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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Covid, Casa reclusione Is Arenas Arbus: i vaccini per il personale della Polizia Penitenziaria procedono a rilento

Nella Provincia del Medio Campidano non tutte le forze dell’ordine sono state vaccinate contro il Covid. Manca solo la polizia penitenziaria. Infatti, a essere esclusi dalla profilassi, che ha coinvolto le forze dell’ordine a partire dal mese di marzo, è oltre il 50 % del personale della Polizia Penitenziaria, in servizio nella struttura penitenziaria arburese. Una situazione molto grave, che mette a rischio la sicurezza di tutti i lavoratori, poliziotti e non, e all'interno della casa reclusione, denuncia la FP CGIL Polizia Penitenziaria regione Sardegna. “E grave è anche il silenzio da parte dell’A.T.S. di Sanluri, che rispetto ad altre realtà sarde sta ponendo all'ultimo il servizio penitenziario rispetto alle altre forze dell’ordine. Ancora una volta la Polizia Penitenziaria viene forse ritenuta un corpo di polizia figlio di un “Dio minore”, sottolinea anche il sindacato FP CGIL polizia penitenziaria, che  chiedendo chiarimenti in merito alla calendarizzazione dei vaccini anti-covid per il personale della struttura arburese. “Siamo molto preoccupati", afferma Sandro Atzeni, coodrinatore regionale della FP CGIL Polizia penitenziaria, «Ai poliziotti penitenziari si chiede solo di fare sacrifici, ma poi ricevono risposte inadeguate per attuare le migliori condizioni igienico-sanitarie e non si riconosce la dignità del duro e poco considerato lavoro che svolge per assicurare la legalità in luoghi dove c’è la massima concentrazione di criminalità. La Polizia Penitenziaria continua a essere considerata la cenerentola delle forze dell’ordine e questo deve finire. La necessità di proteggere gli agenti della Polizia Penitenziaria, dunque, è alta. Mentre altri corpi di polizia e forze armate proseguono spedite nella vaccinazione, per la penitenziaria questo non accade». «Occorre far chiarezza sui motivi che rallentano le vaccinazioni del personale di Polizia Penitenziaria - prosegue Atzeni - non solo di quelli che lavora a stretto contatto coi detenuti. Non vorremmo mai che questi rallentamenti derivino da ragioni di tipo ideologico perché, in questo caso, la gravità sarebbe enorme. Non si comprende il motivo per cui, a differenza di tante altre provincie, dove si è cominciata e quasi terminata la somministrazione dei vaccini, la provincia del Medio Campidano non ha dato nessun accenno di programmazione». ...

La seconda settimana in zona rossa agita parrucchieri, estetisti e onicotecnici Sardegna

La prospettiva di una seconda, e si spera ultima, settimana in zona rossa e quindi di chiusura totale, preoccupa parrucchieri, estetisti e operatori dei tatuaggi, manicure e pedicure in ogni angolo di Sardegna. In più i “ristori”, se arrivano, sono pochi e insufficienti. “Alla fine le categorie che stanno pagando questa terza ondata si possono contare sulle dita di una mano - commenta Tonio Pani, Presidente del Settore Benessere di Confartigianato Sud Sardegna - e i sacrifici che, a senso unico, stanno facendo gli operatori del benessere della persona, insieme alle altre categorie maggiormente colpite, non bastano più”. “E’ una situazione veramente pesante - continua Pani - per questo nei giorni scorsi, attraverso una nostra delegazione Nazionale, ci siamo rivolti al Governo, in un incontro organizzato con la Ministra per gli Affari Regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini, per chiedere la riapertura, prima possibile, di queste attività e l’adeguamento dei “sostegni”. Perché servono sostegni veri, non spiccioli, quando e se arrivano. Le attività lavorano in sicurezza e devono riaprire prima possibile”. I numeri del sistema della cura alla persona della Sardegna parla di 3.384 imprese del settore, ben 2.886 artigiane, che offrono servizi di acconciatura, manicure, pedicure e trattamenti estetici grazie anche ai 5.124 addetti. Secondo una recente l’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, il settore dei servizi alla persona nell’Isola ha un giro d’affari annuo di circa 523 milioni di euro pari all’3% dell’ammontare della spesa per prodotti non alimentari. Infatti, la spesa media mensile delle famiglie sarde per servizi di parrucchiere e trattamenti di bellezza è di 61 euro al mese, equivalenti a 732 euro all’anno. Le richieste della categoria presentate alla Ministra sono state quelle di autorizzare le imprese di acconciatura ed estetica ad aprire nelle zone rosse, massima determinazione nella lotta all’abusivismo dilagante, aumentare le risorse per i contributi a fondo perduto e rivedere i criteri di assegnazione per evitare discriminazioni. Confartigianato Benessere ha ricordato alla Rappresentante del Governo come le imprese del settore abbiano sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non abbiano rappresentato fonte di contagio. E’ stato anche ricordato come l’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provochino assembramenti. “Al contrario - ricorda il Presidente del Settore Benessere di Confartigianato Sud Sardegna - la chiusura delle attività in zona rossa alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari già stremate dalla crisi e favorendo la diffusione dei contagi in quanto sono ignorati i protocolli e le ...

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