Villacidro: chiuso il centro di assistenza alimentare nato per l'emergenza Covid-19

Chiusura ufficiale ieri sera del  Centro di assistenza alimentare promosso dal Comune di Villacidro. Avviato circa due mesi fa nei locali della scuola di via Tirso dall'amministrazione comunale per venire incontro alle esigenze delle numerose famiglie in difficoltà, a causa dell'emergenza Covid  ora termina la sua missione.  Nel centro, coordinato dal presidente dell'associazione Avsav di Villacidro Antonio Deidda, hanno lavorato numerosi collaboratori, come i volontari della protezione civile locale, e gli agenti della compagna barracellare, impegnati nell'assistenza specifica alle fasce più deboli della comunità. "In queste settimane sono state evase circa 280 richieste di pacchi alimentari e beni di prima necessità", afferma la sindaca Marta Cabriolu, "cosa che è stata possibile grazie alla grande generosità di moltissimi cittadini, aziende piccole e grandi, agricoltori e allevatori. Infine, tutto questo è stato possibile anche grazie a chi ha messo a disposizione di tutti i propri mezzi per le consegne e lo ha fatto gratuitamente e con senso di responsabilità". E aggiunge: " Come Sindaca il mio profondo ringraziamento a tutti: Avsav, barracelli, proprietari dei mezzi, e va a tutti coloro che hanno voluto esprimere la propria solidarietà verso i più bisognosi, con le loro donazioni. Spero che questa brutta esperienza abbia lasciato nei nostri cuori un segno positivo e  la voglia di guardare al futuro con nuova speranza". Stefania Pusceddu ...

Guspini, Falegnameria Moderna: “Fino a questo momento non abbiamo subìto particolari danni

di Maurizio Onidi ___________________ A oltre due mesi dal blocco delle attività produttive abbiamo voluto capire meglio che impatto ha avuto il Covid-19 sulla economia locale. Abbiamo cercato di approfondire le problematiche connesse all'epidemia in corso direttamente con gli imprenditori dei diversi settori produttivi, commerciali e dei servizi presenti sulla piazza. Ne abbiamo parlato con Massimo e Marco Lampis, titolari della Falegnameria Moderna «La nostra azienda, come la maggior parte delle attività produttive ha subito il blocco per quattro settimane», dichiara Massimo Lampis, responsabile della falegnameria, «Il calo del lavoro dovuto all'epidemia è quantificabile in circa il 20%. Il giorno 20 aprile abbiamo riaperto la produzione come infissi escluso l'arredamento, attenendoci scrupolosamente alle normative previste. Al momento ci riteniamo fortunati perché l'impatto se dovesse concludersi così non ci ha creato particolari danni. Abbiamo onorato tutti i nostri impegni con i dipendenti, gli enti previdenziali e i fornitori, ricorrendo di fatto alla cassa integrazione per le sole quattro settimane di chiusura effettiva». [caption id="attachment_68731" align="alignleft" width="282"] Marco Lampis[/caption] Sulla stessa frequenza anche il fratello Marco, responsabile delle lavorazioni in alluminio e pvc.  «Per quanto riguarda il pvc devo riconoscere che abbiamo ripreso subito anche se lentamente. Non si può dire altrettanto per il settore alluminio che al momento resta ancora bloccato. Riusciamo a ripartire grazie a commesse acquisite prima del blocco. È una ripresa parziale poiché paradossalmente è ancora bloccata l'attività del vetro che di fatto impedisce di completare i lavori ma cosa ancora più incerta è la possibilità di consegnare i lavori a domicilio del cliente poiché le disposizioni non sono state chiarite nonostante i ripetuti quesiti posti. Altro problema che al momento non consente la normale operatività è rappresentata dal blocco dell'edilizia. Una situazione ancora da definirsi che però, con una punta di ottimismo ci fa ben sperare per il futuro». «Per quanto riguarda i programmi futuri», riprende Massimo, «prima che scoppiasse l'epidemia avevamo messo in cantiere determinati progetti mirati all'ampliamento dell'azienda che riteniamo di poter realizzare non appena la situazione c'è lo consentirà. Pur con le dovute cautele e con il tempo, siamo fiduciosi che la situazione si "normalizzerà" perché come imprenditori non possiamo lasciarci abbattere avendo delle responsabilità oltre che nei confronti delle nostre famiglie anche nei confronti dei nostri collaboratori che sono il valore aggiunto». ...

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