Sanità: investire nella prevenzione per risparmiare
Prevenzione: azione diretta a impedire il verificarsi o il diffondersi di fatti non desiderati o dannosi Definizione che si utilizza in diversi campi soprattutto in quello medico, ma prevenire è meglio che curare anche in campo economico. Secondo uno studio di Farmafactoring infatti, investire nella prevenzione di malattie e danni provocati dagli scorretti stili di vita e dalle cattive abitudini riduce sensibilmente la spesa sanitaria, permettendo un reinvestimento dei risparmi per un miglioramento delle cure. In termini pratici si risparmierebbero 8 miliardi di euro entro il 2045, circa il 25% delle spese che per via dell’allungamento delle aspettative di vita e all’aumento delle cronicità cresceranno inesorabilmente fin al 2040. L’unica soluzione efficace è un incisivo investimento sulla prevenzione. Se solo venissero messe in atto politiche di prevenzione capaci di generare una riduzione di patologie strettamente legate agli stili di vita (diabete, ipertensione, dislipidemia, malattie coronariche, scompenso cardiaco, ictus, Bpco, tumore del colon, tumore della mammella, tumore dello stomaco) o di ritardarne la comparsa: le prevalenze delle patologie subirebbero una graduale diminuzione, per arrivare nel 2050 a un -40% in meno; il manifestarsi delle patologie subirebbe un graduale ritardo, per arrivare nel 2050 alla posticipazione di 20 anni. [caption id="attachment_18310" align="alignnone" width="450"] S Gavino Ospedale Reparto Oncologia foto fernanda pinna[/caption] Ma quando si parla di investimenti a lungo e medio termine tutti si tirano indietro perché bisogna attendere troppo per avere dei risultati da mostrare nel bilancio. Ecco quindi che le Asl si tengono ben lontane dall’investire il 5% del loro budget (indicazione nazionale) alla prevenzione, riducendolo a una cifra che si aggira tra l’1,2% e il 3,4%. Eppure proprio le politiche di prevenzione portano un beneficio economico diretto. Basterebbe sensibilizzare e promuovere un migliore e corretto stile di vita con progetti ad hoc che contengano anche interventi di attività fisica preventiva e adattata, ovvero un’attività mirata che permette di eliminare i fattori di rischio di patologie croniche al fine di ridurre le patologie croniche e/o ritardarne l’insorgenza. Viviamo in un Paese dove l’obesità è in costante crescita, sia in età adulta che infantile e in un Paese dove 1/5 della popolazione ha più di 65 anni di età, rapporto che è in costante aumento. Il tutto catapultato in un’epoca dove la sedentarietà e la cattiva alimentazione fanno da padroni insieme a interessi che spingono nella direzione opposta a quella del bene comune. La domanda che sorge è: fino a che punto gli interessi personali di pochi saranno anteposti a quelli dei cittadini? Elena D’Ettorre ...
Leggi di piùUna Chiesa a misura di Famiglia
Domenica 29 aprile, ospiti della comunità parrocchiale di Simala, si svolgerà la seconda giornata diocesana della famiglia, evento promosso dall’ufficio diocesano di pastorale familiare grazie ai fondi erogati dalla Cei attraverso l’8x mille. Famiglia: dono-fragilità e speranza, è questo lo slogan che accompagnerà l’intera giornata, tema offerto dall’esame e dallo studio sulla lettera di Papa Francesco “Amoris Laetitia”, fatto dalla consulta diocesana di pastorale familiare e condiviso con il vescovo padre Roberto Carboni. A presiedere i lavori della mattina sarà don Andrea Ciucci del clero milanese che lavora presso la Pontificia Accademia della Vita, il suo intervento permetterà di chiarire alcuni aspetti della lettera del Papa che ancora appaiono di non facile interpretazione, mentre alla sera don Fidele Kotho Mbuke, parroco di Gonnosnò, farà un’analisi sull’etica familiare, tema iniziato con la giornata della vita, che si è tenuta a Lunamatrona, e che verrà portato a termine in questa occasione. «Oggi più che in altri periodi storici», afferma don Giorgio Lisci, responsabile dell’Ufficio diocesano di Pastorale familiare, «è difficile parlare di famiglia, le idee su questa realtà si moltiplicano di giorno in giorno, non vi è un unico pensiero ma ciascuno cerca di adattare il concetto alla situazione personale. Anche i modelli che vengono proposti spesso sono utopici, tutti ad inseguire il modello del “mulino bianco” pur sapendo che esso non esiste, oppure c’è chi prende la famiglia come un’occasione, tenendo aperte le porte della realizzazione o del fallimento dell’esperienza, in pochi oggi sentono la famiglia come occasione unica per realizzare la propria natura, quella di essere crearti ad immagine e somiglianza di Dio». «Rimanendo nell’analisi e cercando di essere veri e credibili», prosegue il sacerdote, «nella nostra società tutte le situazioni che dovrebbero essere condotte con stile familiare sono in crisi, facciamo un esempio per tutti: le comunità cristiane, le parrocchie, chiamiamole come vogliamo. Siamo tutti a conoscenza della scelta fatta dalla nostra diocesi, quella delle unità pastorali, perché stentano a decollare? Perché siamo sprovvisti di quegli elementi base della famiglia, ciascuno a curare il proprio orticello. Penso sia necessario tornare a lavorare per e con la famiglia e questa giornata diocesana è una buona occasione, certamente la famiglia è un dono e lo è per tutti, sicuramente è fragile perché manca di spiritualità ed è ricca di materialità, ma è la nostra speranza perché l’uomo non è un’isola e la relazione con gli altri è l’elemento che lo fa vivere». La giornata inizierà alle 9 con la registrazione degli iscritti e dei partecipanti, seguiranno la preghiera e i saluti iniziali, poi ci sarà la relazione di don Andrea Ciucci della diocesi di Milano, alle 12,15 concelebrazione con il vescovo Padre Roberto Carboni e alle 16 la second ...
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