Apice e crollo di uno Stato nel Medioevo Sardo, una contro-narrazione

di Lorenzo Argiolas __________________________   Prima di cominciare con questo ragionamento vorrei precisare che non si tratta di un contributo esaustivo ma di un articolo per chi conosce un pizzico di Storia Medievale Sarda e può cogliere degli spunti per approfondire l’argomento. Sa Batalla non è mai esistita! Ovviamente la premessa di questo (non tanto) breve scritto vuol essere provocatoria. Ma qui ci si propone di analizzare un evento bellico, oggi celebrato in maniera spropositata, con un pizzico di obiettività; oltre a riflettere su alcuni concetti non ancora ben definiti in quella che è la narrazione storica sarda che impera oggi. Prima di tutto: nessuno storico del periodo ci ha mai raccontato di quest’evento avvenimento militare, il primo fu Jeronimo Zurita y Castro, lo storiografo aragonese nato nel 1512, quindi oltre un secolo dopo quella Battaglia del 30 giugno 1409 che sicuramente aveva consultato i documenti della Cancelleria Aragonese. Sia chiaro, nessuno vuole negare che Sa Batalla ci sia mai stata, semplicemente non ebbe proporzioni ed effetti militari e politici che gli attribuiamo noi oggi. Questa carenza di fonti documentali imparziali, o che riportano la versione degli Arborensi, sicuramente è determinata dalla conquista che portò l’isola ad essere un possedimento prima aragonese, poi spagnolo per ben tre secoli, e come si sa i conquistatori per prima cosa eliminano ogni forma di coscienza nazionale per reprimere il dissenso. Qui occorre tenere in considerazione che per gli iberici la conquista della Sardegna fu un evento leggendario, quasi da mitizzare. Facciamo un passo indietro, a quando, nel 1297, il pontefice Bonifacio VIII, con lo scopo di porre fine alla guerra dei vespri Siciliani, istituì il Regnum Sardiniae et Corsicae infeudandolo al sovrano aragonese Giacomo II in cambio di un censo annuo e del giuramento di fedeltà. Prima che i catalani mettessero piede in Sardegna, anche se già avevano rapporti nell’isola (specie con la famiglia Giudicale Arborense), passarono alcuni anni. Giacomo II infatti portava avanti una complessa strategia diplomatica che lo portò a instaurare alleanze e rapporti di tipo feudale con chi aveva degli insediamenti in Sardegna, e quindi con i Giudici d’Arborea, con le famiglie dei Donoratico, dei Doria e dei Malaspina, le quali, in funzione anti-pisana, assicurarono in maniera diversa il loro appoggio alla futura spedizione. Nel 1323, poi i catalano-aragonesi sbarcarono in Sardegna dove cinsero d’assedio la pisana Villa di Chiesa (Iglesias) e la presero dopo 7 mesi, espugnarono poi Castel di Castro/Cagliari ai Pisani in seguito alla Battaglia di Lutocisterna. Ma come sappiamo la conquista definitiva dell’isola non fu cosa semplice per gli iberici, questo innanzitutto per via della guerra sardo-catalana scatenata dal Giudice d’Arborea Mariano IV, a partire dal 1353 con l’assedio di Alghero. Quello fu un episodio bellico particolare che spinse molti f ...

Arbus, Carla Frau insignita di due prestigiosi riconoscimenti internazionali

di Gianni Vacca ___________________ «Innanzitutto, voglio ringraziare tutti per le parole di incoraggiamento e stima spese nei miei confronti. È una grande emozione per me vedere i miei concittadini sardi omaggiarmi con orgoglio; sono colpita da tanta partecipazione». Sono le prime parole che la Dottoressa Carla Frau fresca di due recenti riconoscimenti di alto valore internazionale ottenuti nel campo della ricerca medica, da noi contattata, pronuncia con grande umiltà e un pizzico di giustificata emozione. D'altronde non potrebbe essere diversamente dal momento che questi due straordinari riconoscimenti oltre che rappresentare tappa fondamentale nella sua carriera professionale e aprire nuove frontiere e nuovi orizzonti nel campo della ricerca medica inorgogliscono non poco i suoi compaesani di Arbus, suo paese di origine compresi mamma Fiorella e papà Remigio. Una ricerca che vede la Dottoressa Carla Frau impegnata da anni , dopo aver conseguito nel 2014 il dottorato in Oncologia e Patologia molecolare, nello studio delle malattie del fegato, sulle cellule staminali e la loro trasformazione da sane verso cellule tumorali. Due i riconoscimenti di alto valore internazionale Durante il Congresso SLAM (Summer Liver Academy Meeting) tenutosi in Florida, USA, dal 16 al 20 giugno 2024, Carla Frau è stata insignita del premio dall'ASIP (American Society for Investigative Pathology). Questo riconoscimento è stato conferito per i suoi contributi eccezionali alla comprensione delle patologie epatiche croniche, con l'obiettivo finale di sviluppare nuove terapie per il trattamento della fibrosi e la prevenzione dei tumori epatici. Successivamente, durante il Congresso dell'ISSCR (International Society for Stem Cell Research) tenutosi ad Amburgo dal 10 al 13 luglio 2024, Carla ha ricevuto un Premio di Merito, a testimonianza del suo impegno e delle sue ricerche all'avanguardia nel campo delle cellule staminali e delle loro applicazioni nella medicina rigenerativa. «Ci tengo a dire - afferma la ricercatrice - che questi miei raggiungimenti professionali sono stati possibili grazie ad un intenso lavoro di gruppo che vede coinvolti i miei colleghi ed il mio mentore, e mi sento molto fortunata di fare parte di un team composto da persone così stimolanti, motivate e ricche di entusiasmo. Questi elementi ci caratterizzano e contribuiscono fortemente alla qualità della nostra ricerca scientifica. Inoltre, l’ospedale e istituto di ricerca Charité di Berlino è uno dei più grandi d’Europa per la chirurgia ed i trapianti di fegato. Questo ambiente ci permette di svolgere ricerca scientifica di alta qualità che spero possa presto avere un impatto importante per lo sviluppo di nuove terapie per i pazienti affetti da malattie croniche epatiche, la cui unica cura ad oggi consiste nel trapianto d’organo». La ricerca ci regala spesso passi piccoli per l'uomo ma  grandi per l'umanità: «Il mio piú grande obiettivo e sogno - confessa la dottoressa Carl ...

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