Festa in onore di Santa Lucia
Iniziano sabato 16 luglio i festeggiamenti della principale festa paesana in onore di Santa Lucia, che si concluderanno lunedì 18. Festa che richiama la partecipazione di migliaia di persone provenienti anche dai paesi limitrofi. Alle 12 di sabato inizia la suggestiva “Sa xicca de is froccus”: gli obrieri a cavallo presieduti da Francesco Cordella, accompagnati dal suono delle launeddas, passano nelle case in cui abitano le nubili senza distinzione di età, le quali apporranno un fiocco a Sa bandiera tenuta dall’obriere majore Massimo Pintus, quello più giovane degli scapoli, con preghiera alla Santa affinché le faccia trovare un buon marito. Alle 19 la messa e processione col simulacro della Santa, accompagnata dal maestro di launeddas Vincenzo Cannova, cavalieri e gruppi folk di Gesturi, Gonnosnò e Sanluri, e i tradizionali canti in sardo della Confraternita Madonna del Rosario. Mentre alle 22,30 spettacolo col cabarettista Baz Marco Bazzoni e il suo gruppo musicale. Domenica varie messe nell’omonima chiesa del XVI secolo nel centro storico, e processione con la Confraternita Madonna del Rosario e suonatori di launeddas. Alle 18 in Piazza organetto col fisarmonicista Pietro Porcu, e alle 22,30 concerto con i Roch Tales con la storia del rock. Lunedì il gran finale con varie messe, alle 18 balli sardi con l’organetto di Pietro Porcu, e alle 22,30 l’atteso spettacolo di Reverendo Jones in concerto. Carlo Fadda ...
Leggi di piùLa lavorazione della ceramica nel periodo romano
Pabillonis importante centro dei prodotti di terracotta in epoca romana?La suggestiva ipotesi (non del tutto fantastica) è sostenuta dallo studioso di storia sarda prof. Enrico Casti di Gonnosfanadiga. Tra i 18 “Oppida celeberrimi” (città fortificate) citati da Plinio, storico romano del I secolo d.C, risulta che, insieme a Gonnos, Guspini, Arbus, San Gavino, Villacidro, Pauli Arbarei c'era anche Pabillonis. Quali i motivi di tale importanza, per Plinio, tanto da definirli “celeberrimi”(famosi, importanti)?Il prof. Casti elenca diverse caratteristiche che mettono in evidenza le peculiarità dei singoli oppida. Per quanto riguarda il nostro paese: ”Per Pabillonis il pensiero corre a quell'attività mai abbandonata del tutto, della produzione dei più diversi oggetti di terracotta, che una volta potevano essere fatti in quantità industriali da caricarne anche navi che si dirigevano a Roma”, scrive il prof Casti. Ma non solo. A suffragare questa interessante ipotesi c'è anche un progetto bilaterale italo-spagnolo, finanziato dai rispettivi ministeri competenti (MIUR e MEC), che ha come oggetto lo studio della ceramica da cucina tardo-antica (V-VII secolo d.C.), modellata a mano o al tornio lento e commercializzata nel Mediterraneo occidentale (Spagna, Africa settentrionale, Baleari, Francia, penisola italiana, Corsica, Sardegna, Sicilia). Il progetto è coordinato per la Spagna dal prof. Miguel Angel Cau Ontiveros (ICREA – Università di Barcellona) e per l’Italia dalla prof.ssa Sara Santoro (Università di Parma, parte archeologica) e dal prof. Giuseppe Montana (Università di Palermo), parte archeometrica ed analisi di laboratorio. Nel 2006 alcuni studiosi fecero delle indagini sui campioni d’argilla del territorio del paese, su antichi manufatti e la documentazione storica in possesso del comune e di privati cittadini. Un lavoro certosino che ha visto all’opera i professori universitari per trovare quelle notizie e confermare così la suggestiva ipotesi che sempre più sta prendendo piede negli ambienti scientifici del settore su questo periodo storico: a Pabillonis esisteva nel periodo romano un centro di produzione di ceramica da cucina esportata in tutto il bacino del Mediterraneo. L’interesse a livello internazionale sulla ceramica pabillonese, d'altronde, è stato già oggetto di studi da parte di alcuni ricercatori, M. Beatrice Annis ed Herman Geertman, dell’Università di Leiden in Olanda, che hanno pubblicato, in varie riprese, alcuni saggi sulle caratteristiche peculiari dei prodotti in terracotta di Pabillonis. Dario Frau ...
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