Sassari, folto pubblico per la Befana acrobatica dei vigili del fuoco
A Sassari la Piazza d’Italia gremita per ammirare la performance della tradizionale Befana acrobatica dei vigili del fuoco. Ieri la famosa vecchina si è calata dal Palazzo Sciuti sulla piazza con l'ausilio della fune regalando uno spettacolo emozionante e unico al pubblico e chiudere così in bellezza il periodo di feste. ...
Leggi di piùMarmilla, quale futuro? Un territorio che continua a spopolarsi e che la politica trascura da troppo tempo
di Simone Muscas _____________________ «Dopo aver fatto l'Italia bisogna fare gli italiani». Di certo l’avrete sentita. È una frase “coniata” dopo l’unificazione del Regno d’Italia che riassumeva come il nuovo Stato si presentasse più come un “minestrone” di diversi popoli che non come una vera e propria nazione. Una frase vecchia di oltre 150 anni, eppure, per certi versi, ancora attualissima: ma se dalle Alpi alla Sicilia la questione è nota, molto meno sponsorizzate sono le grandi differenze (non tanto culturali quanto organizzative) in quelle aree provinciali (o meglio province delle province) rispetto al resto del Paese: quelle che, giusto per intenderci, sorgono ubicate in territori a bassa densità di popolazione e che, numeri (e schede elettorali) alla mano, hanno scarsa attrazione politica. [caption id="attachment_62253" align="alignleft" width="298"] Barumini. Su Nuraxi[/caption] La Marmilla, per buona pace dei suoi abitanti, rientra in questa poco ambita categoria: un territorio che dalla fine degli anni ‘90 a oggi ha intrapreso un percorso di declino demografico che, di questo passo e secondo alcune stime, potrebbe portare nei prossimi tre o quattro decenni al dimezzamento della sua popolazione. Una vera ecatombe per un territorio, costola della defunta provincia del Medio Campidano (con il reddito pro capite fra i più bassi d'Italia) che, di anno in anno, vede aumentare il gap socio - economico con quello di altre aree ben più tutelate dalle attenzioni della classe politica a tutti i livelli. I recenti dati Istat somigliano ai sottotitoli di un film drammatico: negli ultimi 18 anni in Marmilla si è infatti registrato un calo demografico compreso fra un quinto e un sesto della sua popolazione iniziale. Questi i numeri per alcuni paesi del territorio: Villamar, dal 2001 a oggi, è passata da 2.950 a 2.650 abitanti, mentre Lunamatrona, sempre nello stesso periodo, da 1.850 a 1.679. Ancora: Ussaramanna da 611 a 517, Siddi da 811 a 637, Turri da 533 a 420, Collinas da 1008 a 812, Pauli Arbarei da 717 a 590. Leggermente meno marcati i cali demografici di Sanluri, che nel 2002 contava 8.524 abitanti mentre oggi si attesta sui 8.470; Villanovaforru da 698 a 654, Furtei da 1.713 a 1.601. Tali dati, seppur non esista un numero ufficiale lo indichi, andrebbero rivisti addirittura al ribasso, poiché una parte di abitanti, pur mantenendo la propria residenza, è in realtà domiciliata fuori dal territorio. Alla luce delle politiche adottate negli ultimi decenni, non ci vuole molto a capire come per la politica regionale (per non parlare di quella nazionale), la Marmilla sia vista più “un problema” che non un territorio da rilanciare. Poche o ininfluenti le politiche fiscali mirate al miglioramento della sfera economica e sociale: le parole che vanno per la maggiore, infatti, da queste parti sono quelle di “tagliare” e “accorpare”. Giusto per capirci: non deve essere parso vero alla Regione Sardegna quand ...
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