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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Segariu, la Protezione civile ha festeggiato i primi dieci anni di attività

di Alex Lai ___________________ Si è festeggiato il decennale della Protezione civile di Segariu. Si è mobilitata alla grande l’associazione (questa volta per un piacevole anniversario), sono trascorsi 10 anni dalla sua fondazione. Una fiammella di volontariato nata spontaneamente in seguito alla tragica alluvione del 4 novembre 2008 e alla seconda impensabile esondazione di venti giorni dopo, il 28 novembre il paese venne messo in ginocchio e solo per miracolo non ci furono vittime. A dimostrazione che non tutti i mali vengono per nuocere si è festeggiato il suo decennale. Un esempio di impegno nel territorio che è andato in crescendo anno dopo anno e oggi la Protezione civile vanta 45 soci, pronti per ogni tipo di emergenza. Alla presenza di un centinaio di persone, fra cui alcune delegazioni di altre associazioni di protezione civile del territori, si è tenuto un convegno. Sono intervenuti  Antonio Balloi direttore generale della protezione civile regionale, Gianni Lampis assessore regionale dell’ambiente e della Protezione civile, il sindaco di Segariu Andrea Fenu e Giuseppe Putzu presidente della Protezione civile locale. Ha moderato gli interventi Veronica Palmas. L’assessore Gianni Lampis ha  elogiato  la realtà di Segariu rimarcando la vicinanza dell’apparato regionale alle associazioni locali, soprattutto alle più virtuose. Il direttore generale Antonio Balloi ha espresso la propria compiacenza per aver avuto modo di conoscere da vicino la realtà di Segariu e ha invitato l’associazione a non perdere la tenacia e la passione mostrata in questi dieci anni. Il presidente Giuseppe Putzu ha ripercorso gli ultimi anni, raccontando le esperienze sul territorio, tra cui gli interventi di soccorso a San Gavino, Olbia e ai terremotati delle Marche (inviato speciale in quell’occasione Roberto Pistis). Breve intervento della funzionaria Sandra Medda, impegnata da tempo nella direzione generale della Protezione civile con competenze nella pianificazione ed emergenze. Antonio Fadda, primo presidente del sodalizio, ha raccontato i primi passi dell’associazione: «come primo atto ci fu l’iscrizione all’Albo del volontariato. Siamo partiti con un pettorina e con tanta buona volontà. Comprammo a un prezzo simbolico di 10 euro una vecchia Fiat Punto dell’Amministrazione provinciale. Nel direttivo erano presenti Giuseppe Putzu, Nicola Madeddu, Annamaria Frau, Roberto Pistis e Walter Caddeu. Ricordo bene le difficoltà nel mantenere il buon funzionamento dell’associazione e oggi non posso che essere orgoglioso di ciò che è diventata». Un lungo applauso ha concluso il convegno. Per ricordare l’importante giornata è stato piantumato un leccio, nei pressi del parco giochi comunale Nell’ampia sede della Protezione civile, dove sono stati esposti sia i numerosissimi mezzi utilizzati per gli interventi sia le foto che raccontano i vari anni di attività, è iniziata la festa. Ad animare la serata le no ...

Fare teatro a Cagliari: incontro con la compagnia teatrale Artisti Fuori Posto

di Antonio Obinu __________________ L’offerta culturale della città di Cagliari è arricchita da tante iniziative di associazioni e compagnie, animate tutte da un’unica passione: lo spettacolo. Inizio oggi una serie di incontri con attori, registi o semplicemente appassionati di teatro allo scopo di conoscere queste realtà da più vicino e capire quali sono le loro soddisfazioni e difficoltà. Ho avuto modo di intervistare Filippo Salaris uno dei soci della Compagnia Artisti Fuori Posto, attiva in Italia e soprattutto in Sardegna dal 2011; realizza sia spettacoli teatrali che audiovisivi in genere destinati alla pubblicità, al cinema e alla televisione. Qual è il suo ruolo all’interno della Compagnia? Sono il presidente dell’associazione, arrivo un anno dopo la sua costituzione avvenuta nel 2011. Conoscevo già uno dei fondatori, Alessandro Pani, con il quale avevamo avuto delle esperienze lavorative comuni; il progetto è stato di costruire una realtà che mettesse insieme le nostre idee e le sviluppasse secondo un progetto ben preciso. Quali difficoltà incontra un ragazzo che vuole “fare teatro”? La difficoltà principale è che non esiste a Cagliari ma neppure nel resto dell’isola una accademia vera e propria, quindi la possibilità di formarsi e aggiornarsi è alquanto limitata. Ci sono per fortuna delle realtà locali che fanno formazione, ma questo obbliga a rivolgersi a più soggetti. Sono soprattutto enti privati con partecipazione pubblica, penso per esempio a Sardegna Teatro che periodicamente promuove laboratori rivolti sia ad attori professionisti organizzando corsi di perfezionamento, sia a chi è totalmente digiuno di teatro. Nel panorama ci sono anche altri soggetti: ci siamo noi che annualmente promuoviamo due corsi di livello differente; c’è Akròama, una compagnia teatrale attiva in città dalla fine degli anni ’70; ci sono altre realtà che forniscono una attività di formazione di tipo laboratoriale incontrando l’interesse di tanti, giovani e meno giovani, che vogliono approfondire un discorso che nella prima fase è prettamente ludico ma per divenire subito dopo più professionale. Il grosso scoglio è però l’insularità, accentuato da una continuità territoriale per certi versi zoppa. Cosa significa fare teatro oggi a Cagliari? Il panorama cagliaritano è già di per se ricco di realtà teatrali; ciò che effettivamente manca è una organizzazione che abbia come scopo il grande evento e richiami un forte interesse del pubblico. Cito come esempio il nostro caso. Gli spettacoli che portiamo in scena sono quasi esclusivamente una nostra produzione, ma nel 2017 abbiamo ottenuto i diritti per realizzare la trasposizione teatrale di Trainspotting a teatro, un lavoro che ci ha dato molta soddisfazione sia professionale che come ritorno di pubblico. Replicato per tre serate in contemporanea con l’uscita in Italia del secondo capitolo della saga, abbiamo avuto il classico sold ...

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