Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
I preparativi per il quinto Expo Turismo culturale
Dopo il risultato inaspettato del quarto Expo turismo culturale in Sardegna, organizzato dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura e il Museo archeologico Genna Maria di Villanovaforru, già si sta programmando la prossima edizione. Il direttore del Centro culturale Giovanni Lilliu, Roberto Concas, fa un resoconto dell’edizione 2017: «Circa tremila visitatori hanno potuto usufruire di spettacoli serali, degustazioni e convegni. Ma la maggiore soddisfazione è l’ alto gradimento dei 31 gestori di siti e musei partecipanti al workshop, degli espositori di prodotti agroalimentari e artigianali». «Il nostro obiettivo», afferma Roberto Concas, «è incoraggiare il turismo in Sardegna, facendo conoscere le ricchezze della nostra amata Sardegna: dai cibi, che denotano il lavoro è la cultura di un popolo, alle opere archeologiche». E aggiunge «Nell’era dell’industria 4.0, dei mezzi di comunicazione sociale, è e sarà importante,utilizzare il gaming, l‘web, e tutti mezzi più celeri per coinvolgere i giovani nell’apprendimento e nella cultura della storia della loro terra». Un notevole contributo lo ha dato e lo potrà dare l’università di Cagliari con i suoi indirizzi archivistico, archeologico, storico e artistico. E in quest’anno è stata dedicata una giornata intera al gaming considerato come mezzo fondamentale di conoscenza e divulgazione di beni culturali. Diversi i programmi utilizzati come “Minecraft”. «È un gioco che racconta e ti immerge in un sito archeologico facendolo conoscere e vivere in mille modi», sottolinea Marco Vigelini, gestore della gioco. Anche il polo culturale della Sardegna (Mibact), che si occupa del patrimonio archeologico ha realizzato il progetto Teravista. Claudio Castaldi ...
Leggi di piùCaritas: presentato il progetto “Io, Tu”
Nel teatro di Santa Eulalia è stato presentato il progetto “Io, Tu” organizzato dallo SPRAR (Sistema Per Richiedenti Asilo e Rifugiati) San Fulgenzio di Quartu Sant’Elena e patrocinato dalla fondazione Caritas San Saturino, sezione della Caritas diocesana di Cagliari. Sono intervenuti don Marco Lai responsabile della Caritas Diocesana, Stefano Delunas sindaco di Quartu Sant’Elena, Stefania Russo coordinatrice dello SPRAR di Quartu Sant’Elena; e il regista Karim Galici coordinatore dello spettacolo teatrale “Io, Tu”. «La Sardegna deve recuperare la sua centralità nel mediterraneo per ricostruire un luogo d’incontro», ha detto don Marco Lai. «In questo progetto sono stati accolti 28 ragazzi africani, richiedenti asilo nella nostra terra per avere un futuro migliore. Ecco il senso del progetto “Io, Tu” togliere quelle barriere che dividono facendo si che i popoli si possano integrare l’un con l’altro, rimettendo al centro la persona umana». Un importante tappa di questo progetto sarà lo spettacolo teatrale “Io, Tu”, curato dal regista Karim Galici,.che si terrà a giugno. Quale tema ha scelto per lo spettacolo? Il tema, come ha già rilevato da don Marco, è quello dell’inclusione, ma nel mio spettacolo ho voluto evidenziare questo tema attraverso le emozioni. Infatti lo spettacolo verterà principalmente sulle emozioni, sui quei segni convenzionali comuni a tutti, come il gioco, il pianto, il ridere, il toccarsi. Essendo ragazzi di diversi paesi dell’Africa e dell’Asia come siete riusciti a interagire e parlare con loro? Agli inizi non è stato facile creare interazione tra ragazzi che parlano lingue diverse e vengono da posti molto diversi dell'Africa e dell'Asia. Abbiamo iniziato con la scrittura creativa cercando di tirar fuori ricordi d'infanzia che in alcuni casi erano stati quasi rimossi a causa di traumi recenti. Ho utilizzato anche la tecnica del "sogno guidato" per tirare fuori emozioni che a volte cercano di nascondere per paura di perdere le proprie difese. La lingua che poteva sembrare inizialmente il problema principale non è stato un ostacolo insormontabile anche grazie al supporto di Nicoletta che traduceva in due lingue tutto quello che veniva detto, come sono stati di grande supporto Ivano, Yasmina e Annabelle in quanto avevano già sviluppato un rapporto con i ragazzi. Secondo lei il teatro è stata l’arma vincente nei rapporti tra i ragazzi? L’atto teatrale serve proprio a questo. Attraverso esercizi di grande fiducia io mi son fidato di loro e loro di me creandosi un rapporto molto forte di collaborazione reciproca e di amicizia che credo durerà nel tempo. Ci può raccontare il “dietro le quinte”? Nel retroscena è stato un continuo dare stimoli per la riuscita di questo primo step. Sono felice che più passava il tempo e più i ragazzi provavano a stimolare e aiutare quelli che erano rimasti indietro. Quali saranno gli sviluppi futuri che porteranno i rag ...
Leggi di più