Matrimonio reale: i vip rubano la scena agli sposi

Il matrimonio dell’anno di Harry d’Inghilterra e Meghan Markle continua ad animare i dibattiti nei social. Chi lo avrebbe mai detto che i grandi vip sarebbero riusciti a strappare un po’ l’attenzione dai protagonisti pronti al fatidico sì? Incantevole Kate Middleton,la moglie di William, il primogenito  del principe Carlo. Come sempre, Kate la mamma stupenda,  spicca per la sua bellezza che non ha bisogno di abiti sempre nuovi e originali per essere valorizzata. Per lei un abito panna che, come emerge dai rumors, sarebbe riciclato dal battesimo della secondogenita Charlotte.  Amal e George Clooney sono arrivati ieri sorridenti nella cappella di St. George. L’abbagliante Amal con il suo corpo sinuoso avvolto da uno spiccante abito stretto  giallo senape. Il brizzolato sex simbol hollywodiano in completo grigio chiaro e  il solito sguardo che scioglie come neve al sole le sue fans. Ma  poi un tuffo al cuore per le donne invitate e ancor più per le internaute di tante nazioni incollate a tv e pc, lo ha regalato il sempreverde David Beckham. [caption id="attachment_19087" align="alignnone" width="447"] David Beckham[/caption] Poche si sono soffermate sui dettagli del completo classico senza tempo con giacca grigio fumè  e corpetto grigio chiaro, camicia bianca esaltata dalla classica cravatta scura:  a  catalizzare il pubblico femminile c’erano la barba ordinata, i capelli corti, i tatuaggi, lo sguardo sexy e il sorriso ammaliante. Senza dubbio,a giudizio dei followers, l'ex calciatore è stato il più ammirato della giornata. Al suo fianco la moglie Victoria. L'ex Spice Girl , oggi stilista affermata con look elegante impeccabile scuro,total blu navy , accentuato da una seducente cappello a veletta portata a metà viso e ravvivato da eccentriche décolleté rosse. Ha diviso il pubblico sulla scelta di colori così scuri ma alla fine ha vinto con il suo incontestabile buongusto. La sposa, invece, con un abito semplice e una coroncina luccicante in testa  da cui parte il lunghissimo velo, ha vestito i panni della principessa delle favole davanti ad un principe emozionato, felice e tenero. Ancor più che mai, Harry, in quel momento, a tanti ha fatto ricordare la madre Diana, ancora nel cuore degli inglesi. La neosposa poi al ricevimento ha voluto onorarne la memoria  indossando un anello appartenuto proprio a Lady Diana. Stefania Pusceddu ...

I moralisti della domenica

Come è successo alla Boldrini anche su Diliberto, dopo la recente intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, si è scatenata una campagna di insulti. I protagonisti di questa campagna sono i soliti qualunquisti, i presunti “liberali” e i falsi democratici. Si può essere in disaccordo con le idee di una Liberaldemocratica come la Boldrini o come quelle Comuniste di Diliberto, ma se si hanno le capacità, si contesti il contenuto delle loro idee. Gli insulti dimostrano il contrario: povertà intellettuale e meschinità etica. Guarda caso, questi moralisti della domenica, attaccano sempre politici che non hanno rubato, che sono sempre vissuti della loro professione e che, come il caso di Diliberto ha lasciato la politica attiva per ritornare alla propria professione di insegnante. Forse, sono, per questi venditori di menzogne, un esempio tangibile che è possibile fare politica in modo onesto e sano. Un esempio che probabilmente non corrisponde ai canoni etici di chi li critica.  Nell'intervista rilasciata al “Corriere della Sera” Diliberto sostiene di essere diventato comunista nell’autunno del 1969. L’anno prima, io uscivo dal PCI. Allora, non ebbi modo incontrarlo nella Federazione Giovanile Comunista cagliaritana, di cui ero stato dirigente. Ebbi modo di rapportarmi con lui all’inizio degli anni ottanta, mi ero riscritto al PCI. Ricordo che, in quel periodo, Diliberto era responsabile culturale del Pci regionale ed io seguivo, per il CRAL aziendale, le attività ricreative e culturali. Come compagni impegnati in quel settore partecipammo a Roma, nella sede nazionale del Pci, via delle Botteghe Oscure, ad una riunione sulle attività culturali dei circoli ricreativi. Dopo la riunione decidemmo di consumare un panino al bar, andammo nella libreria Rinascita e in altre, alla ricerca di libri. Ho continuato a seguire Diliberto come segretario nazionale dei Comunisti Italiani e come Ministro della Giustizia, non era presuntuoso come qualcuno sostiene ma un uomo che dialogava volentieri con tutti. Come lui stesso sostiene, era sobrio in tutto. Conservo un ottimo ricordo e mi sembrano ingiuste le critiche che gli vengono rivolte. Certo i comunisti come Diliberto sono una minoranza e lo saranno per lungo tempo nella storia. Il loro disegno è ambizioso: costruire una società che realizzi, come sosteneva Marx: “Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”. Certo questo processo è lungo. I teorici e i dirigenti più ottimisti parlano di duecento o trecento anni. Se la rivoluzione liberale iniziata oltre duecento anni fa, e, non si è ancora conclusa, cammina a zig zag e a volte all’indietro, figuriamoci il comunismo. L’anelito rivoluzionario: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza è spesso rimasto solo un’aspirazione.  I comunisti, nel mondo, hanno raccolto questo vessillo che i borghesi avevano abbandonato, hanno tentato di issarlo là dove avevano conquistato il potere. Hanno fallito nei cosid ...

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