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Oristano, centro trasfusionale dell’ospedale San Martino: “Donate, un gesto che vi farà stare meglio”
“Donate, soprattutto in queste settimane estive, quando il numero di donatori si riduce ogni anno”. È l’appello rivolto dal centro trasfusionale dell’ospedale San Martino di Oristano alle persone maggiorenni di tutto il territorio della provincia oristanese. Intanto proseguono anche le giornate di raccolta delle sacche di sangue organizzate in collaborazione con l’Avis provinciale e le sedi locali della stessa associazione. Tutti coloro che vorranno donare si possono presentare dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 12, nel centro trasfusionale dell’ospedale San Martino di Oristano. Non si ferma neanche d’estate l’impegno dei volontari dell’Avis nell’organizzare le giornate “locali” delle donazioni nelle proprie sedi con la presenza dell’autoemoteca, sempre dalle 8 alle 12. Domani, 12 luglio, raccolta di sacche di sangue a Bosa, venerdì 14 luglio a Santulussurgiu, sabato 15 luglio a Sedilo e domenica 16 luglio a Marrubiu e a Mandriola, località marina del Comune di San Vero Milis. Ancora venerdì 21 luglio a Paulilatino, sabato 22 luglio a Ghilarza e domenica 23 luglio a San Nicolò d’Arcidano e Terralba. Il mese di luglio si concluderà con le donazioni in programma sabato 29 a Fordongianus e domenica 30 luglio ad Arborea e Milis. Gli interessati a partecipare a queste giornate solidali possono rivolgersi direttamente alle sedi locali dell’Avis. ...
Leggi di piùConillu a succhittu o a cassolla cun tappara
di Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi __________________________________ [caption id="attachment_51089" align="alignleft" width="160"] Roberto Loddi[/caption] La pianta del cappero “Capparis spinosa”, è un verdisssimo arboscello che cresce naturalmente in tutto il bacino del Mediterraneo da tempi remoti, per via della sua resistenza ai climi caldi e alla capacità di adattarsi in spazi impervi, predilige i terreni aridi e drenati, i muri di pietra secchi, ed è impiegato sia a scopo alimentare che curativo. Del cappero si mangiano i boccioli, “capperi”, mentre i frutti “cucunci” si consumano con minor frequenza. I capperi si raccolgono dal mese di aprile fino a luglio, poi vengono conservati in barili sotto sale, sott’aceto e sott’olio. Il cappero è probabilmente di provenienza tropicale, dell’Asia Minore o Anatolia e dalla Grecia. Proprio dalla Grecia, si hanno fondamentali informazioni documentate dalla cultura letteraria, anche se ancor prima se ne parla nella Bibbia. Il filosofo Aristotele, una delle menti più brillanti dell’antica Grecia e Dioscoride Pedanio, botanico e medico vissuto nella Roma imperiale ai tempi di Nerone, citano i capperi come ingrediente terapeutico e trattamento di bellezza, mentre Plinio distingue le caratteristiche dei capperi in base alle peculiarità dei terreni, infatti sostiene che i capperi coltivati in Africa provocano infiammazioni alle gengive e invece quelli coltivati in Puglia creano problemi allo stomaco. Il cappero era molto apprezzato come pianta curativa anche da Columella e Galeno e come descrive il medico e botanico Pietro Andrea Mattioli nel XVI secolo, i capperi contribuiscono a lenire i dolori della lombo-sciatalgia, liberare da impurità il torpore della testa, calmare le nevralgie dentali, sanare le ulcere e un tempo si preparavano delle pozioni utilizzate per curare la dilatazione permanente di una vena. A partire dal I secolo a. C. si conoscono meglio i procedimenti di piantagione e coltivazione della pianta del cappero, si facevano degli scassi nel terreno che venivano riempiti con delle rocce frantumate, questo accorgimento era utile per fare intrecciare le radici delle piante fra loro. In periodo Medievale, i capperi già conciati erano molto richiesti dai mercati dell’Est. I capperi sono abitualmente utilizzati per insaporite una infinità di piatti, i suoi frutti stuzzicanti sono piacevoli, fragranti, dal gusto intrigante, ideale per gli aperitivi. Grazie alla specificità del terreno, a una moderata ventilazione e all’assenza quasi totale di umidità il cappero, nel gruppo insulare del Mar Tirreno delle isole Eolie e l’Isola di Pantelleria con una produzione annua di oltre il novanta per cento copre il fabbisogno nazionale e prospera da tempo talmente lontano che se ne è persa la memoria. I siciliani sono i più grandi esperti e conoscitori di capperi, a loro vantaggio hanno sicuramente il sole e le condizioni favorevoli alla fruttificazione ...
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