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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Rosas di Cristian Sanna e Valentina Spiga: storia di anime e di vita fra la superficie e il sottosuolo di una miniera

di Giovanni Contu ______________________ Sono anime invisibili, ma non per tutti; solo per quanti non riconoscono il palpito della solidarietà, dell’empatia e della condivisione. Concepito come sceneggiatura scritta per un film per la regia di Ignazio Vacca, l’ultimo volume dei giovani autori serramannesi racchiude sotto forma di racconto, le relazioni fra mentalità opposte e contrastanti su piani sociali e umani lacerati nel trapasso generazionale dei personaggi che affrontano la loro missione esistenziale nell’aspro contesto dell’ambiente di lavoro in miniera. Nobiltà dei sentimenti, passione, dovere e cinismo si intrecciano nel ritmo narrativo reso avvincente nell’espediente dell’analessi. Lo scostamento sul piano cronologico mette in risalto differenze e continuità delle circostanze intorno alle quali, nel tempo e nello spazio, si svolge l’azione. Sappiamo tutto attraverso gli occhi del narratore che condivide integralmente lo svolgersi dei fatti, come se volesse prendervi parte esplicitamente da un momento all’altro. Emerge la consistenza dei dialoghi, che infatti costituiscono la parte prevalente nella vicenda. Forse è vero; sono le persone che fanno la Storia, magari non quella con la S maiuscola ma sicuramente nelle vicende a misura d’uomo, nel mondo lontano e inascoltato, certo, da chi non vuole sentire e distinguere la nobiltà dei sentimenti dal cinismo la spontaneità di una passione dal tornaconto, l’autenticità di una vocazione dalla vile condiscendenza. L’atmosfera riprodotta è comunque molto più grande di protagonisti e comparse; i rapporti di forza, il potere, il destino appare immutabile; almeno fino a un certo punto, oltre il quale, la Volontà degli uomini, quella sì con la lettera maiuscola, potrebbe fare la differenza. Storia di anime e di vita fra la superficie e il sottosuolo di una miniera Rosas, di Cristian Sanna e Valentina Spiga pp.146, Amico Libro editore, collana Sandalyon, 2020     ...

Guspini, emigrati che tengono alto il prestigio delle proprie origini

di Maurizio Onidi ______________________ Capita sovente, in particolare nel periodo estivo di incontrare figli, nipoti e pronipoti di guspinesi che nell’era del boom economico lasciarono l’isola in cerca di fortuna e che oggi sono ben integrati nelle comunità di residenza dove ricoprono incarichi di responsabilità e che non hanno mai reciso il cordone ombelicale con i paesi d’origine come ci racconta il sindaco Giuseppe De Fanti: «Nell’agosto dello scorso anno ho avuto il piacere di conoscere e conversare piacevolmente con Jörg  Saba figlio di Amos Saba, oggi ultranovantenne,  che da Guspini emigrò in Germania tanti anni fa, cugino di Silvia e Livio Usai e di Luciano Saba». [caption id="attachment_73940" align="alignleft" width="277"] Jorg Saba[/caption] Jörg era appena stato eletto sindaco della Città di Oldenburg in Holstein, una cittadina di circa 9.700 abitanti, e si trovava a Guspini in visita ai cugini. «Durante il nostro incontro», continua Giuseppe De Fanti, «è stato ben felice di sottolineare le proprie origini familiari e ci riproponemmo di risentirci non appena si fosse insediato e cioè dopo il primo di gennaio dell’anno in corso come prevedono le normative tedesche». «Il 24 giugno», aggiunge il sindaco di Guspini, «ho ricevuto una gradita lettera dal neo sindaco Saba che oltre a raccomandarmi di porgere i suoi saluti e quelli del padre a tutti i guspinesi mi ha raccontato le vicende legate al primo periodo del suo mandato così come per noi condizionato pesantemente dall’epidemia del coronavirus. Anche a Oldenburg vi è stata una situazione molto simile alla nostra, con poche infezioni e nessuna vittima, con difficoltà per l’economia delle famiglie e dello stesso comune, l’incertezza per il calo delle entrate fiscali e più spese con limitazione degli investimenti». «Ci ha tenuto a evidenziare la grande solidarietà sociale che si è innescata», sottolinea il primo cittadino di Guspini, «e del volontariato che si è messo in moto anche lì con la produzione artigianale delle mascherine. È evidente come dappertutto il covid abbia colpito allo stesso modo e come certe carenze non siano state solo un fattore italiano». «Nel rispondere ufficialmente al collega, non mancherò anch’io di sottolineare, da guspinese, l’affetto e l’orgoglio per i nostri emigrati», ribadisce De Fanti, «che lontano dal nostro paese si distinguono, si affermano, si fanno ben volere e come in questo caso i loro figli vengono scelti per guidare le città dove risiedono. Auguriamo tutti un buon lavoro al sindaco Jörg Saba, aspettandolo per la sua prossima visita a Guspini per ringraziarlo di persona per le belle parole espresse nei confronti della  nostra cittadina». ...

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