Investiamo in progetti collettivi per rimettere in moto l’economia rurale
Per riavviare l’economia della Sardegna sono necessari progetti collettivi straordinari, di pronta implementazione e a ritorno immediato. Possibile che non si sia compreso che tramite le province era, volendo lo è ancora, possibile attuare progetti collettivi finalizzati alla produzione di ricchezza e di nuove opportunità di lavoro? Se non si agisce con determinazione attraverso azioni non comuni che incoraggino l’economia, continueremo a vivere nel Paese delle non decisioni e delle norme che soffocano le imprese e il lavoro locale. L’economia territoriale deve essere riconsiderata da subito, perché può contribuire decisamente ad invertire la tendenza negativa creata dalla terribile crisi nazionale ed internazionale. Crisi che in Italia ha preso un piega ancor più grave a causa delle norme del Patto di stabilità che ha bruscamente frenato l’economia locale danneggiando soprattutto l’edilizia e con essa le imprese e i lavoratori. Quel Patto, così come codificato, ha impedito alle province e ai comuni di aprire cantieri e realizzare opere necessarie con i fondi, che risultano giacenti nelle loro casse e inutilizzabili. Chi ha sostenuto l’abolizione delle province, senza valutare le conseguenze negative connesse allo smantellamento dei servizi pubblici, ha la responsabilità del gran caos che ne è scaturito. Era noto che si trattava di una campagna contro il territorio e contro chi lo abita: chi ha posto al centro la questione del superamento delle province come necessaria per porre fine allo spreco delle risorse pubbliche, sapeva bene che in realtà il peso più grave nel sistema della pubblica amministrazione è quello dello Stato centrale e delle Regioni. Stato e Regioni che, pur avendone la competenza, poco hanno fatto per riavviare l’economia del paese. Ancora oggi si ripetono le solite questioni ma non emerge una proposta precisa che ponga al centro del dibattito politico la questione della ripartenza dell’economia reale. Dalle campagne può scaturire il futuro sostenibile, eppure nessuno affronta il tema in modo propositivo. Non c’è argomento che possa avere la precedenza rispetto alla questione del lavoro. La proposta serve oggi e non domani, perché chi non ha lavoro vive in modo drammatico la sua esistenza. Quando il numero dei poveri si assesta su otto milioni di persone, le forze politiche hanno il dovere di mettere al centro dei programmi e del dibattito l’educazione al lavoro e l’individuazione della via della ripartenza. E’ necessario dare spazio alle politiche ambientali, agricole e del lavoro partendo dall’idea che è doveroso coltivare la campagna, conservare l’ecosistema e produrre quanto è necessario per l’alimentazione zootecnica, senza ricorrere, come sta avvenendo, alle massicce importazioni di derrate. Per far questo occorre cambiare prospettiva e proporzioni degli interventi pubblici rinnovando la politica e ponendo al centro dei programmi di sviluppo il territorio, l’uom ...
Leggi di piùIl responsabile amministrativo: ruoli d’impresa, funzioni e competenze
All’interno di un’impresa, a prescindere dalle dimensioni e dal settore in cui opera, è necessario che ci sia un organigramma preciso, diviso per aree, in cui ognuno ricopre un ruolo fondamentale e di cooperazione volto al raggiungimento di crescita e obiettivi. In questo articolo proveremo a descrivere i profili e i compiti delle figure professionali di cui un’impresa dovrebbe essere costituita. La descrizione ha carattere orientativo e conoscitivo per offrire una infarinatura sia a coloro che intendono intraprendere un percorso di studi per il lavoro di domani, sia ai datori di lavoro, sia a chi vorrebbe fare impresa in una visione futura. Il Responsabile Amministrativo. Chi è, cosa fa. È colui che supervisiona, coordina ed organizza l’aerea amministrativa, contabile e finanziaria dell’impresa. Ha il compito di gestire e verificare che tutti i contratti e le pratiche amministrative siano corrette. Il ruolo di Responsabile Amministrativo è quello di coordinare una serie di operazioni come, registrazione di fatture, ordini di pagamento, contratti, redigere documenti relativi al bilancio, etc.. E’ dunque una persona ordinata e precisa, capace di integrare i dati ed i documenti provenienti dai diversi responsabili di funzione, di controllarne l’integrità e di verificarne la coerenza. Funzioni e competenze. Il Responsabile Amministrativo svolge diverse funzioni e deve possedere abbastanza competenze in quanto, appunto, svolge funzioni che spaziano un po’ ovunque. Deve avere capacità di contabilità e amministrazione per quanto riguarda le transazioni economiche dell'azienda, funzioni di controllo gestione, funzioni di gestione di compravendita finanziarie (solo su mandato dell'amministratore delegato), capacità di coordinamento delle varie fasi del rapporto di lavoro, gestione di incassi, pagamento fornitori, rapporti con istituti creditizi, finanziamenti, fatturazione. Capacità di gestione dell'aspetto fiscale, contributivo, legale e sindacale riguardante le retribuzioni, assunzione di nuovo personale e calcolo di paghe straordinarie e contributi ma anche di tutto ciò che riguarda i benefit e la vita del lavoratore in azienda. Indennità, trasferte, congedi. Deve provvedere a redigere l’archivio documentale di tutto il reporting verso altre funzioni aziendali e verso l’esterno e vigilare affinché tale archivio sia sempre completo, fruibile e ordinato. Studi e formazione. Un aspirante Responsabile Amministrativo deve aver maturato esperienza nelle funzioni contabilità e/o controllo di gestione, oltre a conoscere in modo approfondito l’economia aziendale e l’amministrazione aziendale. Occorre ovviamente avere una buona conoscenza delle normative contabili, fiscali e della ragioneria. Per diventare Responsabili Amministrativi è richiesta una laurea (Economia e Commercio o Giurisprudenza). Al Responsabile Amministrativo è richiesta anche la capacità di utilizzo dei dispositivi di office automation, dei softwar ...
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