Guspini: una decina di aziende dell'area Gal Linas Campidano hanno rappresentato le eccellenze della Sardegna nelle Azzorre
di Maurizio Onidi _________________________________________________ [caption id="attachment_107311" align="alignleft" width="327"] Mariella Amisani[/caption] "Il Gal Linas Campidano promotore insieme ad altri Gal e Flag sardi del progetto di cooperazione finanziato dalla misura 19.3 del Psr Sardegna, denominato “Accorciamo le distanze, filiera corta tra terra e mare”, si pone l’obiettivo di costruire un sistema relazionale capace di attivare processi virtuosi di collaborazione tra realtà sociali, economiche e culturali così da valorizzare le specificità locali tipiche e di qualità, avvicinare gli attori della filiera, creare eventi internazionali in grado di diventare il volano per uno scambio e una crescita condivisa degli attori coinvolti", si legge nel comunicato emesso dal Gal Linas Campidano al rientro dalla trasferta alle Azzorre, "A conclusione del secondo evento internazionale del progetto di cooperazione transnazionale “Accorciamo le distanze, filiera corta tra terra e mare” tenutosi nell’isola si Sao Miguel, dal 19 al 22 ottobre, che ha visto coinvolte 87 imprese e associazioni, di cui 50 provenienti dalla Sardegna. Si respira un’atmosfera di grande soddisfazione, in particolare per l’enorme professionalità ed energia mostrata dagli operatori che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’evento: le esperienze, le produzioni artigianali e i beni identitari presenti alla “Feira de produtos locails”. L’Ecole de Madame Foile, la MR Arte Antica di Roberto Maccioni, la “Coltelleria L’Arburesa”, il Gruppo teatrale “Su Fazzoni”, “Agrobass - Sardinian Farm Museo Mulino Garau” di Alessandro Mancosu, l’Armentizia Moderna e il Panificio Antonio Piras di Marcello e Claudia, la Cantina Santu Domini di Arbus; la Cooperativa Sociale Agricola Santa Maria, la comunità Betania, hanno egregiamente rappresentato il nostro territorio, dando vita a importanti scambi culturali e creando preziose opportunità di promozione e valorizzazione delle nostre produzioni tipiche e dell’intera area, rafforzando così l’identità rurale" si ribadisce nel comunicato e come sottolinea la presidente Maria Amisani, presente alle Azzorre con la referente del progetto Paola Tradori: «L’auspicio per il Gal Linas Campidano, che ha creato un ulteriore opportunità di crescita condivisa per il tessuto socio economico dell’area, è che si sia conclusa solo una prima tappa di un percorso continuativo, finalizzato a intraprendere molteplici azioni locali di sviluppo correlate alle potenzialità identitarie interne». ...
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di Alice Bandino* _________________________________________ Seconda parte [caption id="attachment_49148" align="alignleft" width="250"] Alice Bandino[/caption] Nell’articolo precedente abbiamo elencato e descritto i doveri che l’autorità genitoriale comporta, dettati da chiare norme, ribadendo i diritti principali dei minori: il diritto di essere mantenuto; il diritto all’istruzione; il diritto all’educazione (compreso un bagaglio etico minimo, che deve essere trasmesso al figlio per educarlo secondo i principi del rispetto della civile convivenza); il diritto all’assistenza morale; il diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti con i parenti; è dovere dell’adulto ascoltare l’opinione del figlio che abbia compiuto 12 anni, o anche di età inferiore se capace di discernimento (per approfondire art. 30 della Costituzione, artt. 315bis, 317bis, 318, 337ter del codice civile, artt. 731, 570, 571 del codice penale e legge 54/2006). Il diritto di crescere in famiglia consiste nella pretesa di non essere assoggettati a provvedimenti di adozione, affidamento e allontanamento dal proprio nucleo familiare, se non nei casi espressamente previsti dalla legge. Ammettiamo ora di avere in carico uno di questi casi eccezionali previsti dalla Legge. Il passaggio più complicato è il passo iniziale: come si capisce se un nucleo ha al suo interno un bambino o un adolescente che ha bisogno di essere aiutato? Spesso si pensa che l’unica situazione di disagio sia la povertà economica cui far fronte con l’assistenza sociale; così facendo si perde la possibilità di intervenire in favore di minori che, non entrando in contatto coi Servizi Sociali restano invisibili e perdono la possibilità di entrare in percorsi d’aiuto mirati e quindi di essere aiutati, sostenuti e pienamente tutelati nei loro diritti e nella loro crescita. I Servizi Sociali vengono visti spesso come una fonte di aiuto economico e non come un’opportunità di crescita e di aiuto globale per le famiglie; talvolta addirittura usati nell’immaginario comune come spauracchio, in antitesi con le famiglie; percepiti non come alleati ma nemici all’interno di Comuni e PLUS, pronti a togliere bambini e minori alle famiglie col fine di giudicare lo stile di vita degli utenti di turno. Tornando alla domanda iniziale, quando un minore va temporaneamente in affido? Bambini e adolescenti hanno bisogni differenziati e competenze comunicative per chiedere aiuto: disegni, azioni e condotte, episodi e racconti, possono essere campanelli di allarme; insegnanti e parenti, psicologi, educatori e allenatori possono diventare fidati confidenti e/o osservatori privilegiati di eventuali carenze e disagi non emersi prima. Se un minore non va a scuola, la famiglia verrà probabilmente informata dalla scuola; un minore che invece va a scuola senza libri, spesso senza materiale didattico o non seguito nei compiti a casa, verrà prima di tutto sgridato, poi red ...
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