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Villamar, la sartoria di Letizia Cara, una storia familiare e collettiva
Il padre Silvio era uno dei maistus de pannu più apprezzati del paese Il suo laboratorio di cucito: uno spazio dove il passato si intreccia al presente ________________________ di Albertina Piras ____________________ Nell’area Barbato, dove il paese sembra respirare più lentamente, è tornata la sartoria. Una porta si è riaperta e, con essa, un mestiere che per molti apparteneva soltanto ai ricordi. Letizia Cara, con la sua nuova attività, non ha semplicemente inaugurato un laboratorio di cucito: ha rimesso in movimento una storia familiare e collettiva, un filo che lega generazioni di artigiani. Letizia è nipote di Pietro Cara, per tutti Cariccia, e figlia di Silvio Cara, che a sua volta aveva ereditato l’arte del padre. Silvio Cara era uno dei maistus de pannu più apprezzati del paese, e la sua sartoria rappresentava una continuità viva di competenze tramandate con pazienza, precisione e orgoglio. Riemergono così i ricordi della bottega di via Vittorio Emanuele II: un luogo sempre animato, dove gli apprendisti imparavano i segreti del mestiere e dove l’odore dei tessuti si mescolava alle chiacchiere del vicinato. Accanto alla sartoria c’era anche un piccolo negozio dove si trovava “di tutto”: dagli aghi ai trucchi, dalla profumeria alle calze da donna, cartoline, articoli da regalo, piccole cartolerie, fino ai fazzoletti di seta avvolti in trasparenti che facevano un fruscio ancora impresso nei ricordi. Erano anni in cui il sarto era fondamentale: non esistevano abiti preconfezionati e ogni famiglia si rivolgeva ai propri maistus per confezioni e aggiusti. Oggi il ritmo è diverso: si compra in fretta, si ripara poco, la misura sembra un lusso. Eppure, quando un’artigiana decide di riportare in paese questa tradizione, accade qualcosa che va oltre l’apertura di un’attività commerciale. È come se il filo della memoria, teso ma mai spezzato, ritrovasse la sua continuità. La nuova sartoria di Letizia non è soltanto ago e filo: è un laboratorio creativo, identitario, aperto. Oltre al cucito tradizionale, Letizia si occupa di tendaggi, tappezzerie, rivestimenti e piccole trasformazioni che ridanno vita a sedie, divani e interi ambienti domestici. È un sapere manuale che si estende alla casa, al quotidiano, allo spazio più intimo delle persone. Ma c’è anche un’altra dimensione, profondamente moderna e allo stesso tempo profondamente antica: Letizia crea oggetti che portano con sé i segni identitari del paese. Borse, astucci, pochette e piccoli manufatti che raccontano la nostra cultura materiale attraverso colori, motivi e ricami che un tempo prendevano forma sotto le mani pazienti delle maistas de cosingiu e delle maistas de ricamu. Sono oggetti che non si limitano a riprodurre il passato: lo reinterpretano, lo trasformano in qualcosa di vivo, attuale, riconoscibile. Una parte della sua attività è puro mestiere, ma un’altra parte è solo passione: creare borse e accessori che racchiudono simboli, rica ...
Leggi di piùLa Sardegna inaugura a Milano lo stand ad Artigiano in Fiera
L’assessore Cuccureddu: “L’isola racconta le sue eccellenze attraverso le mani e i saperi degli artigiani” __________________________ È stato inaugurato ufficialmente questa mattina lo stand Sardegna ad Artigiano in Fiera, la più grande manifestazione internazionale dedicata all’artigianato e alle micro e piccole imprese, in corso a Rho Fiera Milano fino al 14 dicembre, con circa 2800 espositori da 90 Paesi e oltre un milione di visitatori. Alla cerimonia del taglio del nastro hanno preso parte Franco Cuccureddu, assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Antonio Intiglietta, presidente Ge.Fi. e fondatore della fiera, Gabriele Alberti, amministratore delegato e direttore generale di Ge.Fi., Antonio Solinas, presidente della commissione attività produttive del Consiglio regionale, rappresentanti istituzionali e numerosi visitatori che hanno potuto ammirare le produzioni delle oltre 90 imprese sarde presenti. Per la trentesima volta consecutiva – unica regione italiana sempre presente – la Sardegna partecipa ad Artigiano in Fiera con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la tradizione manifatturiera, il talento dei propri artigiani e la qualità delle produzioni agroalimentari dell’isola. Nel suo intervento durante la cerimonia di apertura, l’assessore Cuccureddu ha sottolineato il valore simbolico e concreto della partecipazione sarda: “Questo spazio è la vetrina di un’isola che sa innovare senza perdere le proprie radici. Qui la Sardegna si racconta attraverso le mani dei suoi artigiani, che trasformano tradizione, identità e creatività in impresa, qualità e futuro. È questo il volto autentico della nostra economia, che vogliamo continuare a sostenere e far conoscere al mondo”. L’assessore ha inoltre ricordato come la Regione stia investendo con decisione nel settore, attraverso leggi di sostegno, azioni di co-marketing e interventi strutturali, tra cui la ricostituzione dell’ente ISOLA, il rilancio del relativo marchio e della vetrina virtuale dell’artigianato sardo. “La Sardegna – ha spiegato Cuccureddu – ha con la sua originalità nel settore dell’artigianato delle particolarità uniche, capaci di arricchire il panorama della produzione artistica italiana. È proprio questa originalità, unita alla capacità di tramandare i saperi, che rappresenta la nostra forza. Il marchio ISOLA è uno strumento essenziale per valorizzare queste eccellenze, sostenere i nostri artigiani e promuovere la qualità e l’identità delle produzioni sarde”. “Con il rilancio del marchio ISOLA – ha aggiunto – vogliamo supportare i nostri artigiani non solo nella fase di produzione, ma anche in quella di marketing e di commercializzazione dei prodotti. È un passaggio necessario per evitare una cesura generazionale e per garantire che questi valori identitari, che si trasmettono da secoli, non vadano perduti”. “Turismo, commercio, artigianato e agroalimentare – ha concluso l’a ...
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