Gonnosfanadiga, l'istruttore cinofilo Adriano Pasqualetti terrà uno stage teorico - pratico a L'Oasi di Derek
"Nel week end del 29 e 30 maggio, al Centro Cinofilo L'Oasi di Derek, in località Salaponi a Gonnosfanadiga, sarà ospite l'Istruttore Cinofilo Adriano Pasqualetti per uno stage teorico - pratico. Per chi è del settore sono note le doti, la professionalità ma anche l'empatia del cinofilo toscano. Esperto sul comportamento predatorio del cane con un approccio più consapevole e più incentrato sulle emozioni, guiderà i partecipanti nella comprensione di questi comportamenti che spesso vengono fraintesi e/o inibiti. Un'occasione per tutti gli "addetti del settore" (che dà diritto a 2 crediti formativi Opes Cinofilia) ma rivolto a chiunque: volontari, proprietari o semplici appassionati che vogliono approfondire le loro conoscenze. Finalmente, dopo un anno e mezzo riparte la cinofilia sul "campo" a L'Oasi di Derek, dopo un fermo dovuto all'emergenza sanitaria. Un evento imperdibile! Per informazioni potete contattare L'Oasi di Derek al 329 5339692 oppure mandare una mail a Loasididerekasd@gmail.com" ...
Leggi di piùSan Gavino, Museo Due Fonderie: un frammento di storia industriale in una zona a vocazione agro-pastorale
di Maurizio Onidi __________________________ Dopo lo sciopero di Montevecchio del 1961 con l’occupazione dei pozzi durata 17 giorni, raccontato nell’edizione n. 7 del 1 aprile, le pagine della Gazzetta del Medio Campidano nel numero successivo uscito il 15 aprile hanno ospitato con molto piacere “Le scoperte di una viaggiatrice lombarda” a cura di Graziella Falaguasta, giornalista e consulente di comunicazione che racconta di un gemellaggio virtuale tra due ex centri industriali come Sesto San Giovanni e San Gavino Monreale con la sua fonderia. La definitiva chiusura della miniera di Montevecchio, decretata nel 1991, ha certamente ridimensionato anche le attività connesse alla fonderia che attualmente opera con minerali proveniente dall’impianto metallurgico di Portovesme. Il binomio Montevecchio-San Gavino, sciolto come neve al sole ha generato nei sangavinesi il desiderio di mantenere viva la memoria di quel periodo e di quelle due fumanti ciminiere che per la loro altezza erano ben visibili in tutto il Campidano e che per decenni hanno caratterizzato l’identità di questo importante centro. Nasce così il Museo Due Fonderie fortemente voluto dall’amministrazione comunale e proprio le due ciminiere ne rappresentano il logo. [caption id="attachment_86125" align="alignleft" width="597"] Stefano Mainas, Aldo Pusceddu e Walter Piras[/caption] Il progetto ha potuto realizzarsi anche con il contributo indispensabile di un gruppo di esperti e di Stefano Mainas: «Grazie all’impegno, di Aldo Pusceddu, geologo, importante punto di riferimento per il lavoro di recupero delle testimonianze storiche», racconta, «di Walter Piras, responsabile marketing del progetto (Expert Group) e delle antropologhe culturali Claudia Fenu e Maura Murru, responsabili del progetto di ricerca scientifica e documentale. Una citazione doverosa va anche a Giuseppe Aru, attuale proprietario dell'area in cui sorgeva la fonderia del Mandel, nei pressi della quale alcune scorie della vecchia fonderia sono state da me raccolte ed esposte in una teca del Museo». [caption id="attachment_86127" align="alignleft" width="595"] Gruppo di lavoro[/caption] Il Museo e Centro di Documentazione Due Fonderie, ubicato al n. 2 di via Montevecchio a San Gavino Monreale, ha sede nel caseggiato che ospitava gli ex magazzini della ferrovia privata Montevecchio (Sciria) - San Gavino Monreale, realizzata dalla Società Mineraria Montevecchio, con l’intento di ridurre gli onerosi costi di trasporto del minerale estratto nelle sue miniere dell’Arburese-Guspinese, fino alla stazione delle Ferrovie Reali Sarde (in esercizio dal 1871) e da qui al capoluogo sardo per essere poi imbarcato e trasferito verso i centri di lavorazione del nord Italia e all’estero. La ferrovia privata a scartamento ridotto, lungo la quale si trovavano sette case cantoniere, inaugurata nel 1876 con una spesa di 1.500.000 mila lire dell’epoca, si sviluppava per 18,200 km con il servizio assicur ...
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