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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Odio e razzismo

di Desiderio Segundo ______________________ Nel preambolo della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, adottata dalle Nazioni Unite nel 1965, si dichiara, come convinzione di tutti i firmatari, che qualsiasi dottrina di superiorità fondata sulla distinzione tra le razze è scientificamente falsa, condannabile moralmente, ingiusta e pericolosa socialmente, perché nulla può giustificare la discriminazione razziale. Al momento dell’approvazione della Convenzione, nessuno avrebbe mai detto che oggi, dopo tutti gli sforzi fatti per la costruzione di un ideale di vita comune, che questi argomenti sarebbero stati messi in discussione o che ci sarebbe ancora stato bisogno di interventi di condanna o disapprovazione per atti di discriminazione razziale. Contrariamente a quanto si pensava, invece, proprio in questo momento è d’obbligo più che mai riparlarne. La necessità di riprendere e ribadire argomenti, che si pensava fossero ormai obsoleti e anacronistici, proviene dal fatto che oggi più che mai il razzismo ha ancora uno spazio nella nostra quotidianità. Questo accade in parte per la permissività dell’attuale contesto sociale e in parte per la sottovalutazione e ignoranza dell’uso di espressioni razziste, che incentivano la diffusione dell’odio razziale. In questo modo si è arrivati a considerare quasi normale avere manifestazioni, espressioni o dibattiti chiaramente discriminatori verso una razza, una etnia, una qualsiasi minoranza, e invece anormale e criticabile chi ancora recrimina e afferma il dovere di essere intollerabili verso ogni comportamento, espressione, pratica ed episodio di discriminazione razziale. Nel contesto politico e sociale italiano, lo stigma e la discriminazione per questioni legate alla razza sono diventati così evidenti che hanno portato a un facile e veloce cambiamento delle idee e del comportamento delle persone. Siamo ormai passati da un tentativo di difendere l’atteggiamento sbagliato all’erigersi ferventi difensori di ideologie che proclamano dichiaratamente l’odio e il razzismo umano. È qui piuttosto evidente la trasformazione in fanatismo ideologico, anche nella indisturbata costituzione, nonché affermazione e promozione di gruppi e associazioni che difendono ideologie razziste e coltivano la cultura dell’odio. Siamo passati dalla protesta in piazza alla aggressione fisica, verbale e morale diretta non solo a chi è considerato diverso, ma anche a tutti coloro che osano essere in disaccordo e cercano di opporsi a tale cultura. Siamo arrivati, perfino, al punto che non sono più la cordialità, il buonsenso, il rispetto per la diversità, la convivenza con la libertà di opinione e il bene comune a guidarci per discernere cosa sia o no giusto, ma quello che ci guida è il consenso politico; tutto è permesso se porta a un aumento del consenso alle urne. Dopo questo scenario, non è falso affermare che in Italia gli atti di discriminazione ...

Sa Zeppara, una bambina scrive al suo parroco: "Andrà tutto bene"

A proposito di messaggi positivi che stanno colorando i balconi delle case, i cancelli, le finestre, ecco come la speranza passa anche attraverso la fantasia e le mani dolci dei bambini. A volte sono proprio loro, in questi giorni, a portare coraggio e conforto nelle famiglie costrette a vivere un periodo sospeso in un'atmosfera surreale. Sono i bambini che imparano a sfruttare il tempo come una risorsa per insegnarci che andrà tutto bene. La fede si colora così delle note dell'arcobaleno disegnato ovunque. Sono piccoli gesti, ma di grande significato ,che raccontano la forza di una comunità che non si arrende, che risponde con impegno alle richieste delle istituzioni, che fa la sua parte per superare questa fase difficile di rinunce. E così, anche davanti alla chiesa insolitamente vuota, i fedeli presenti con il pensiero vogliono far sentire il loro affetto e la loro partecipazione ai sacerdoti, costretti anch'essi a repentini e difficili cambi di abitudini. Così avviene anche nel piccolo borgo di Sa Zeppara dove all'improvviso piccoli spiragli di luce si irradiano nel cielo ancora cupo. Basta un disegno piccolo attaccato sul portone chiuso della chiesa per raccontare il dolore di una comunità ma anche la sua fede incrollabile e la voglia di sorridere. Una prova d'amore per la vita offerta da Marianna, una bambina di 10 anni, che scrive con dolcezza al suo parroco don Marco Statzu e per lui disegna l'arcobaleno della speranza. " Andrà tutto bene", dice Marianna che quest'anno riceverà la Prima Comunione. Noi ne siamo convinti e preghiamo assieme senza rinunciare a gesti positivi e di bontà. Stefania Pusceddu ...

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