Turismo, tra scuola e occupazione
La stagione estiva è iniziata e come accade già da qualche tempo, anche quest’anno si ripresenta lo spettro della carenza di personale. Non solo quello qualificato, diventato ormai merce rara, ma neppure quello d’occasione. Intanto, il turismo continua ad incidere sul PIL regionale per l’8,5 %, garantendo occupazione stagionale a tanti nostri giovani. ____________________________ di Federico Barbarossa _____________________________ “Se avrai cura del tuo personale, non potrai che averne dei benefici”. Recita così un vecchio detto che suggerisce ad ogni imprenditore prima di fidelizzare i suoi clienti, di fidelizzare il proprio personale. Una regola che ha accompagnato nel tempo quegli più avveduti che hanno reso grandi le loro imprese. Nonostante ciò, i professionisti sono spariti. Quei pochi che ancora esercitano la professione al top sono ben saldi nelle loro posizioni all’interno dei propri alberghi dove sono stati spesso rivalutati e fortemente incentivati a restare. Fra questi si distinguono alcune strutture della Costa Smeralda che, finalmente tornate nelle mani di conoscitori del settore del lusso, hanno ricominciato a dare il debito valore alle risorse umane. Si dice che, addirittura, abbiano richiamato tra le maestranze, del vecchio personale che, dopo una lunga permanenza nella struttura, non era più tornato perché non in linea con le allora direttive di gestione. Iniziative lodevoli alle quali speriamo, sia dato seguito, così da recuperare quelle professionalità migrate prematuramente ma sempre desiderose di riabbracciare un clima di lavoro più sereno e sostenibile. Nel frattempo, gli altri imprenditori sono disperati, tanto che alcuni sono costretti a tenersi ben stretti quei pochi fidatissimi che gli son rimasti, purtroppo, non sufficienti a far fronte alle stime di un incoming destinato a fare faville. Malgrado ciò, le difficoltà insistono ma il mondo dell’impresa tiene duro e non molla, convinto del fatto che nessuno abbia più voglia di lavorare, che i giovani non conoscano il sacrificio e che la scuola non prepari ormai più nessuno al lavoro. Vero o falso che sia, di fatto nessuno, pare, voglia affrontare il problema vero: salario adeguato, orario normale e condizioni di vita umane. Tutti sono allergici a mettere mano nelle proprie tasche, convinti come sono che gli stipendi siano pari a ciò che si riceve in cambio: scarsa professionalità e personale mal formato. Nessuno fa più formazione, aspettano che a farlo sia qualcun altro: la scuola alberghiera. Istituzione che oggi vive in condizioni difficili, dove gli insegnanti di settore scarseggiano, tanto da lasciare spazio a docenti neo diplomati, privi di alcuna esperienza nel settore tecnico pratico di rifermento. Di contro, la scuola ribatte di non avere risorse sufficienti per il potenziamento dell’insegnamento pratico e dei laboratori linguistici in compresenza con le stesse discipline, tanto che, con tanta nonchalance, ha scaricato questo p ...
Leggi di piùComuni rurali: l’importanza delle sagre non va sottovalutata
La “Sagra del carciofo di Samassi”, la Sagra dell'asparago di Gesturi e il “Festival delle erbe officinali di Ussaramanna” stanno contribuendo a rivoluzionare il sistema dell’organizzazione delle feste locali, che attirano un gran numero di visitatori e consentono ai coltivatori, artigiani e hobbisti di mostrare e vendere i loro prodotti ___________________________ di Fulvio Tocco __________________________________ Che si chiami sagra o si chiami festival, le esperienze che si stanno compiendo in tanti comuni della Sardegna, in aggiunta alle feste religiose, non vanno sottovalutate. Non vanno minimizzare soprattutto ora che i piccoli centri soffrono il declino demografico. Sono delle forme organizzative sostenibili e assai partecipate in grado di mettere in evidenza le tradizioni popolari tra storia, territorio, artigianato artistico, gusto, cibo e nel contempo di affascinare gli amanti del turismo di un giorno e del turismo lento. Quando queste feste rurali vengono associate ai prodotti tipici locali o al territorio (con le sue biodiversità animali e vegetali) il successo di visitatori è assicurato. Recentemente, nei paesi del Medio Campidano, si sono svolte con un boom di presenze la “Sagra del carciofo di Samassi”, la Sagra dell'asparago di Gesturi e il “Festival delle erbe officinali di Ussaramanna”. Osservandole attentamente si è potuto notare che, grazie alle istituzioni e associazioni, sono iniziative che stanno contribuendo, di anno in anno, a rivoluzionare il sistema della pianificazione delle feste locali. Nel comune di Ussaramanna, per esempio, i turisti hanno potuto partecipare alle escursioni guidate di botanica finalizzate alla valorizzazione degli ulivi secolari e sull’osservazione di un vecchio mandorleto con le delucidazioni di illustri studiosi universitari. È stata una bella occasione colta per prendere coscienza del valore delle biodiversità presenti sul campo. La biodiversità, è risaputo, rafforza la produttività e la visibilità di un qualsiasi ecosistema ed essendo di grande valore per le zone rurali della Sardegna è bene proteggerla. I comuni di Samassi, Gesturi e Ussaramanna stanno facendo la loro parte. Questo dato va a loro favore. Tali manifestazioni, sostenute sapientemente dalle rispettive amministrazioni comunali e animate dagli operatori che mettono in mostra i loro prodotti, oltre a evidenziare una tipicità, rappresentano anche un’occasione per ammirare le bellezze architettoniche delle case rurali e paesaggistiche. Possono portare i turisti a scoprire località di grande interesse, ricche di coltivazioni di carciofo, dei cavallini selvatici, di olivi secolari e mandorleti di 100 anni e tanto altro ancora. Le giornate di festa, di questi comuni, non si svolgono più nella piazza principale del paese ma si snodano lungo le strade, i rioni e anche nelle campagne, rendendo più interessante la visita. Gli argomenti trattati, di norma, non riguardano solo il tema di richiamo ...
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