Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

S’Enna ‘e S’Arca e Punta S’Aschivoni di nuovo spiagge libere

A distanza di quasi sessant’anni S’Enna e S’Arca e Punta S’Aschivoni tornano nella disponibilità degli arburesi e dei turisti, compresa la spiaggetta della Nato una piccola distesa di sabbia che spezza la continuità della scogliera nella parte più a nord della costa arburese rimaste per decenni inaccessibili perché situate all’interno del poligono di tiro usato dai militari. Ceduto anche il porticciolo localizzato all’interno della base compreso l’accesso via terra così come entro novanta giorni dovrebbero essere messi in pagamento i primi indennizzi dovuti ai pescatori di Arbus, Terralba, Cabras, Santa Giusta e San Vero Milis. Il 18 dicembre a Roma a Palazzo Baracchini sede del Ministero della Difesa è stato infatti siglato dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal Presidente della Regione Sarda Francesco Pigliaru il protocollo d’intesa sulla riduzione delle servitù militari presenti in Sardegna. Entro tre mesi, quindi entro il 18 marzo, è prevista la firma dell’accordo attuativo. Fortemente interessati il comune di Arbus, quello di Teulada e quello di Villaputzu, comuni maggiormente oberati da servitù militari costretti con oltre 35.000 ettari di territorio e relative acque territoriali  a sopportare da più di sessant’anni ben oltre il 60% del totale demanio militare presente in Italia. Al protocollo d’intesa è stato allegato un crono programma che prevede la concessione temporanea delle cosiddette spiagge bianche di Capo Teulada, la spiaggia di Murtas tuttora dislocata all’interno del poligono di Capo San Lorenzo e la cessione in via definitiva entro la fine dell’estate delle spiagge di S’Enna e S’Arca e la porzione di scogliera attigua sino a punta S’Aschivoni situate nel poligono di Capo Frasca e ricadenti sotto la giurisdizione amministrativa del comune di Arbus. Nel dettaglio il protocollo d’intesa prevede la sospensione delle attività di fuoco nei poligoni sardi dal primo giugno al trenta settembre. Sempre entro agosto il crono programma prevede la realizzazione di un’area di rispetto per le zone archeologiche interno al poligono di Capo Frasca e l’utilizzo per i pescatori con accesso da terra del porticciolo interno al poligono stesso. Nel documento sottoscritto si fa riferimento anche agli indennizzi spettanti ai comuni gravati da servitù che riceveranno nell’immediato futuro quanto dovuto con cadenza annuale e non più quadriennale e  la possibilità di attuazioni di piani di bonifiche. Infine entro marzo dovrebbero essere chiuse le pratiche sulla delicatissima situazione degli indennizzi spettanti agli operatori economici, pescatori e non, e messi in pagamento i primi mandati. Le reazioni delle forze politiche. Sarà tutto vero? Sufficiente a dare risposte concrete a un tessuto sociale che poco o nulla ha avuto dall’occupazione militare di oltre 1400 ettari di territorio? Il dibattito è aperto e infarcito di mille sfumature (anche ideologiche) che spesso si collocan ...

Un milione di euro per i ponti sul rio Malu

Un milione di euro per mettere in sicurezza i ponti sul rio Malu della strada provinciale che collega Pabillonis con Sardara. Lo annuncia il sub commissario della provincia del Sud Sardegna Ignazio Tolu. Si tratta di un intervento molto importante anche perché il tratto di strada della provinciale 69 tra i due centri del Medio Campidano è rimasto chiuso per un anno e mezzo con i conseguenti disagi per residenti e turisti: «La Regione - spiega Ignazio Tolu - all’inizio ha dato un finanziamento di cinque milione di euro per la statale 197, di questi soldi un milione è stato decurtato e assegnato per i due ponti sul rio Malu delle strade provinciali 63 e 69 che sono stati riaperti al traffico a fine estate dopo l’analisi dei carichi. Entro un anno partiranno sia i lavori di messa in sicurezza della statale 197 che quelli relativi ai due punti. In ogni caso chiederemo alla Regione maggiori risorse per questi interventi». La chiusura dei ponti sulle strade provinciali ha creato per un anno e mezzo non pochi disagi con proteste clamorose che hanno visto protagonisti semplici cittadini, amministratori ed anche il parroco del paese. Sembrerebbe che la chiusura fosse dovuta ad una banale prova di carico e alla necessità di qualche intervento minimo di messa in sicurezza. Nel frattempo non sono mancanti gli incontri con la Regione, la Provincia, le denunce continue alla Prefettura e al Ministero. Alla fine a farne le spese sono stati  i cittadini del territorio con tantissimi danni all'economia, al turismo, alle imprese agricole e attività commerciali. Gian Luigi Pittau ...

Vai a tutti i contenuti