Guasila, Paolo Massenti conquista le Alpi: di nuovo in sella dopo mesi di stop
di Fabiola Corona _______________________________________ Paolo Massenti torna in sella alla propria bici per aggiungere nuovi traguardi alla sua carriera d’atleta. Dopo i mesi che lo hanno visto in pausa a causa di un brutto incidente, lo scorso 25 giugno ha partecipato alla gara ciclistica “Alpi 4000” insieme ad altri 280 ciclisti provenienti da tutto il mondo e in rappresentanza di circa 30 nazioni. Lo scorso settembre, Paolo Massenti, durante un evento benefico, è caduto dalla propria bicicletta riportando numerose fratture tra cui una scomposta al bacino, incidente che lo ha costretto a letto per mesi. «Mi sono rimesso in piedi verso la fine di dicembre, ho dovuto imparare nuovamente a camminare e i medici sostenevano che prima del 2023 non sarei riuscito a correre. È stato un periodo molto difficile perché vedere me stesso passare da mille a zero, stando immobile e dover dipendere in tutto da un’altra persona, è stato davvero molto tosto a livello mentale. Ringrazierò eternamente mia moglie che mi è stata accanto. Tutti i medici mi hanno detto che la difficoltà maggiore è ripartire proprio dalla mente, per me invece quella è stata la parte più semplice, nel senso che da subito ero determinato a rientrare e a farlo il prima possibile e infatti tutti sono rimasti sorpresi dai tempi veloci di ripresa e da come sono rientrato: nel mese di marzo, a Sinnai, ho riiniziato con le gare ciclistiche piazzandomi al quinto posto nella categoria assoluta e primo nella mia categoria in mountain-bike», racconta Paolo Massenti. Dopo l’allenamento e la fisioterapia, le prime vittorie in primavera: il campionato sardo di cronoscalata a Gesturi, il campionato sardo a cronometro individuale tenutosi a San Giovanni Suergiu e il campionato sardo su strada a Porto Scuso. L’ultima gara disputata è stata invece la “Alpi 4000” tenutasi tra il 25 giugno e il 1 luglio di quest’estate, una gara di pre-qualificazione per la più nota Parigi-Brest-Parigi, gara internazionale di ciclismo su strada a cui Massenti si qualificò già nel 2019. 1.460 chilometri e 21.500 metri di dislivello attraversando le Alpi da est a ovest: partendo da Bormio, attraversando tutte le salite più iconiche del ciclismo professionistico tra cui il Gavia, il Mortirolo, Aprica, Ghisallo, Oropa, il Colle del Nivolet e il Colle delle Finestre, il Passo dei Tre Termini, la Cocca di Londrino, il Passo San Rocco, la strada della Forra, Tremosine sul Garda, Molveno, Andalo e il Passo delle Palade, per concludere con un giro nello Stelvio e tornare a Bormio. «Come tutte le gare di questa tipologia, è fondamentale rispettare i cancelli orari: il tempo limite era di 150 ore, io ci ho impiegato 115 ore, terminando il 30 giugno intorno alle 2 del mattino. Sono stato abbondantemente dentro, nonostante le difficoltà incontrate, infatti a causa dell’incidente ho perso gli ispessimenti ai piedi e quindi sento la fatica molto facilmente», spiega Paolo, «È sta ...
Leggi di piùPula, operazione antibracconaggio del Corpo Forestale nel parco di Gutturu Mannu
È di due persone denunciate a piede libero, il sequestro di armi artigianali, munizioni e selvaggina catturata illegalmente, il bilancio di un’operazione antibracconaggio condotta dalla Stazione Forestale di Pula la notte scorsa. Durante un servizio di perlustrazione nel Parco Regionale di Gutturu Mannu, in un’area ricadente nel territorio comunale di Sarroch, una pattuglia della Stazione forestale di Pula ha intercettato due persone armate che si apprestavano ad esercitare la caccia clandestina. All'intimazione dell’alt, i due uomini si davano alla fuga; uno dei due veniva subito raggiunto dai Forestali che provvedevano a sequestrargli un’arma perfettamente funzionante ma senza alcun segno identificativo. L'altro indagato, ancorché riconosciuto, faceva perdere le sue tracce liberandosi dell'arma che però è stata recuperata dal personale del Corpo Forestale insieme a un involucro contenente le munizioni. Dalle verifiche tecniche le armi, anche se del tutto simili alle normali armi da caccia in commercio, sono risultate essere clandestine in quanto costruite artigianalmente. A seguito della perquisizione nell'abitazione degli indagati, gli inquirenti hanno scoperto, in un congelatore, della carne di cinghiale acquisendo le prove della sua illecita provenienza. Il tutto, armi munizioni e selvaggina, veniva sottoposto a sequestro e i due, S. G. di 63 anni e M. G. di 82, entrambi di Sarroch, pluripregiudicati per reati venatori e in materia di armi, sono stati denunciati a piede libero e rischiano una pena sino a 12 anni di reclusione per fabbricazione, porto e detenzione di armi clandestine oltre che per illecita cattura di selvaggina nel Parco di Gutturu Mannu. L'operazione si inquadra nella attività del Corpo Forestale nelle aree dei parchi, a tutela della legalità e della biodiversità. ...
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