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Carabiniere Angelico Fanari, un eroe guspinese

di Lorenzo Di Biase ______________________ Spesso, inaspettatamente, dalle nebbie del tempo riemergono uomini che hanno compiuto gesti coraggiosi, storie eroiche, atti intrepidi. A volte scopriamo con orgoglio  che questi fatti hanno coinvolto nostri concittadini. Questa vicenda che vado a narrare rientra appieno nel filone dell’eroismo e la nostra Cittadina dev’essere fiera di aver dato i natali ad Angelico Fanari, figlio di Antonio Giuseppe e di Rosa Boi, eroico Carabiniere Reale a cavallo dei primi anni del Novecento. Egli venne alla luce a Guspini, alle ore 19 precise del giorno 12 luglio 1883. Angelico era di colorito bruno, con occhi neri e capelli castani ed era alto 1,67 cm. Sapeva leggere e scrivere e di mestiere faceva il muratore. A vent’anni, il 20 giugno 1903, si arruolò in Cavalleria ove prestò servizio sino al 23 ottobre 1906, per poi transitare nei Carabinieri Reali – Legione di Cagliari - col grado di Carabiniere a cavallo, ove ebbe modo di farsi apprezzare per le sue spiccate doti di coraggio, abnegazione ed eroismo. Egli, infatti, fu insignito da Sua Maestà il Re, con Suo Decreto del 21 dicembre 1911, della Medaglia in Bronzo al Valore Militare, in commutazione dell’Encomio Solenne conferito con Determinazione Ministeriale del 21 maggio 1911 “perché coordinava animosamente ed efficacemente due suoi superiori nelle operazioni per la cattura di un pericoloso latitante, occorso in agro di Orgosolo (allora appartenente alla provincia di Sassari) in data 19 novembre 1910, col quale sosteneva anche un conflitto a fuoco a breve distanza”. Egli per raggiungere lo scopo e per ordine dei suoi superiori riuscì ad infliltrarsi nella pericolosa banda di grassatori che imperversava nel territorio attuando, come se anch’egli fosse un vero bandito, bardane, grassazioni e quant’altro. Egli mise davvero a repentaglio la sua vita perché divenne, a tutti gli effetti e per un non breve lasso di tempo, anch’egli un delinquente come gli altri componenti della banda. Ma alla fine riuscì a farla sgominare e a far arrestare il pericoloso capo a seguito di un conflitto a fuoco, meritando come detto la Medaglia in Bronzo al Valore Militare. Angelico però fu anche artefice di un altro atto di eroismo e di sprezzo del pericolo che occorse nell’agro di Oliena (allora appartenente alla provincia di Cagliari) il 30 ottobre 1911 quando “nella circostanza di un violento nubifragio, dopo aver efficacemente contribuito al salvataggio di un vecchio, penetrava da solo in una casa pericolante, traendone in salvo, con suo grave rischio, un altro vecchio”. Per questo ulteriore gesto eroico, che ha messo a repentaglio la propria vita, venne insignito con Regio Decreto del 3 novembre 1912  della Medaglia d’Argento al Valore Civile.  Partecipò alla prima guerra mondiale 1915/18, con le campagne del 1917 e 1918. All’età di 39 anni Angelico, nel 1922, il giorno 16 febbraio contrasse matrimonio con  Irene Elena Nicolai, giova ...

San Giovanni Suergiu, auto si ribalta: al volante una donna ubriaca

Ubriaca al volante nella statale 126 perde il controllo dell'auto che poi si ribalta. La 32enne  di San Giovanni Suergiu, fortunatamente non è rimasta ferita nel sinistro ma  è stata denunciata per  per guida in stato di ebbrezza : sottoposta  al controllo dell'etilometro aveva un tasso alcolemico di 1,63  a due ore dall'incidente.  Per lei il ritiro immediato della patente. ...

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