Dalla fotosintesi clorofilliana all’effetto serra

Di questi tempi, con la mente occupata dai tanti problemi che caratterizzano la vita di tutti i giorni, per effetto di una crisi che sembra non voler mai finire, la nostra mente non accetta ulteriori preoccupazioni, specie se derivanti da problemi per i quali riteniamo, a torto, di non avere alcuna responsabilità.È il caso, per esempio, di quelli che derivano dal “Buco dell’Ozono”che noi, ritenendo erroneamente di non avere alcuna responsabilità diretta in proposito, demandiamo ai “Grandi del Pianeta”perché individuino le contromisure più adeguate. Questi ultimi, dal canto loro, si riuniscono periodicamente, discutono animatamente, ma poi si lasciano senza aver preso nessuna decisione importante. È proprio vero che noi non abbiamo nessuna responsabilità per ciò che accade nel nostro pianeta? Senza la pretesa di volerci addentrare in specifiche argomentazioni scientifiche, che non ci competono, cercheremo di dare alcune elementari informazioni circa i fenomeni che regolano la nostra vita sul pianeta terra. Cominciamo asserendo che una delle principali funzioni vitali dell’uomo e rappresentata dalla respirazione, funzione attraverso la quale inspiriamo ossigeno ed espiriamo anidride carbonica, gas tossico per l’uomo. Se non ci fosse un fenomeno naturale contrapposto, si arriverebbe a saturare l’atmosfera terrestre di anidride carbonica, con conseguente sparizione di ogni forma di vita. Il fenomeno contrapposto che “Madre Natura” ha posto in essere per la conservazione di ogni forma di vita, ha il nome di “Fotosintesi Clorofilliana”. Essa rappresenta il processo naturale, attraverso il quale le foglie verdi delle piante, grazie alla clorofilla che contengono e alla luce emanata dal sole (in minor misura anche per effetto di fonti luminose artificiali), riescono a captare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera, per poi emettere ossigeno, indispensabile per sostenere ogni forma di vita. La fotosintesi, in realtà, avviene in due fasi: la "fase luminosa" (in presenza di luce) e la "fase oscura" (in assenza d’illuminazione), entrambi importanti. Va comunque ricordato che nelle foglie avviene anche il processo inverso, attraverso la funzione respiratoria: captando l’ossigeno presente nell’aria ed emettendo anidride carbonica. In proposito, è bene ricordare, che il motivo per il quale si sconsiglia di tenere piante fuori dalla stanza da letto nelle ore notturne, risiede nel fatto che in assenza di luce non avviene il processo di fotosintesi clorofilliana, mentre continua quello della respirazione, col risultato che all’anidride carbonica emessa dalle persone presenti con la respirazione, si aggiunge quella prodotta dalla pianta, venendo così a creare un ambiente asfittico! La concentrazione di anidride carbonica presente nell’atmosfera, comunque, deriva in larga parte dalle esalazioni prodotte dall’industria, dalla stessa agricoltura, attraverso gli scarichi a cielo aperto dei reflui proveni ...

International Jazz Day a Barumini

Due giorni di musica (e non solo) in cinque angoli diversi della Sardegna: Alghero, Nuoro, Barumini, le isole dell'Asinara e di Tavolara. Così la terra dei nuraghi celebra l'International Jazz Day, l'appuntamento annuale del 30 aprile promosso dall'UNESCO, l'Agenzia dell'Onu per l'Educazione, la Scienza e la Cultura: una giornata istituita nel 2011 per sottolineare il ruolo che la musica jazz può giocare nell'unire le persone di ogni angolo del globo, per promuovere la pace, il dialogo tra le culture, la diversità e il rispetto dei diritti umani e della dignità umana, la libertà di espressione, l'uguaglianza di genere e il ruolo dei giovani nell'attuazione del cambiamento sociale. Jazz Island for UNESCO 2018: questo il titolo dell'iniziativa in programma in Sardegna che, cambiando percorsi e raddoppiando in durata, rilancia la formula della riuscita edizione del 2016. Artefici delle due giornate del 29 e 30 aprile sono la rappresentanza sarda dell'Associazione Italiana Giovani per l'UNESCO, promotrice della rassegna Jazz Island for Unesco 2016, e tre diverse realtà attive nella promozione e diffusione del jazz nell'isola: l'Ente Musicale di Nuoro, responsabile dei Seminari Jazz che da trent'anni si tengono ogni estate, tra fine agosto e i primi di settembre, nel capoluogo barbaricino; l'associazione culturale Time in Jazz di Berchidda, titolare dell'omonimo festival fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu; e JazzAlguer, la rassegna in corso ad Alghero, con appuntamenti mensili, dallo scorso dicembre al prossimo luglio. Fitto e variegato il cartellone che, mescolando musica, ambiente, siti storici, natura e cultura, si snoderà in un ideale percorso a tappe dal nord al sud dell'isola, dall'Asinara a Tavolara, da Alghero ai nuraghi di Nuoro e di Barumini, sito riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Nel cast artistico, il violoncellista olandese Ernst Reijseger con i canti tradizionali del Cuncordu e Tenore de Orosei, i quindici percussionisti della Jaama Dambé Marching Drums, il trio del batterista catalano Rubén Berengena, i Plus 39, ovvero il gruppo dei migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz, il duo formato da Angelo Lazzeri e Pietro Tonolo, e quello di Tino Tracanna e Roberto Cipelli. E poi le formazioni sarde: la Funky Jazz Orchestra, il Jumaan Quartet, il trio Timepiece allargato a settetto e quello composto da Marcello Peghin, Giovanni Sanna Passino e Paolo Carta Mantiglia. Varie attività collaterali, trekking e visite guidate ai siti storici, completano il ricco programma di Jazz Island for UNESCO, parte integrante di UNESCO In Musica, il vasto cartellone di iniziative promosse in Italia in occasione dell'International Jazz Day dall'associazione I-Jazz (sigla in cui si riconoscono cinquanta tra festival e organizzatori operanti nelle diverse regioni italiane) sviluppato in collaborazione con l'Associazione Italiana Giovani per l'UNESCO e con il sostegno dell'Associazione Italiana Giovani ...

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