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Coronavirus, in Sardegna undici casi in più di ieri

Sono 1.247 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. È quanto rilevato dall'Unità di crisi regionale nell'ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 16.886 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 117, di cui 20 in terapia intensiva, mentre 716 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 268 pazienti guariti (+11 rispetto al dato precedente), più altri 50 guariti clinicamente. Salgono a 96 i decessi. Sul territorio, dei 1.247 casi positivi complessivamente accertati, 228 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all'ultimo aggiornamento), 89 (+3) nel Sud Sardegna, 52 a Oristano, 74 a Nuoro, 804 (+6) a Sassari.   ...

Collinas-Forru, rapporti di lavoro subordinato nell’agricoltura d’altri tempi

di Francesco Diana _____________________ Agli inizi del secolo scorso, il lavoro subordinato era incentrato su una contrattazione verbale fra “Su Mesaiu mannu” o “Su Meri” e il contadino privo di terra o con pochissima terra.  I termini contrattuali erano così chiari che nessuna delle parti sentiva l’esigenza di ricorrere alla sottoscrizione formale degli accordi, poiché la “Parola” assumeva ampio valore a tutti gli effetti di legge. Usufruendo degli studi compiuti dal Prof. Giulio Angioni, già docente di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Cagliari, e pubblicati nel libro dal titolo “Sa laurera - Il lavoro contadino in Sardegna”, oltre che in conformità a numerose testimonianze raccolte in abito locale, cercheremo di descrivere i rapporti di lavoro subordinato in agricoltura, testimonianza di un passato sufficientemente remoto. I rapporti di lavoro subordinato erano classificati in tre categorie: contratti annuali, contratti stagionali e contratti giornalieri. RAPPORTI DI CONTRATTO ANNUALE La scala gerarchica aziendale di quei tempi era costituita, in ordine decrescente, dalle seguenti figure professionali: “Su Srebidori” - “Su Sotzu” - “S’omini mannu” - “Su mes’omini” - “Su boinarxiu” e “Su boinarxeddu”, con differenziazioni zonali che non contemplavano le figure intermedie di “S’omini mannu” e “Su mes’omini”. SU SREBIDORI La specifica mansione del suddetto dipendente era quella della gestione del bestiame da lavoro e dell’esecuzione di tutti i lavori di campagna o nell’aia, di sua specifica pertinenza. Il contratto annuale fra “Su Meri” e “Su Srebidori”, decorreva in genere dal primo settembre, anche se a Collinas il contratto partiva dal sedici agosto, data dei festeggiamenti in onore di San Rocco. Il buon fine degli accordi contrattuali si conseguiva col reciproco impegno al rispetto delle clausole consolidate nel tempo, previa valutazione delle capacità professionali del futuro “Srebidori”, delle sue condizioni fisiche, delle sue doti morali e comportamentali specie nei riguardi del “Su Meri” e degli altri collaboratori. Dal canto suo “Su Srebidori, oltre a valutare attentamente le doti morali del suo futuro datore di lavoro, specie nei rapporti umani col dipendente, teneva  conto, in modo particolare, delle caratteristiche e della potenzialità produttiva dei terreni che costituivano l’azienda, ben sapendo che una consistente fetta della sua remunerazione, sarebbe derivata dai frutti derivanti dalla quota relativa a “su trigu aràu”, clausola importantissima del contratto verbale. Il compenso annuale di “Su Srebidori”, per consuetudine consolidata nel tempo, era, infatti, così costituito: a) 15 starelli di grano per il suo sostentamento; b) 20 litri di fave e 20 di avena; c) 2 carri di legna; d) dai frutti di una parte prestabilita del grano seminato in azienda: in genere da 3 a 5 starelli di “trigu ...

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