San Gavino, nuova vita per la zona artigianale con un finanziamento di 362mila euro

di Gian Luigi Pittau ______________________   Riqualificare la zona artigianale del paese per incentivare i piccoli imprenditori che già operano da anni e favorire l’insediamento di nuove attività. È questa la finalità del finanziamento regionale di 362mila euro inserito dall’amministrazione nel documento unico di programmazione e approvato nell’ultimo consiglio comunale. [caption id="attachment_85840" align="alignleft" width="297"] San Gavino, zona artigianale[/caption] Lo rimarca il vicesindaco Nicola Ennas: «Queste somme ci daranno la possibilità di dare delle risposte a situazioni che devono essere migliorate. In particolare una parte degli investimenti saranno destinati alla sistemazione dell’illuminazione pubblica che ora non permette la sicurezza di chi frequenta questa zona del paese. Inoltre sarà ideato un sistema di videosorveglianza con il posizionamento di alcune telecamere che saranno in grado di leggere gli accessi e le targhe delle auto». Una soluzione che permetterà di controllare anche di chi conferisce i rifiuti in maniera irregolare all’ecocentro comunale che si trova sempre nella zona artigianale. Inoltre ci sarà il miglioramento anche della rete Internet e la sistemazione del verde: «Ci sarà anche la ristrutturazione della linea telefonica, - aggiunge Nicola Ennas - il rifacimento dei marciapiedi, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la messa in sicurezza dei ponticelli presenti. La nostra area Pip (piano degli insediamenti produttivi) prevede 40 lotti, di questi 22 sono stati già assegnati, 10 sono in attesa di assegnazione, tre sono del Comune mentre cinque sono disponibili per le richieste. All’ingresso della zona artigianale sarà creata anche un’area giochi e ci sarà la piantumazione di nuovi alberi». ...

Cia Sardegna: “Consumare prodotti agricoli sardi per aiutare aziende  e agriturismi condannati dalla “zona arancione””

Il permanere della Sardegna tra le regioni classificate in zona arancione suona come una condanna per tutto il comparto agricolo isolano. Gli agriturismi, in particolare, sono stati costretti a sopportare mesi di fermo totale con perdite che hanno toccato picchi dell’80% dall'inizio della pandemia. Per risollevare non solo il comparto agricolo, ma tutto il sistema economico isolano, la Confederazione Agricoltori Italiani Sardegna lancia due appelli. Uno rivolto alle autorità politiche e sanitarie: «È più che mai indispensabile lavorare per uscire dallo stato di precarietà sanitaria che stiamo vivendo, rafforzando, potenziando e intensificando la campagna vaccinale in corso e uscendo quindi dallo stato di incertezza sociale ed economica che ci attanaglia». L'altro invito è indirizzato ai mercati e alle istituzioni, tout court: «I prodotti agricoli sardi sono garanzia di qualità e la loro diffusione e il loro consumo possono essere la chiave per tenere in piedi l'economia isolana e innescare il rilancio post pandemia», sostiene il direttore regionale della Cia Sardegna, Alessandro Vacca. «L'economia della Sardegna, da un'agricoltura adeguatamente sostenuta e innovata, potrebbe trarre grande vantaggio se rafforzata con una politica regionale e nazionale attenta al settore e al suo sviluppo». L'agricoltura sarda rappresenta un mezzo indispensabile per dare vigore alla nostra economia e sostenere i livelli occupazionali della nostra regione, è inoltre lo strumento migliore per contrastare lo spopolamento dei territori e garantire il fondamentale presidio e la cura delle nostre aree interne. Non a caso, anche in periodo di pandemia, il settore agricolo ha dato grande apporto per mitigare il crollo del Prodotto Interno Lordo e per approvvigionare di alimenti, sani e genuini, le famiglie sarde e italiane. «È quindi di importanza vitale rinsaldare il legame sociale tra i sardi e i loro agricoltori, acquistando, promuovendo e diffondendo, anche in funzione della stagione estiva e dei probabili flussi turistici, il consumo dei prodotti nati e cresciuti nella nostra terra, sostenendo così le aziende isolane e diffondendo salubrità e salute nella popolazione». ...

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