Coronavirus in Sardegna: 2.225 nuovi positivi e sette decessi
Oggi, mercoledì 23 marzo, in Sardegna si registrano 2.225 casi positivi, di cui 1.794 diagnosticati con test antigenico. Come riporta il bollettino della Regione Sardegna, sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 12.245 tamponi con un tasso di positività del 18,1%. I pazienti nei reparti di terapia intensiva sono 18 (-1), quelli in area medica 322 (-8): 29.306 i casi di isolamento domiciliare (+188). Sette le vittime: due donne di 87 anni, residenti rispettivamente nella Città Metropolitana di Cagliari e nella provincia del Sud Sardegna; due donne di 76 e 82 anni e un uomo di 97 della provincia di Oristano; una donna di 67 anni, residente in provincia di Sassari e un'altra persona della provincia di Nuoro. ...
Leggi di piùMedio Campidano: chiusura del Centro diurno Cedip
Riceviamo e pubblichiamo il grido d’allarme delle tante famiglie che fanno parte del Cedip, centro diurno polivalente nel Medio Campidano, che fa a capo al Plus di Sanluri, servizi sociali. «Per circa 11 anni questo centro ha accolto circa 40 ragazzi disabili, provenienti da vari paesi del Medio Campidano, accompagnandoli in una importante fase di crescita umana che ha contribuito a far sì che le famiglie potessero creare percorsi di integrazione ed inclusione dei propri ragazzi. In tutti questi anni non è mai venuta a mancare la fiducia nelle istituzioni ma ultimamente ci si sta dimenticando di questi ragazzi, dei loro mondi, costretti in casa a causa della burocrazia. Dal 21 dicembre il centro è chiuso per scadenza dell’appalto che viene fatto incredibilmente di anno in anno e che a oggi non si ha il minimo sentore di rinnovi o di appalti imminenti. Siamo stati abbandonati, come pure gli operatori che ci lavoravano e che sono costretti ad attendere qualcosa che forse non ci sarà. I ragazzi iniziano a perdere stimoli, ad avere problemi che fino a questo momento non si erano manifestati nella routine quotidiana, quali problemi di memoria, socializzazione, integrazione e di inclusione. Le nostre famiglie sono oramai allo stremo e nonostante i continui richiami alle istituzioni, sembra che da quella parte si prenda tempo, come se avere in casa ragazzi con disabilità, ventiquattro ore su ventiquattro, sia una situazione di facile gestione. Ricordava ultimamente, un genitore a un sindaco che “per capire cosa significa non avere a disposizione una struttura idonea ad accogliere questi ragazzi, ne tenesse uno nella propria abitazione, per dieci minuti”. Abbandonati... ecco la parola giusta in questo momento, senza prospettive future per i ragazzi e le famiglie. Aiutateci a far arrivare la nostra voce a queste persone che si sono dimenticate di noi». ...
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