esecuzione del classico “Quintigliu”. Gli elementi in soprannumero, in attesa dell’arrivo di altri potenziali giocatori che consentissero di costituire il classico quintetto della Domenica, andavano a integrare la platea degli spettatori abitudinari, o si dilettavano con i classici “Terzigliu” o “Quartigliu”. Quando nel corso della serata non si riusciva a costituire altri quintetti da gioco, i giocatori in soprannumero andavano a integrare singolarmente i quintetti in gioco, formando gruppi da sei giocatori dove il “cartaro” di turno risultava momentaneamente escluso dal gioco. Le carte da gioco usate, solitamente sarde o napoletane, erano in mazzi da quaranta, con dieci carte per ognuno dei quattro “semi”: “Cupas” (Coppe), “Orus” (Denari), “Bastus” (Bastoni), “Spadas” (Spade). Le preferenze dei giocatori più anziani ricadevano sulle carte sarde, i cui nomi risultano di chiara provenienza spagnola, come ad esempio “Sa Pisuta” o “Sa Suta” (in spagnolo “Sota”) o “Bastus” (in spagnolo “Bastos”). Ovviamente il gestore dal bar andava ricompensato con almeno una consumazione ed eventualmente con l’offerta di “Su grillu”, ossia una sorta di contribuzione volontaria di entità libera fra i convenuti, quale contributo per i consumi di energia elettrica e per il reintegro dei mazzi di carte deteriorate con l’uso. In tempi remoti la consumazione era costituita dall’immancabile “vino con gassosa”, passata poi al “chinotto con gassosa” e alla “birra”, semplice o con ...
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