Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Sardara, consegne a domicilio in tutto il paese
Si,di Manuela Corona _____________________ In piena emergenza da Covid 19, il paese termale si mobilita per limitare le uscite da casa, anche solo per fare la spesa. Ed è così che i commercianti si rendono disponibili per le consegne a domicilio, vuoi che sia la pizza vuoi che sia il pane o la carne. E c’è chi non si ferma a Sardara, ma arriva anche a Collinas. Di seguito le attività che offrono il servizio: Pasticceria La Deliziosa 347 7036829 Panificio Fratelli Corona 342 7388030 (fino alle 12) Pizzeria da Marco 070 4614942; 346 6929178 Pizzeria Ciuexi 070 4592372 (anche Collinas) Pizzeria da Piero 342 5721030; 349 7537462 (anche Collinas) Ristorante-pizzeria da Silvano 070 9387789 ; 388 8339697 Ortofrutta di Ramona Cuccu 350 5777983 ; 351 5676297 Macelleria Garau 349 6488917 Si. Ca., prodotti per giardinaggio, per la casa e per gli animali 393 4264480; 389 4755739 Macelleria Fratelli Altea 347 8809861 Macelleria Altea via Umberto 347 8654819. L’amministrazione comunale ha inoltre chiesto la collaborazione delle associazioni di volontariato del paese per rispondere ad eventuali esigenze da parte degli anziani, che possono contattare: Compagnia barracellare 347 5718200 Protezione civile 392 4923760 Associazione “Noi per gli altri” 070 9385055 ...
Leggi di piùGuspini, la storia dei forni e la produzione della calce
di Mauro Serra ______________________ La conoscenza della storia del territorio è fatta anche di ricordi tramandati che in alcuni casi rischiano di essere dimenticati come quelli delle famiglie che in passato erano dedite alla produzione della calce attraverso i “Forni a fuoco continuo” e oggi, grazie agli eredi di queste famiglie e dagli scritti di autori locali, si può approfondire il contesto con riscontri oggettivi. Ripercorrendo la storia di questo fondamentale e antico materiale utilizzato nelle costruzioni e abbondantemente prodotta nel guspinese vediamo come nel 1600 venisse utilizzato anche come forma di tributo, da parte degli abitanti che avevano l’obbligo di rifornire di calce i governanti del momento e le autorità ecclesiastiche, per la costruzione di caserme, torri costiere e di edifici pubblici come evince dalla lettura dei “Pregoni spagnoli” e altri “Statuti” elaborati successivamente. Il fatto poi che l’obbligo di rifornire di calce i castelli della zona fosse esteso a ‘tutti gli uomini’, induce importanti considerazioni circa la struttura della produzione, certo fortemente parcellizzata ed ampiamente diffusa. Questa tesi trova conferma anche nei numerosi resti di forni, ancora riconoscibili, che ebbero a caratterizzare l’intero paese di Guspini. La popolazione si dedicava essenzialmente all’agricoltura e allevamento e in minima parte alla pesca. La produzione di calce in quel periodo produceva scarso reddito, eseguita in determinate stagioni, quando l’attività agricola lo permetteva. Sarà forse proprio la scarsa redditività a determinare nei due secoli successivi l’immobilità di questo sistema produttivo, le cui potenzialità si manifesteranno solo nel momento in cui l’attività estrattiva da forma di tributo si trasformerà in attività libera generatrice di reddito, per specializzarsi sempre più e concentrarsi nelle mani di pochi, intraprendenti imprenditori benestanti. Tuttavia già all’epoca emergevano con prepotenza quei caratteri specifici destinati a legare indissolubilmente alla produzione della calce, il taglio e il trasporto del legname nei dintorni, per l’attivazione dei forni. In paese, il rettore Giovanni Carta cercò di convincere la popolazione sulla “convenienza che si poteva avere” nell’utilizzo di questa ricchezza locale unitamente ad alcune importanti considerazioni, si incontrano nelle ‘Discussioni Economiche’ del Rettore Giovanni Carta che non manca di citare l’incremento di attività delle “fabbriche di terre’, e le fornaci di calce esistenti in Guspini. In sostanza il Carta sembra trarre l’impressione di un territorio molto attivo, dove lo spirito “di speculazione e di iniziativa” aveva saputo trovare buone occasioni di guadagno, cangiando “la terra e le pietre in pane”. Alberto La Marmora, (militare-geologo del regno di Piemonte dal 1820 al 1850) nei suoi itinerari dell’isola della Sardegna parla dei paesi, in particolare di G ...
Leggi di più