Ruba all’interno di tre auto, arrestato un quarantenne di Cagliari
Redazione _________________ Nel corso della notte, durante un servizio di pattuglia volto a contrastare i reati predatori, i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Cagliari hanno colto nella piena flagranza di furto aggravato un quarantenne. Intorno alle cinque, i militari mentre transitavano nei pressi di via Dei Genovesi notavano un uomo rovistare all’interno di un’auto in sosta. Alla vista dei carabinieri il giovane si nascondeva sotto di una Fiat Panda parcheggiata nelle vicinanze. Nonostante le difficoltà, i carabinieri lo hanno arrestato, dopo aver accertato che il quarantenne aveva frantumato i cristalli di tre auto. ...
Leggi di piùSa carapigna o carapinnia sarda
[caption id="attachment_51089" align="alignleft" width="160"] Roberto Loddi[/caption] Il sorbetto - granita, ha origini molto antiche, pare siano stati gli Arabi ad inventare e perfezionare la tecnica della lavorazione, in quanto erano esperti conoscitori di essenze. Infatti stivavano la neve caduta in inverno all'interno delle neviere (grotte che si trovavano in montagna) ricoprendola poi con parecchi strati di stoppie, per utilizzarla in un secondo tempo per la preparazione di squisitezze alla frutta, con spezie e profumo di fiori. Con il gelsomino, realizzarono un gelato di rara prelibatezza, tanto che ancora oggi a Trapani in Sicilia viene preparato con lo stesso nome arabo: Scursunera. Gli arabi inventarono anche i geli di melone, di mosto, di cannella, di gelsomino. L’origine è indubbia e, la conferma della paternità araba è la parola "sherbet" che potrebbe essere di origine indo - europea. Mentre la parola latina “Sorbere”, in italiano “Sorbire” è presente anche in altre lingue indo - europee come il Greco e il Persiano. Ecco perché risulta facile dedurre che gli Arabi abbiano scoperto la preparazione del sorbetto, infatti a seguito dell’occupazione dei territori dell’impero Persiano Sasanide e quello Bizantino, in queste zone era facile reperire il ghiaccio e la neve. Di conseguenza in Sicilia, gli Arabi nel loro dominio (827 - 1091 d. C.), fecero ricorso alla neve dell’Etna, mescolata con del sale marino, per mantenere bassa la temperatura del sorbetto durante la sua lavorazione. Già nell’antica Roma si parla di neve addolcita con il miele o il mosto d’uva, ma diverse sono leggende che raccontano aneddoti e storie affascinanti, come quella di Isacco che avrebbe dissetato Abramo con del latte di capra, mescolato a della neve. Caterina de’ Medici nel 1533, promessa sposa del futuro Re di Francia, si portò dall’Italia, assieme ai suoi bagagli anche la straordinaria creazione a base di ghiaccio e sciroppo di zucchero odoroso e, con la preparazione del sorbetto riuscì a stupire il raffinato gusto della corte francese. Successivamente, l’architetto, scultore e pittore Bernardo Buontalenti (Mastro Bernardo), che fu pure militare e scenografo, fece conoscere le squisitezze create con il ghiaccio nei simposi di corte, installando in Firenze adeguate neviere. Con il medesimo metodo, la granita fu proposta a Parigi anche del palermitano Procopio de’ Coltelli, creatore dell’illustre Caffè Procope, conosciuto poi come una delle più antiche caffetterie d’Europa. Durante il periodo medievale, i nivaroli, manodopera maschile utilizzata per accumulare la neve caduta sull’Etna, sui monti Peloritani, Nebrodi e Madonie, erano addetti a stivare la neve nelle neviere e a proteggerla dal calore dei mesi torridi d’estate. Infatti, in questi mesi la neve veniva portata con appositi contenitori in riva al mare per trasformarla poi in goduriose granite profumate. In Sardegna, la carapigna (ca ...
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