San Gavino, la chiesa e il convento di Santa Lucia

di Lorenzo Argiolas _____________________ I bizantini arrivarono in Sardegna nel 533 dopo Cristo. Furono proprio i monaci bizantini, fedeli all’ordine di San Basilio, ad arrivare nei pressi dell’allora villaggio di Nuratzeddu ed aver abitato per primi un monastero la cui effettiva edificazione si fa risalire al IX secolo. La presenza dei basiliani nell’allora monastero è testimoniata dal ritrovamento di due lapidi. Alla stessa tradizione religiosa fanno pensare i santi che, negli antichi documenti, risultano essere stati venerati nel convento: San Michele, San Raffaele Arcangelo, San Gabriele. E con molta probabilità furono sempre i basiliani a introdurre la coltivazione dello zafferano che tutt’ora rappresenta un tratto distintivo del paese. [caption id="attachment_81898" align="aligncenter" width="706"] Convento santa Lucia (foto 1940)[/caption] A seguito dello scisma tra la chiesa cristiana d’oriente e quella d’occidente, avvenuto nel 1054, i monaci basiliani abbandonarono il monastero e furono sostituiti dai monaci benedettini. I benedettini vi rimasero fino al 1580, anno in cui consegnarono il convento e la chiesa annessa, dedicata a Santa Lucia, ai padri francescani. Questi vi rimasero fino al 1867 (in seguito alla legge di soppressione che trasferiva i beni religiosi al demanio) per poi tornare nel 1937 in seguito ad una petizione. La piccola chiesa di Santa Lucia fu edificata intorno al XIII secolo, ampliata poi nel ‘700. Peculiarità del convento è il chiostro. Nel cortile interno del convento, infatti, c’è un chiostro formato da cinque archi in pietra arenaria, che richiama chiaramente lo stile basiliano. Al piano terra c’erano le stanze per i servizi e il refettorio e al centro del quadrato interno del chiostro il pozzo per l’acqua. Il refettorio, con la parte nord-est del chiostro, pare che sia il braccio più antico del convento. [caption id="attachment_81900" align="aligncenter" width="750"] Il cortile del convento[/caption] La presenza e l’operosità dell’ordine francescano a San Gavino Monreale sono state senza dubbio significative. Ebbero un ruolo importante nella diffusione della cultura in ambito popolare: i giovani potevano apprendere in convento i primi rudimenti del leggere e dello scrivere, mentre gli adulti seguivano lezioni di tecnica agricola. Queste attività didattiche si protrassero fino a quando, nel 1825, fu istituita a San Gavino la prima scuola normale, affidata anch’essa ad un insegnante francescano ed ospitata in un primo tempo nei locali del convento. Negli anni 1937-1940, con il ritorno dei Francescani al convento, non era raro sentire tanti anziani raccontare di una stanzetta nella portineria dove avevano visto più volte un frate distribuire il pane. L’ultimo esodo dei Francescani è datato 2006, da allora non vi hanno fatto più ritorno. ...

Fondo di garanzia: in Sardegna arrivati due miliardi di finanziamenti statali

Sull’Isola arrivati 2 miliardi di finanziamenti statali anti-covid per quasi 40mila imprese. Il 74% ha fatto domanda per importi inferiore a 30mila euro. Matzutzi e Serra (Confartigianato Sardegna): “Necessari ulteriori strumenti di sostegno per ripartenza e per incrementare il livello di competitività imprenditoriale”. Quasi 4 imprese sarde su 10 hanno usufruito del sostegno del Fondo di Garanzia dello Stato, messo in campo dal Governo per contrastare la crisi della pandemia. In circa 10 mesi, dal 17 marzo 2020 al 31 gennaio 2021, le attività produttive della Sardegna hanno presentato 39.127 domande di credito al Fondo di Garanzia, a seguito dei provvedimenti introdotti dai DL “Cura Italia” e “Liquidità” contro la crisi Covid19, per un ammontare di quasi 1miliardo e 937milioni di euro. 29.151 domande, pari al 74,9%, sono pervenute per operazioni fino ai 30mila euro (ex 25mila) a garanzia 100% dello Stato, per un totale di 552milioni e 240mila euro. Sono questi i dati che provengono dal monitoraggio che l’Ufficio Studi Confartigianato Imprese Sardegna ha avviato sui dati del Fondo di Garanzia, che in Italia ha messo a disposizione oltre 134miliardi di euro. La Sardegna, con le sue oltre 39mila domande (su un totale di 105mila imprese operanti in ogni comparto), si attesta in 13esima posizione, mentre la regione che ha presentato il maggior numero di richieste è la Lombardia (290.850), segue, a distanza, il Lazio (177.827). La media della richiesta nell’Isola è di 49.669 euro, contro una quota nazionale di quasi 80mila euro. Per le richieste fino a 30mila, l’importo medio delle domande è di circa 18.875 euro, in linea con la media nazionale. A livello provinciale, per ciò che riguarda il totale delle domande, in testa il Nord Sardegna (Sassari-Gallura), con 13.875 richieste per un ammontare di oltre 683milioni di euro e una media di 49mila euro a impresa. Segue Cagliari con 11.155 domande, un ammontare di 603milioni di euro e una media a di 54mila euro. Per le domande che non vanno sopra i 30mila euro, in testa sempre il Nord Sardegna con oltre 10mila domande per 192milioni di euro e quasi 19mila euro di media. Segue Cagliari con quasi 8mila domande per un ammontare di 154milioni di euro e una media di 19mila euro richiesti. “I quasi 2 miliardi erogati alle imprese sarde dimostrano come siano stati messi in campo strumenti di portata straordinaria per consentire l’accesso ai finanziamenti a sostegno della liquidità delle imprese – commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – se poi teniamo conto che ben 4 realtà su 10 hanno potuto fruire di questo sostegno, risulta evidente come il tessuto imprenditoriale necessiti di credito anche per investire e crescere”. “Dobbiamo però essere consapevoli come questa situazione comporti un innalzamento dell’esposizione debitoria – continuano Matzutzi e Serra - che potrebbe portare, in taluni casi, alla sa ...

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