Integrazione immigrati più difficile con il decreto “sicurezza”
Un duro colpo al sistema dell’integrazione. Il decreto “Sicurezza” varato dal Governo mette a rischio l’attività degli Sprar attivi in Sardegna e si ripercuote pesantemente su una rete di accoglienza equilibrata e diffusa nel territorio su cui tanto in questi anni si è lavorato. «Siamo molto preoccupati per la concreta operatività di progetti che si sono rivelati molto utili ai fini dell’inclusione dei richiedenti asilo e dei titolari della protezione internazionale nel tessuto sociale». Così l’assessore regione degli Affari Generali Filippo Spanu nell’incontro con presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana assieme con i sindaci e i rappresentanti delle associazioni che stanno attuando progetti Sprar. «Il sistema degli Sprar è il più adatto alle caratteristiche della nostra terra», sottolinea il presidente dell’Anci Deiana. L’assessore Spanu ha poi assicurato come la Regione non lascerà soli gli enti locali in questa fase di incertezza: «abbiamo già coinvolto la Conferenza delle Regioni e riteniamo indispensabile un’azione comune, che coinvolga tutte le forze politiche interessate, finalizzata alla modifica del decreto. Dobbiamo respingere l’idea», sottolinea ancora Spanu, «che solo i titolari di protezione internazionale possano essere accolti negli Sprar perché si tratta di un’ipotesi che determinerebbe gravi squilibri nell’intero sistema dell’accoglienza». Sostanzialmente l’abrogazione del permesso di soggiorno “umanitario” per i richiedenti asilo se non accompagnata da idonee misure compensative è in grado di comportare, anche in Sardegna, gravi conseguenze sia sul piano della tutela di soggetti particolarmente vulnerabili, sia su quello dello stesso ordine pubblico. Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati in Italia (Sprar) garantisce infatti interventi di “accoglienza integrata” dei richiedenti asilo e dei rifugiati attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Lo Sprar è costituito dalla rete degli Enti locali che, di concerto con la realtà del terzo settore, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la realizzazione dei progetti di accoglienza. Nel 2001 il Ministero dell’Interno Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) hanno siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di un “Programma nazionale asilo” (Pna). Nasceva, così, il primo sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed enti locali. In Sardegna sono operativi 17 Sprar che ospitano attualmente 283 persone. ...
Leggi di piùI volontari sardi il 30 novembre dal Papa in udienza
Oltre cinquecento volontari sardi il prossimo 30 novembre vengono ricevuti in Vaticano in udienza speciale da Papa Francesco. Il Pontefice ha infatti accolto la richiesta del Centro di Servizio per il volontariato Sardegna Solidale impegnata a sua volta a festeggiare i suoi primi vent’anni di attività. I particolari della macchina organizzativa che porterà i 500 volontari a Roma verranno spiegati a Cagliari venerdì 23 alle 10.30 presso la sede della Facoltà Teologica in via Sanjust presenti l’Arcivescovo di Cagliari e il presidente della Conferenza Episcopale Sarda monsignor Arrigo Miglio, il preside della Pontifica Facoltà Teologica della Sardegna Padre Francesco Maceri, il presidente di Sardegna Solidale Giampiero Farru, il presidente del comitato promotore di Sardegna Solidale don Angelo Pittau, padre Salvatore Morittu, e il presidente del Co.Ge Sardegna Bruno Loviselli. ...
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