Istituto Comprensivo: concerto "Una Miniera di Note"
Si è concluso in crescendo l’anno scolastico per i giovani musicisti dell’indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo Fermi+Da Vinci che venerdi 9 giugno si sono esibiti al teatro Murgia nel concerto denominato “Una Miniera di Note”. La serata si è aperta con l’orchestra di I C che ha eseguito il repertorio del progetto “Musica per Danzare”, conclusosi alla fine di maggio che ha coinvolto anche gli alunni delle quinte della scuola primaria di Guspini che l'anno prossimo frequenteranno l'indirizzo musicale. Il progetto ha visto impegnati da un lato gli insegnanti di strumento della classe I C nella preparazione dell'orchestra sui brani per danza, dall'altro i formatori della cooperativa sociale Cemea della Sardegna (per i quali la danza popolare rappresenta un importante elemento educativo), che hanno condotto il laboratorio di danze collettive del mondo per i bambini delle classi quinte. Si è trattato di una felice collaborazione che ha portato alla sperimentazione di danze popolari macedoni, rumene, serbe e israeliane realizzate da bambini ed accompagnate dal vivo dall'orchestra degli alunni della 1 C. Una prima sperimentazione caratterizzata dalla commistione di musica e danza, in cui la musica dal vivo ispira il movimento ed allo stesso tempo accompagna la danza. L'orchestra ha suonato, non solo per essere ascoltata, ma anche per ispirare e accompagnare i bambini che con i loro passi danzanti hanno reso visibili quelle melodie. Un progetto che vuole favorire la continuità dalla scuola primaria a quella secondaria, che vuole educare al fare musica a partire dal ritmo e dal movimento, che vuole trasmettere una delle tante possibilità artistiche ed educative del fare musica, intesa anche come dialogo, condivisione, coinvolgimento. La seconda parte della serata ha visto le ensemble della I C e della II C/D eseguire un repertorio molto variegato, deliziando il pubblico con melodie tra le più celebri del repertorio classico e moderno, arrangiati appositamente dai docenti dell’indirizzo musicale. Il concerto si è concluso con l’orchestra della II C/D che ha eseguito il “Preludio” e l’aria “Questa o Quella” interpretata dal tenore Luigi Masala entrambi tratti dall’opera “Rigoletto” di Giuseppe Verdi. Da segnalare anche l’esibizione degli allievi della classe di Corno all’auditorium del Conservatorio di Cagliari nell’ambito dello spettacolo “Racconti in Musica”, un’esperienza importante per i giovani strumentisti, che hanno potuto vivere l’emozione di far parte di una vera orchestra composta da musicisti professionisti (i docenti di Corno di altre scuole ad Indirizzo Musicale, I docenti del conservatorio, i cornisti del teatro lirico di Cagliari), ma anche da altri giovani cornisti provenienti da tutta la Sardegna. Alessandro Cuccu ...
Leggi di piùLe mandorle, il miele e il torrone di Guspini
Il torrone mandorlato di Guspini ha origini antiche e varianti locali che ne fanno un prodotto di eccellenza. Dolce dal gusto intenso, frutto della commistione di cultura e tradizioni culinarie, si presenta oggi nella varietà di aromi e ingredienti che lo legano indissolubilmente ai luoghi di produzione. La ricetta originaria, che si differenzia da quella degli altri paesi della Sardegna per l'utilizzo esclusivo delle mandorle, è una vera prelibatezza e si caratterizza per la consistenza friabile derivata dal miele locale che conferisce al prodotto, nelle sue caratteristiche e aromi differenti, tipicità e originalità. Nel tempo a Guspini ci sono state intere famiglie che si sono dedicate alla sua produzione. Da documenti locali, relativi al commercio, risulta che sin dai primi anni dell’800 esistevano interi nuclei familiari dediti alla sua produzione artigianale e vendita. L’attività spesso s’intrecciava con il commercio del miele e delle mandorle ed era praticata con occupazione lavorativa fissa. Diverse le teorie sulla specificità del dolce, rinomato per la ricchezza degli ingredienti, che confermano la sua peculiarità, dal sapore avvolgente, tale da distinguerlo dagli altri prodotti simili. Secondo una prima ipotesi il torrone pur avendo una origine araba ebbe una diffusione significante in Sardegna con i mercati popolari spagnoli con i nomi “giuggiulena o cubbàita”, entrambi di origine araba. Secondo altre testimonianze la produzione del torrone e la lavorazione dell’argilla sarebbe stata “un consiglio costante” durante le prediche del rettore Giovanni Antonio Carta quando amministrava la parrocchia di San Nicolò. Il torrone di Guspini compare anche negli scritti dell’Angius, insieme con la ricca tradizione enogastronomica. Un fattore che lo distingue dalle altre produzioni regionali è il miele, che in Sardegna è conosciuto per le straordinarie qualità, per il sapore unico e per i profumi intensi e variegati, dal millefiori al corbezzolo, passando per l’acacia e l’eucaliptus. Il processo produttivo è ancora per certi aspetti legato alla tradizione, la quale prevede che il miele venga sciolto a fuoco lento all'interno di un paiolo di rame, chiamato "su caddargiu", collocato su un fornello costruito in mattoni, detto "forredda". Al miele si aggiungono gli albumi montati a neve fino al termine della cottura che dura complessivamente circa quattro ore e che si conclude con l’aggiunta delle mandorle tostate e pelate, o le noci. Il composto così ottenuto viene messo in apposite cassette, ricoperte con la carta oleata, e lasciato raffreddare, per poi essere tagliato e servito. La genuinità degli ingredienti e la ricchezza dei sapori rendono il torrone sardo una specialità che da tempo ha varcato i confini regionali conquistando i mercati nazionali ed esteri. Negli anni la produzione artigianale ha lasciato spazio alla lavorazione industriale, che ha portato alla diffusione su larga scala e a una più am ...
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