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Narcao Blues: ultima serata

Quarta e ultima serata per Narcao Blues, il festival che da ventotto anni celebra la ruvida e polverosa musica dalle dodici battute nel Sulcis, a Narcao (a sedici chilometri circa da Carbonia e a una sessantina da Cagliari), con alcuni tra i più importanti protagonisti del genere nella scena locale, nazionale e internazionale. [caption id="attachment_20764" align="alignnone" width="660"] Band Of Friends[/caption] Oggi sabato 21 luglio  la manifestazione si chiude festosamente, come da tradizione, prima di spegnere riflettori e amplificatori e darsi appuntamento alla prossima estate. I due set previsti, vedranno salire per prima sul palcoscenico di piazza Europa la Band of Friends, seguita poi dalla James & Black R&B Band, pronta a radunare sotto il palco spettatori di ogni età e provenienza. [caption id="attachment_20765" align="alignnone" width="660"] Band Of Friends[/caption] Ad aprire le danze della serata, intitolata Fiesta, ci penserà alle 21.30 la Band of Friends, formazione che celebra la musica di Rory Gallagher (scomparso a soli 47 anni, nel 1995), il più grande bluesman che l'Irlanda abbia mai conosciuto, e tra i maggiori di sempre nella storia del genere (come sottolineò Jimi Hendrix dopo la sua esibizione al festival di Woodstock nel 1969). Il trio è composto dal bassista Gerry McAvoy che ha suonato con Gallagher per vent'anni, da Ted McKenna che ne è stato il batterista dal 1978 al 1981, e dall'olandese Marcel Scherpenzeel, cresciuto con la musica del compianto musicista nativo di Ballyshannon e, a detta di McAvoy, "il chitarrista più vicino a Gallagher che si sia mai sentito". La formazione presenterà anche il suo recente "Repeat After Me", un album composto da brani interamente originali, con la sola eccezione di "A Sense of Freedom" scritto da Frankie Miller (ma eseguito da Rory Gallagher, Gerry McAvoy e Ted McKenna per l'omonimo film del 79). Il repertorio del trio spazia dalle migliori canzoni degli anni sessanta, passando per la musica dei loro coetanei come Rory Gallagher e Alex Harvey, per giungere a sonorità tipiche della Motown e al soul con una buona dose di rock classico e l'immancabile blues. Alle 22.30 massima potenza agli amplificatori per la James & Black R&B Band, formazione capitanata dal pianista Bruce James e dalla cantante Bella Black. Il primo è un soulman, songwriter e pianista immerso nella tradizione musicale popolare afroamericana, mentre la Black è dotata di una voce potente e profonda coltivata grazie all'ambiente gospel che le permette di spaziare tra differenti generi musicali tra cui R&B e soul. Giunti per la prima volta in Europa dal Texas al Porretta Soul Festival nel 2010, hanno inciso due anni dopo l'album di debutto, "Dirt for the Flowers", e nel 2015 hanno pubblicato l'album in studio "How Long is Now" per la Brixton Records. Nella loro musica sono ben presenti i suoni del sud degli States, del R&B, dei Juke Joint. Un anno fa a luglio è uscito il loro nu ...

La scrittura dei popoli nuragici

Si è soliti ritenere che le popolazioni nuragiche , quantunque appartenessero ad una civiltà abbastanza  complessa ed articolata, non fossero in possesso ed utilizzassero una qualche forma di scrittura per così dire autoctona; scrittura dotata di una sua specificità e di una identità che si è mantenuta nei secoli nonostante modificazioni e aggiustamenti. L’utilizzo della scrittura da parte delle popolazioni nuragiche è sempre stata negata con forza anche da eminenti studiosi del settore. I copiosi “segni” rinvenuti non sarebbero proprio sardi ma presi in prestito o meglio “copiati”  da altre culture e da altri popoli. Un simile ragionamento è avvenuto anche per i giganti di Monti Prama, chiamati più semplicemente statue e ritenute anche queste di concezione esterna alla nostra isola. E perché statue e non giganti? Il termine giganti potrebbe dar luogo ad esaltazioni e alimentare sussulti e spirito autonomistico.     Sono queste alcune delle tesi affrontate dal prof. Gigi Sanna, laureato in lettere classiche e archeologia che ha insegnato per più di trent’anni lingua e letteratura latina e greca al liceo “De Castro” di Oristano, autore tra l’altro di numerose opere tra le quali nel 2016 “I geroglifici dei giganti” introduzione allo studio della scrittura nuragica. Come mai, si potrebbe obiettare, non è stato rinvenuto tra i tanti documenti, nessuno che riporti come i contaghi resoconti economici, elenchi di beni, scambi di merci e simili? La risposta che dà il Sanna è che la scrittura nuragica era attinente esclusivamente alla sfera del sacro. Si tratterebbe quindi di documenti scritti di esclusivo carattere religioso, una scrittura di elite nella quale, gli scribi sacerdoti, gli unici depositari della scrittura, si rivolgevano alla divinità e al suo rappresentante in terra. Un’ampia documentazione ha permesso di rilevare non solo “da dove deriva ma anche di che natura è il sistema adoperato per secoli dai nuragici”. Questo è il risultato al quale è pervenuto il prof. Sanna in anni di ricerca e  su “reperti” rinvenuti in molte parte della Sardegna:  Cabras, Nora, San Vero Milis, Pozzomaggiore, Abbasana, Semestene, Uras, San Vero Milis, Mogoro, Teti, Flumini Maggiore, Alghero, Orani, Suelli, Sassari, Ittiri etc. Una mole veramente imponente di reperti presi in esame. La scrittura nuragica non è data da un solo codice ma possiede un certo numero fisso di segni che interpretano i suoni della lingua. È una scrittura ermetica, estrosa e fantasiosa che si realizza “a rebus” con simboli fonetici, ideografici e numeri riportati sia in oggetti che in monumenti. Tale scrittura è stata adoperata per secoli e secoli da codici elaborati nella prima metà del II Millennio A. C. nei territori un tempo terra di Canaan, un sistema chiamato dagli studiosi protocananaico. Una possibile definizione, scrive il prof. Sanna, potrebbe essere questa: la scrittura nuragica è il codice dei segni pittografic ...

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