Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Collinas-Forru, dal grano al pane nella società rurale di un tempo
di Francesco Diana _________________________ “Babbu nostu chi staisi in su Xelu…su pani nostru dé dogna dì donasìdd’oi e perdonasì is peccaus…”. Non esiste migliore premessa della invocazione di fede cattolica, a dimostrazione dell’importanza del pane nella vita dell’uomo fin dalla sua origine. Il pane, infatti, ha costituito il principale alimento dell’uomo fin dal Neolitico ed è da sempre considerato un bene sacro e prezioso, al punto da bandirne ogni forma di spreco. Fino alla prima metà del secolo scorso si riteneva quasi oltraggioso presentarlo a tavola in un una posizione diversa da quella assunta nel forno durante la cottura, sicuramente irrispettoso nei confronti di un bene calato dal cielo per la sopravvivenza del genere umano, nonché nobile terminale del lavoro dell’uomo, specie in seno alla civiltà di tipo rurale. Col trascorrere dei secoli, e in particolare con l’evento dell’era del consumismo, il regime alimentare adottato dai popoli ha progressivamente messo in secondo piano il consumo del pane, fino a eliminarlo del tutto nella maggior parte delle diete alimentari. Le giovani generazioni, in particolare, ne farebbero tranquillamente a meno. Ciò premesso, per ciò che il pane ha rappresentato nell’alimentazione della passate generazioni, riteniamo utile portare a conoscenza delle giovani generazioni, le varie fasi della panificazione familiare di un tempo, rituale sopravvissuto sino agli inizi del secolo scorso, quando ancora nella bisaccia del lavoratore dei campi, compariva sempre il candido sacchetto contenente solamente “pani e ingaùngiu”, alimenti da gestire sapientemente fra la colazione: “su murzu” e il pranzo. Diciamo subito che la preparazione del pane coinvolgeva, in genere, tutti i membri della famiglia, indipendentemente dal sesso e dall’età. Sulla donna, comunque, gravava l’impegno più oneroso a partire dalla preparazione del grano per la macinazione. L’uomo era coinvolto unicamente nella specifica fase del processo di lavorazione, conosciuta col termine di “Spongiài”: «quando, rientrando dalla campagna dopo un’intensa giornata di lavoro, scorgevo terrorizzato il tavolo col piano in noce o castagno esposto al sole ad asciugare», raccontava un anziano dell’epoca, «ero assalito dall’angoscia perché ciò presagiva a una nottata d’intenso lavoro!». Le donne di casa, con qualche giorno di anticipo, provvedevano alla preparazione del grano destinato alla molitura, lavandolo e setacciandolo per eliminare eventuali impurità. Tale preliminare era di solito abbastanza accurato: il grano, setacciato e lavato, era lasciato asciugare in canestri, per essere poi nuovamente vagliato allo scopo di eliminare le eventuali impurezze sfuggite al primo vaglio. Seguiva il processo di macinazione con l’utilizzo della classica “Moba sarda”, costituita da una vasca in pietrame per la raccolta della farina:”su lacu dé moba”, sormontata da una pietra di bas ...
Leggi di piùSan Gavino, un murale per ricordare Antonio Marrocu
di Gian Luigi Pittau ___________________________ San Gavino si arricchisce di nuove opere d’arte e ora un nuovo murale dedicato alla figura di Enrico Berlinguer sarà realizzato nella sede dell’associazione in via Torino 29 (ospita la sezione locale del Pd) in memoria dell’ex segretario cittadino del Pd Antonio Marrocu, scomparso all’età di 73 anni lo scorso dicembre dopo una lunga militanza nel partito e nella vita politica sangavinese e del territorio. Da operaio a dirigente sindacale aveva iniziato una lunga militanza nel Partito comunista, dello stesso partito è stato segretario organizzativo della Federazione di Cagliari, primo segretario dei DS del Medio Campidano. La richiesta della realizzazione del murale, presentata da Mirko Vacca della fondazione Berlinguer, è stata accolta dalla giunta all’unanimità e il lavoro sarà realizzato dall’artista sangavinese Giacomo Putzu. «L’opera - rimarca l’assessora alla cultura Silvia Mamusa - sarà raffigurata nella sede di via Torino e ricorderà il profilo storico e morale di un grande statista della nostra storia politica e istituzionale. San Gavino diventa così un paese sempre più ricco di arte e cultura. Ormai tantissimi turisti arrivano per visitare i murales di grande valore artistico che hanno abbellito il nostro paese». ...
Leggi di più