Restaurate a spese di un anziano pensionato le targhe delle strade

È sempre più difficile per i postini, turisti e stranieri, orientarsi tra le strade cittadine dove numerose  targhe che indicano le vie, vecchie ormai da  decenni, sono deteriorate, scolorite e illeggibili. Che fare per ovviare a questo inconveniente? Ci ha pensato un ottuagenario, a proprie spese, che non vuole sia pubblicato il nome, a risolvere il problema. Visto lo stato di deterioramento delle targhe civiche ha deciso di restaurarle coinvolgendo anche alcuni ragazzi del paese con particolari competenze e abilità nel campo del disegno. Emiliano Garau brillante studente frequentante il liceo scientifico di San Gavino e Tiziano Melis, alunno di terza media, hanno accettato con entusiasmo la proposta. E così dopo un sopralluogo nelle varie strade, con la collaborazione anche di un giovane disoccupato, è incominciato il distacco delle targhe. Portate a casa dell’anziano ottuagenario, che ha improvvisato un efficiente laboratorio, le targhe sono state, pulite e restaurate, dai ragazzi, con colori indelebili. Ma non solo, l’uomo ha pensato bene di spiegare anche i nomi delle vie. Via Grazia Deledda: chi era costei? «Chi sa se  tutti conoscono questo nome» ha pensato l’anziano, ed ecco che ha fatto aggiungere, “poetessa sarda premio Nobel per la letteratura” e così via per altri personaggi storici. «E un fattore culturale molto importante sapere chi sono questi nomi: un modo anche per arricchire le proprie conoscenze», spiega l’intraprendente cittadino. Piano piano, una dopo l’altra, con cura e attenzione, le targhe scolorite e illeggibili sono finalmente pronte per la loro funzione. «Da uno studio accurato ho contato 135 targhe di cui 53, sono da restaurare” precisa ancora il finanziatore. L’ottuagenario ha quantificato anche la tipologia di queste targhe: 24 indicano scrittori, poeti, papi, politici, scienziati ed eventi; 20 sono i nomi delle città e sedici di altri nominativi. Cosa ne pensano in  comune di questo gesto civico? «Il signore ci ha informato dell’iniziativa, e per ora va bene,  comunque, in futuro,  nell’ambito di un progetto di ristrutturazione urbanistica, pensiamo di acquistare nuove targhe per tutte le strade del paese», informa il sindaco Riccardo Sanna. Dario Frau ...

Bimbi a bordo: tre giorni di manifestazioni

Dal primo settembre il "Festival bab", ”bimbi a bordo”, festival letterario dedicato ai bambini, avvia a Guspini la sua quinta edizione con un programma "non programma", di grande rilievo, intenso, cucito addosso nei tempi e nei modi ai primi fruitori di questo meraviglioso incontro-confronto tra autori e lettori, i bimbi appunto. Il tema di quest’anno è "C’era una S-volta" con un sottotitolo ancor più intrigante, "Storie e miti in trasform-azione". Tre giorni in cui gli autori-attori, attraverso laboratori, dialoghi mirati ai bimbi secondo le fasce di età, letture di storie, esposizioni grafiche e spettacoli, cercheranno di intraprendere, come ogni anno, un dialogo diretto con i bambini e non solo. Saranno i giorni in cui il linguaggio assumerà, necessariamente, la dimensione principale ed ultima adottata dai bambini a cui ci apprestiamo a “lasciare” lo scettro del governo e dell’azione in questa terra abitata. Il presidente dell’associazione InCoro, Matteo Puggioni, che organizza il Festival sotto la preziosa guida e direzione della prof.ssa Mara Durante, direttrice scientifica del Festival, ci permette di entrare nel merito di quella che costituisce la “cifra” dell’iniziativa letteraria nata nel 2012. "C’era una s-volta", appare un banale gioco di parole cucite sulla classica frase di inizio delle favole comuni e a noi note, per i bimbi, ma che in realtà vuole andare oltre la "svolta" stessa, intesa come momento temporale ben identificabile, verso una una fase di "trasform-azione" continua e inesorabile, cui le nostre azioni sono in grado di definire e attuare. non c’è più la "svolta", pare essere il vero messaggio, ma una continua e persistente trasform-azione infinita, cui le nostre azioni danno vita e tengono in vita. Ovvero le fasi temporali sembrano fluire senza un preciso inizio e una fine distinguibile, per trasformarsi in processi in cui l’agire, il moto continuo di una volontà antropomorfica, definiscono, annullando il tempo e la s-volta, sicuramente la volta, il "c’era una volta". Sembra annunciare lo sgretolamento dei miti del passato per trasformarli in esseri umani del presente, attori possibili di quei percorsi cui volontà e possibilità sono stati attribuiti ai miti del passato, forse sollevandoci da responsabilità troppo onerose e pesanti per noi adulti di oggi e bimbi di ieri. Il Festival sembra mettere a disposizione strumenti capaci di ricreare, costruire, destrutturare ciò che, in un’ottica istituzionale-conformista, è puntualmente strutturato e troppo spesso, finalizzato ad ingabbiare la potenzialità infinita dei bimbi, che gli adulti purtroppo tendono a render loro speculari. La scomposizione e trasformazione del mito, questa è la vera svolta, avviene con una complessa e scientifica organizzazione di eventi, secondo una “comunic-azione” collaudata al Festival Bab, e verso cui l’adulto ha smarrito il metro e disconosciuto l’esistenza, a volte cullandosi in essa senza ...

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