Stato di agitazione dei barracelli per il loro mancato coinvolgimento nelle attività di formazione svolte dal Servizio Enti Locali della Regione

L’Unione Barracelli, il Sindacato Autonomo Barracelli e la Conf.Ba.R. alla notizia della preclusione da parte del Servizio agli Enti Locali della Regione Autonoma della Sardegna alla partecipazione dei Barracelli al Seminario organizzato dall’associazione professionale IPTS, in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna e l’Associazione Nazionale Polizia Locale d’Italia ANVU, aperto a Dirigenti, Ufficiali e Agenti della Polizia Locale e agli appartenenti delle Forze di Polizia Nazionali, dedicata alla “Gestione operativa e le criticità nella gestione di soggetti armati e negli interventi ad alto rischio”, hanno inviato una lettera di protesta ai presidenti della giunta e consiglio regionale. «I Barracelli», scrivono le rappresentanze sindacali dei barracelli, «che hanno inoltrato l’iscrizione alla giornata formativa hanno ricevuto una mail inviata dal servizio agli enti locali in veniva riportato che “la giornata di studio del 18 novembre a Mogoro è rivolta esclusivamente ai Comandi di polizia locale della Sardegna e come già avvenuto in passato, per le Compagnie Barracellari verranno programmate delle giornate di formazione interamente dedicate alla categoria”. Alla giornata, oltre alla polizia locale, potranno partecipare anche i corpi di polizia nazionali.  È oltremodo non veritiero quanto scritto dal servizio agli enti locali in merito al fatto che ai Barracelli in passato siano state dedicate giornate formative dalla Regione. Risulta, fatta salva una minima misura di formazione in ambito di antincendio boschivo e un breve seminario di sanzionamento amministrativo collegato a violazioni riguardanti il rispetto delle prescrizioni antincendio regionali, nessuna altra misura formativa è stata intrapresa dalla Regione Sardegna per formare il personale dei Barracelli da perlomeno da 30 anni a questa parte per i servizi di polizia rurale. Al contrario di quanto stabilito dalla Legge Regionale 15 luglio 1988 n°25 all’articolo 32, mai nessuna misura formativa è stata promossa o incentivata. I Barracelli che hanno acquisito talune professionalità, lo hanno fatto per autoformazione, o attingendo a corsi a pagamento presso strutture certificate, fra le quali appunto l’associazione professionale IPTS, dietro il pagamento delle dovute parcelle ai formatori e attingendo alle già ridicole risorse messe a disposizione da parte della Regione Sardegna per i Barracelli». «Riteniamo», aggiungono i rappresentanti dei barracelli, «che la scelta di escludere i Barracelli, impegnati giorno e notte in attività di polizia, protezione civile ed antincendio boschivo, sia inappropriata e derivante da un preciso “modus operandi” che da diverso tempo qualcuno, all’interno dell’Assessorato agli Enti Locali, sta portando avanti o è stato indotto da terzi a farlo, un chiaro progetto orientato a svalutare e mortificare la figura di agente di polizia insita nel ruolo stesso del Barracello. E tutto questo accade malgr ...

Collinas, evoluzione dell’illuminazione pubblica dalle lampade a incandescenza al neon e al led

di Francesco Diana ___________________________________________________   Il recente comunicato trasmesso tramite WhatsApp dall’amministrazione comunale ai cittadini di Collinas-Forru, riguardante il completamento del servizio d’illuminazione pubblica con l’imminente introduzione delle lampade Led, ci stimola a compiere le opportune ricerche, per ripercorrere la metamorfosi subita dai sistemi d’illuminazione artificiale. Nel 1845 uno studioso americano di nome Starr, al fine di raggiungere gli scopi prefissati, suggerì di racchiudere all’interno di un bulbo di vetro, preventivamente svuotato dell’area, dei filamenti di carbone, invito che fu immediatamente accolto dall’inglese Josef Swan, che nell’immediato non andò a buon fine a causa dell’impossibilità di estrarre completamente tutta l’aria dall’interno del bulbo, salvo tornare alla carica nel 1865 a seguito della scoperta della classica pompa del vuoto da parte di un chimico tedesco di nome Sprengel, presentando la propria idea di lampadina. Ciò avvenne con esito negativo nelle prime prove di laboratorio, ma con successo nel 1879 davanti a numerosissimi osservatori, con l’adozione di lampada Edison che restò accesa per più di tredici ore. Ciò favorì accordi formali fra i due soggetti, che in Inghilterra portarono alla costituzione della Società Elettrica Edison & Swan per la produzione di lampadine con filamento a carbone. Il problema maggiore delle lampade a incandescenza di prima generazione, risiedeva nel fatto che non si riusciva a estrarre completamente l’aria dal bulbo della lampadina e ciò ne comprometteva la durata. Risolto tale problema nel 1887 e omettendo i passaggi intermedi per questioni di spazio, si arrivò al 1908 anno in cui fu testato con successo l’impiego del tungsteno in filamenti sottili, che peraltro, alla fine, presentavano gli stessi difetti delle prime lampadine. Col procedere della ricerca il problema fu risolto dal chimico americano Irving Langmuir che, nel 1913, arrivò a produrre la lampadina a filamento attorcigliato, che divenne doppio a partire dal 1934, il tutto all’interno del globo saturato con azoto. Proprio alla fine del 1934, come descritto in un precedente servizio del marzo 2018 dal titolo “Collinas- Storico evento dell’energia elettrica”, anche gli abitanti di Collinas-Forru sentirono l’esigenza di dotarsi del servizio elettrico, come già successo nelle altre nazione europee, quali ad esempio l’Inghilterra a partire dal 1920. La prima forma d’illuminazione pubblica introdotta a Collinas, analogamente a quella realizzata nei paesi limitrofi, era costituita da una miriade di punti luce installati lungo le principali strade urbane, realizzati con supporti inferro forgiati a mo’ di rostro di rapace, fissati direttamente alle pareti delle case o sorretti da vetusti e contorti pali di legno. Al vertice di tale supporto era sistemato il portalampada, sovrastato e protetto da una sorta di co ...

Vai a tutti i contenuti →