Scelta del pediatra negata, mamme in rivolta

Disagi per la scelta del pediatra per le neomamme del Medio Campidano ed in particolare per quelle di Sardara e Pabillonis.  Al momento i medici specializzati disponibili nel distretto di Guspini sono solo due e le mamme rivendicano la libertà di scelta. LETTERA ALLA ASL «Questa possibilità - spiegano le mamme di Sardara -viene negata al poliambulatorio di via Nurazzeddu di San Gavino Monreale. Abbiamo scritto una lettera con richiesta di chiarimenti al direttore della Asl 6 e al dotto Maurizio Locci. Abbiamo i nostri figli iscritti col pediatra Mario Moi. Purtroppo è da un po’ di tempo che i nuovi nascituri incontrano difficoltà nell’accettazione alla Asl circa l’iscrizione dei loro piccoli con il dottor Moi. Non ci viene data una motivazione valida se non che il dottor Moi ha raggiunto il numero massimo di iscritti, motivazione a nostro parere priva di senso». LE PROTESTE I disagi si fanno sentire soprattutto per le mamme di Pabillonis e Sardara che vorrebbero scegliere uno dei due pediatri che garantisce le visite nei due paesi. Questo problema pare non si verifichi nel poliambulatorio di Guspini dove alle mamme è permessa la scelta libera del pediatra, cosa che non sarebbe concessa a San Gavino Monreale. Non sono chiari i motivi del trattamento differente nei due poliambulatori del distretto di Guspini della Asl 6. MAMME SENZA AUTO Con la petizione scritta di protesta che arriverà ai vertici della Asl si spera che venga fatta luce sul problema. Molte mamme, senza auto, non si possono spostare in un altro paese per andare dal pediatra: «Chiediamo ai dirigenti della Asl - continuano le mamme - di mettersi nei panni delle neomamme (alcune non automunite) che troverebbero grosse difficoltà nello spostarsi in atri paesi anche solo per una visita di routine o semplicemente in situazioni in cui i piccoli necessitano di un semplice controllo pediatrico, essendo quest’ultimo un diritto di ogni bambino». I DIRITTI DEI BIMBI «Risulta impensabile se non ridicolo avere la disponibilità di un medico a Sardara e viaggiare con i piccoli fuori paese. Disponibilità che ancora ci viene offerta dal dottor Moi, nonostante la pesante situazione creatasi, con il rischio che quest’ultimo possa decidere anche di abbandonare il posto», rimarcano le mamme, . «Non vogliamo e non possiamo permettere che la cattiva gestione degli affari pubblici tocchi i diritti incontestabili di questi piccoli bambini.  Faremo tutto ciò che è in nostro potere per risolvere la questione. Confidiamo nella disponibilità della Asl 6 per cercare di risolvere il problema essendo questa una ridicola e grave situazione di disagio». Gian Luigi Pittau ...

È nata l'associazione "Familiari vittime degli incidenti stradali"

Aiutare chi è stato coinvolto direttamente o meno  in incidenti stradali a ottenere giustizia in sede penale e civile: è questo l’obiettivo dell’associazione “Familiari Vittime degli Incidenti Stradali”, nata per iniziativa della sua giovane presidente Veronica Olla. «Ho perso mia madre in un incidente stradale e ho dovuto lottare per ottenere la condanna dei responsabili del sinistro. L’associazione è una componente importante della mia vita perché lo devo a lei e al mio prossimo: l’esperienza mi ha fatto prendere coscienza della necessità di offrire un serio sostegno legale e psicologico ai familiari, che spesso rischiano di subire, oltre al danno derivante dall’incidente stradale, anche quello derivante da una cattiva gestione della pratica. Per ottenere giustizia- afferma la donna - occorre affidarsi a professionisti scrupolosi che consentano una risoluzione della vicenda in tempi ragionevoli e collaborino con le istituzioni. Per questo l’associazione mette a disposizione avvocati, ingegneri, medici e psicologi di comprovata esperienza». [caption id="attachment_10467" align="alignnone" width="557"] Veronica Olla[/caption] Ulteriore finalità dell’Associazione, il contrasto alle condotte di guida imprudenti e alle strade inadeguate perseguito attraverso lunghe campagne di sensibilizzazione. «Basta una semplice distrazione (non fermarsi ad uno stop, guidare con il cellulare in mano, non allacciare le cinture, non rispettare i limiti di velocità) o, ancora abusare di sostanze alcooliche o stupefacenti: nel mettersi alla guida di un veicolo occorre pensare ai propri familiari. È meglio arrivare in ritardo, ma sani e salvi». Per chi volesse dare una mano all'associazione o usufruire dei suoi servizi può telefonare al 338 4310367 o scrivere via mail a info@afavis.it. Francesca Virdis ...

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