La Consulta dei Comuni turistici sardi rilancia: "Apertura porti e aeroporti e piano di sicurezza del turista"

di Gianni Vacca ______________ Pubblichiamo molto volentieri il comunicato stampa inviatoci dalla consulta permanente degli assessori al turismo dei comuni sardi recentemente costituitasi che per la quinta volta in meno di un mese si è riunita in modalità di video conferenza. In programma un importantissimo incontro con l’Assessore Regionale al Turismo Gianni Chessa assente però per sopraggiunti impegni istituzionali. Sul tavolo di discussione presentato dalla consulta una piattaforma “supera crisi”,  documento elaborato attraverso tre tavoli tematici. La consulta dei Comuni turistici Sardi rilancia: Sardegna Covid- safe, comunicazioni chiare e precise, apertura porti e aeroporti, piano di sicurezza del turista, rete dei comuni turistici richieste proposte ed iniziative. “Il 19 maggio 2020, per la quinta volta in meno di un mese, la consulta permanente degli assessori al turismo dei comuni sardi si è ritrovata nella piattaforma GoToMeeting per un incontro programmato con l'Assessore regionale al turismo Gianni Chessa, che però era assente per impegni sopraggiunti. In questa settimane la Consulta ha elaborato un documento, con il lavoro di tre tavoli tematici: 1) trasporti, 2) linee guida di fruizione del territorio e per le attività economiche, 3) Comunicazione e Marketing, inviato a Chessa, agli assessori regionali coinvolti e a tutte le commissioni consiliari competenti. [caption id="attachment_69074" align="alignnone" width="960"] Arbus, Capo Pecora, spiaggia delle uova[/caption] Le domande e le proposte da rivolgere all'Assessore regionale sono il risultato di una unanime condivisione . Prioritariamente è emersa coralmente l’esigenza di avere certezze su tempi e modalità per la piena operatività dei porti e aeroporti sardi. Allo stato attuale se si dovesse riaprire la Sardegna dopo le altre regioni italiane, sarebbe elevato il rischio che chi ha intenzione di sceglierla come meta per le proprie vacanze possa, nel frattempo, scegliere altre destinazioni. Parallelamente è stata richiesta la massima chiarezza sulle modalità per consentire l’accesso ai turisti nel territorio regionale. La ridda di voci su tamponi, test, passaporto sanitario ha disorientato chi avesse già prenotato e, purtroppo, costituisce un deterrente nei confronti di chi si accingesse a decidere di trascorrere le vacanze in Sardegna. Purtroppo le comunicazioni di questi giorni paiono confuse e discordanti, elemento questo che questo non giova nella scelta delle vacanze. Gli operatori e i turisti sono completamente disorientati: senza certezze non potrà iniziare la stagione e diverse strutture decideranno di non aprire. L'ultimo DPCM prevede in capo ai comuni la comunicazione e sorveglianza nei luoghi pubblici, in particolare nelle spiagge. Gli assessori comunali chiedono istruzioni chiare e uniformate, e le risorse per farsi carico della gestione in sicurezza dei propri territori. Il controllo e contingentamento delle spiagge potrà avvenire anche ...

Malloreddus cun curcusa e brodu de areeche

[caption id="attachment_68797" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi[/caption] I gnocchetti sardi, malloreddus, con farina di  granito sardo, granitu sardu, lessati nel brodo di pecora, is malloreddus cun curcusa in brodu de  areeche, sono un piatto antico e di rara squisitezza. Infatti il brodo utilizzato per la cottura della pasta è quello della pecora bollita, una preparazione collegata alle consuetudini culinarie del mondo agropastorale. Una cucina semplice che secondo le abitudini culinarie contadine e pastorali si prepara in particolar modo nell’area sassarese, thatharese. Si tratta di un piatto che è stato molto rivalutato e si ispira all’antica e saggia esigenza di non buttare via niente. La Sardegna è un’isola splendida, incantata, incorniciata da un territorio con una vegetazione a sprazzi aspra, arida e allo stesso tempo boschiva, dove regnano secolari lecci, sughere, ginestre e ginepri profumati. Lo scenario è da cartolina, caratterizzato dalla macchia mediterranea, ma la natura è affiancata alla storia, infatti numerosi resti sono testimonianza di un passato destinato a non tramontare mai. I sardi, da sempre hanno fondato la loro forza economica sulla pastorizia, conservando con ostinazione le tante tradizioni alimentari legate alle avare varietà di cibo consumato dai pastori, nei lunghi periodi che trascorrevano negli ovili disseminati in tutta l’Isola, ad accudire il bestiame. Mentre, una volta ricoverati gli animali, trascorrevano la notte dentro alle pinnettas, pinnettus, pinnettos, antiche capanne pastorali con struttura in legni di ginepro o in pietra. In questi lunghi periodi di isolamento l’alimentazione doveva essere pratica e calorica. Immancabile era il pane, quello carasau, in quanto si conserva più a lungo, unito con insaccati, olive, verdure, carni ovine e suine macellate sul posto, formaggi e dolci secchi. Le ricette “povere ma ricche” variano da paese a paese, non solo nel nome, ma anche nella preparazione degli ingredienti. Per esempio nella preparazione dei gnocchetti, malloreddus, piatto preparato in tutta l’Isola, possono cambiare i condimenti, ma la ricetta ha come elemento imprescindibile la farina, ovvero la semola di grano duro, granito sardo, granitu sardu - triticum durum - curcusa - quest’ultima di derivazione spagnola. Il nome curcusa oggi non più in uso, si riferisce a una semola di forma spezzata (tipo tabulè o - granitu sardu -) che si utilizzava nel mondo antico, in particolare dai popoli moreschi con il frumento di Barbary (nord del continente africano). Per queste notizie ringrazio la gentile signora Olga Pischedda, dello sportello bibliotecario del comune di Sassari, che ha collaborato nella ricerca, con preziosi suggerimenti e puntuali indicazioni. Ritornando ai nostri - malloreddus -, a conferma del fatto che la Sardegna da secoli è stata una grande produttrice ed esportatrice di pasta di ottima qualità, il filosofo storico Benedetto Croce 1866 - 1952 di ...

Vai a tutti i contenuti →