"Io, Chiara e la Luna": tra romanzo e fumetto grazie a Jean Claudio Vinci
di Giacomo Pitzalis _____________________________________ “Io, Chiara e la luna” è un libro per ragazzi scritto da Daniele Nicastro (Einaudi Ragazzi, Mondadori) e illustrato da Jean Claudio Vinci, per Paoline Editoriale Libri. Racconta di Lorenzo, ragazzo di 13 anni, e della sua storia d’amicizia con Chiara, affetta da Xeroderma Pigmentosum, una malattia della pelle che la rende fotosensibile, causando gravi ustioni e neoplasie in caso di esposizione alla luce solare. Questa situazione non le permette di recarsi a scuola o stringere quei rapporti d’amicizia “normali” per la sua età, obbligandola alla reclusione domestica, Daniele Nicastro descrive una storia che riesce a toccare, con delicatezza, più tematiche anche molto eterogenee tra loro. A impreziosire ulteriormente il libro ci sono i disegni di Jean Claudio Vinci, matita “presa in prestito” dal mondo del fumetto, che riversa sul progetto il suo talento e il bagaglio d’esperienze maturato tra editori nazionali e internazionali (Disney Pixar, Einaudi Ragazzi). “Io, Chiara e la luna”, infatti, non si limita a essere un libro illustrato, ma vanta una particolarità: il volume fa parte della collana Il Parco delle Storie, in cui la narrazione è accompagnata da vere e proprie tavole a fumetti. «Per il lavoro su “Io, Chiara e la Luna” - dice Jean Claudio - ho individuato le scene che meritavano di essere riprese in una tavola. Sapevo di doverne realizzare otto, perciò ho presentato un ventaglio di proposte a Daniele e, insieme, abbiamo scremato sino a trovarle. Ricevuto l’ok dalla redazione, ho scritto una sceneggiatura utilizzando i dialoghi del libro con alcuni accorgimenti. Poi sono partito con i disegni». Un lavoro, quello di Jean Claudio, che ha valorizzato alcuni punti del libro, aumentandone il pathos grazie alle tavole realizzate. «Sicuramente ho voluto dare un accento ad alcune scene in particolare. Daniele è bravissimo a scrivere e far vivere le emozioni dei protagonisti ma, a volte, vederli muovere “davvero” può aggiungere quel tocco di concretezza alla scena». Un’operazione eseguita sulle corde delle emozioni, che passa anche dalle fasi preliminari al disegno vero e proprio, come la costruzione dei personaggi. «Tengo particolarmente al charater design. Per prima cosa chiedo all'autore una loro descrizione dal punto di vista psicologico ed emotivo. Voglio che le personalità emergano anche solo da una pettinatura o dallo stile d'abbigliamento. Chiara è andata bene al primo tentativo: quei suoi capelli calati in viso sono sinonimo della situazione di chiusura che vive, mentre il modo di vestire eccentrico, disordinato e colorato è il riflesso della sua allegria “nascosta”. Per Lorenzo ci sono stati diversi tentativi sino alla versione che poi si vede in copertina». “Io, Chiara e la luna” è un romanzo importante che, oltre i messaggi di cui si fa portavoce, utilizza in modo sapiente la sinergia tra media diversi per comunicarli. E ...
Leggi di piùSport e Pandemia, ne parliamo con il ciclista Paolo Massenti
di Fabiola Corona _____________________ L’avvento della pandemia ha cambiato tanti aspetti della vita di ciascuno di noi, e il praticare sport è certamente uno di questi. Ci sembrano tempi lontani quelli in cui si poteva organizzare una partita di calcetto con gli amici, andare in palestra dopo il lavoro o accompagnare i propri figli alla partita di pallavolo la domenica. È già passato un anno, eppure il 2020 sembra non finire mai. La categoria degli sportivi è certamente una delle più colpite dalle restrizioni messe in atto per circoscrivere la diffusione del Covid: niente assembramenti né sport amatoriale, chiuse le palestre. Come sempre, però, il mondo dello sport non si è arreso davanti alle difficoltà, e ancora una volta è stato un buon esempio per tutti, tanto che il motto “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare” si è dimostrato di questi tempi più vero che mai. Serviva reinventarsi, reinventare il modo di praticare sport, e proprio a questo reinventarsi abbiamo assistito in questi mesi. Sono tanti i video spopolati sul web, le ricerche su come poter praticare sport in casa. Dagli atleti di fama mondiale, a quelli di fama locale, tutti hanno dato il proprio contributo, il proprio esempio per lanciare un messaggio forte e chiaro: “l’amore per lo sport è più forte della pandemia”. Non è stato da meno il ciclista Paolo Massenti, più volte finito sulle pagine dei giornali per le sue pedalate estreme, il quale ha reinventato il modo di fare gli Everesting e lo ha fatto dal suo salotto di casa: “Lo sport è un ottimo strumento per ovviare alle problematiche del Covid. Io ho trovato la giusta ispirazione per formarmi anche in questo periodo così difficile, ho realizzato un sistema per allenarmi e non buttare al vento i sacrifici fatti sino a qui. Questa situazione ha creato del dispiacere a chi ama lo sport, ma anche a coloro che sono titolari di piccole attività e che di sport vivono, perché lo sport è un grande strumento di crescita sia mentale sia fisica. Si può imparare da ciò che stiamo vivendo, da ciò che succede nel mondo, non bisogna mai abbattersi e anzi bisogna trovare in se stessi le proprie qualità psicofisiche e andare avanti focalizzandosi su queste. Io credo che anche i social possano essere d’aiuto in un momento come questo, perché se usati bene possono risultare una grande risorsa: utilizziamoli per acquisire gli strumenti che ci permettano di continuare a praticare sport”. Queste le parole di Paolo Massenti, che ha iniziato anche il 2021 all’insegna dello sport: solo nel mese di gennaio ha già conquistato il suo undicesimo Everesting (215km in 15 ore e 47 minuti per una salita di 9 mila metri) e il quarto posto di categoria, nonché decimo assoluto, lo scorso 31 gennaio nel “Trofeo Ottolini. 3^ prova Gran Prix Efisio Melis - Threeface” a Donori. ...
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