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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Mamme tecnologiche: dalla ovulazione al parto, fino alla crescita

di Giovanni Angelo Pinna __________________________________   [caption id="attachment_92214" align="alignleft" width="179"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] Prima il test di gravidanza, poi visite varie nei nove mesi successivi per arrivare, alla fine della strada, alla corsa in ospedale per fare nascere il tanto atteso figlio o figlia. Fin da prima del concepimento, anche per cercare di comprendere quale sia il giorno più fertile in cui è maggiore la possibilità di avere un figlio o figlia, non si fa attendere il ricorso alle tecnologie, sia programmi da installare nel proprio smartphone ma anche tablet, pc o tv più moderne, che hardware (veri e propri dispositivi fisici, alcuni anche registrati quali dispositivi medici nella banca dati nazionale del Ministero della Salute) o e-book sul “come avere figli” fino a “come crescere il proprio bambino” a “le malattie più comuni”. Anni fa il trovato tecnologico più avanzato da utilizzare era un pennarello, magari rosso, e una classica agenda cartacea o un calendario dedicato, solitamente appeso in bagno dentro l’armadio di lei e lontano da “occhi indiscreti”, su cui appuntare qualsiasi informazione come inizio del ciclo, temperatura basale, muco cervicale ecc. Oggi le App per il controllo del ciclo mestruale, dell’ovulazione e quella della gravidanza sono le più gettonate: inserendo nell’App “come ci si sente fisicamente” e varie altre informazioni, il software restituisce una ipotetica causa e fattore scatenante di quello stato fisico e psichico (perché anche la psiche varia nelle sue varie forme). Poi ci sono i vari test diagnostici il cui uso è banale: immergi il tester, attendi tot minuti, leggi il risultato. Per le donne più tecnologiche, quelli più moderni che sfruttano anche l’elettronica e lo scambio di informazioni a distanza. Tutte queste informazioni, oggi, vengono anche usate per essere condivise con il/la ginecologo/a di fiducia, non raramente ricorrendo a un consulto a distanza pure tramite invio di foto quanto più esplicative possibili. Il metodo di Billings, ad esempio, è uno dei più gettonati dalle donne che vogliono diventare mamma: oggi l’intero metodo, prima cartaceo, può essere anche seguito in forma totalmente digitale, remota e tecnologica (anche l’analisi del muco cervicale) senza nemmeno preoccuparsi di dove si possa essere e senza doversi appuntare il promemoria “ricordami di controllare la consistenza” per segnare la sua limpidezza, elasticità e viscosità (pre e durante l’ovulazione) o sua densità e appiccicosità (post ovulazione)… fa tutto l’app e il “tester”. Nella gravidanza, poi, si ricorre alle App che studiano la forma della pancia e tante altre informazioni per determinare, provare a determinare, se sarà maschio o femmina (le più buffe anche sul “come è stato concepito? Cosa avete mangiato il giorno e “come è stato fatto l’amore anche sotto l’aspetto della serenità psichica del momento ...

Pabillonis, Davide Zurru ciclista per caso

di Anna Luisa Garau ________________________________   Davide Zurru, nato a Pabillonis nel 1972, è il secondo genito di Benito e Maria Carmela, nota Carmen, Sida. Sposato con Simona Melis, è padre di Noemi. Titolare della “Bz Commerciale” si occupa della vendita al dettaglio di componenti di termoidraulica, materiale elettrico, elettrodomestici e climatizzatori. Un’attività che lo impegna quotidianamente, ma che non gli impedisce di dedicarsi al suo sport preferito: il ciclismo. «La passione per la bicicletta l'ho scoperta, quasi per caso, quando avevo dieci anni. Il calcio era lo sport che preferivo, come tanti bambini sognavo di avere un futuro come calciatore. La mia passione ha preso una svolta inaspettata quando mi hanno fatto provare la bicicletta. Ricordo ancora quel giorno. Ero pronto per scendere in campo e giocare una partita di calcio, quando i miei genitori mi convinsero di partecipare a una gara ciclistica. Alla prima competizione, sorpresa di tutti e me compreso, vinsi. Da quel giorno, nonostante amassi ancora il calcio, ho scoperto una passione profonda per la bicicletta, cosi è iniziato il mio percorso ciclistico, fatto di allenamenti e gare. Ma con il passare del tempo, ho perso interesse per le competizioni. La passione per la bicicletta, però, è rimasta intatta, anzi forse è cresciuta ancor di più», afferma Davide Zurru. Una passione che condivide con alcuni familiari e con un gruppo di amici, che esplorano la Sardegna in sella alla bici, pedalando attraverso località che non avrebbero mai scoperto. «Nel 2020 con Federico Lisci, Giovanni Melis, Simone Olmo e Franco Pisanu ho fondato la società ciclistica “Asd Pingiadas Bike"», prosegue Davide Zurru, «con l'obiettivo di comporre un gruppo sempre più numeroso con cui condividere la nostra passione e di dare un punto di riferimento agli appassionati locali di ciclismo. La prima manifestazione l'abbiamo organizzata, l’anno scorso, nel parco riu Bellu, in prossimità del fiume omonimo, dove gli ostacoli naturali hanno consentito di disegnare un tracciato impegnativo ma divertente. Quest'anno invece abbiamo scelto il Parco dei Bambini, realizzato nel terreno che la famiglia di Delio Cherchi ha donato alla nostra comunità. Il percorso disegnato è stato apprezzato dai partecipanti e chissà che in futuro non diventi uno spazio adatto a ospitare la scuola di ciclismo che è un nostro sogno. Pedalare è un’attività alla portata di tutti, ideale per mantenersi in forma, stare all’aria aperta e scoprire nuovi paesaggi. La bicicletta se utilizzata con regolarità e costanza è un vero toccasana per la salute, ma anche per godere di panorami mozzafiato». Oggi l’Asd Pingiadas Bike è una realtà sportiva, non solo grazie ai suoi fondatori, ma anche per l’impegno di coloro, sempre più numerosi, che si stanno avvicinando alle attività della società. ...

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