Pallavolo Sanluri al via la nuova stagione

La Pallavolo Sanluri, società di tradizione nello scenario del volley regionale, si presenta quest’anno ai nastri di partenza della stagione sportiva con una peculiarità che la contraddistingue da altre società del territorio: al via, infatti,  saranno presenti ben due compagini,femminile e maschile, nella serie C di volley, il massimo torneo regionale. Se per la squadra maschile la partecipazione alla categoria è una certezza dalla fine della scorsa stagione acquisita sul campo (avendo centrato la prima posizione lo scorso torneo di Serie D), per la femminile il lasciapassare è arrivato soltanto qualche settimana fa grazie ad un ripescaggio per meriti sportivi. «Al di là degli obiettivi sul campo – commenta Andrea Garau, allenatore della squadra femminile e dal 1981 (anno di fondazione) dirigente della società sanlurese – il nostro obiettivo è già stato ampiamente centrato prima di partire: la società, giovanili comprese, conta infatti ben centoventi tesserati, abbiamo ritrovato la serie C maschile grazie all’impegno e alla dedizioni dentro e fuori dal campo di un coeso gruppo di giocatori locali ed, infine, avremo la possibilità di far fare esperienza ad un gruppo molto giovane di ragazze che potrà cimentarsi in un torneo di alto livello. Visti i tempi, non è poco». Impossibile, e non potrebbe essere altrimenti, non essere d’accordo con le parole di Garau poiché tali risultati sono stati raggiunti attraverso un vero e proprio lavoro di gruppo della squadra: in questi ultimi anni, infatti, viste le scarse disponibilità economiche della società, sono stati gli stessi tesserati ad autofinanziare la Pallavolo Sanluri, non soltanto pagando la quota mensile di partecipazione, ma anche attivandosi insieme ai dirigenti nella ricerca di sponsor. «La crisi economica – continua Garau – ci ha imposto di rivedere i nostri programmi rispetto al passato: per noi oggi sarebbe impensabile tesserare giocatori che chiedono anche soltanto rimborsi economici. Siamo risuciti a far di necessità virtù ed ora, lo dico con molta soddisfazione, possiamo vantarci di avere una società sana, composta da giocatori per lo più locali e un buon settore giovanile. Vorrei rimarcare inoltre che nel territorio siamo l’unica società che presenterà ben due squadre alla Serie C, un torneo, per chi non lo sapesse, praticamente semi-professionistico». Come in tutte le belle storie non mancano però i problemi ancora non risolti, su tutti quello legato alla palestra di Sanluri non agibile ormai da diversi anni. A tal proposito è l’assessore allo sport Carlo Murru a rassicurare tutti: «Manca ancora qualche tassello da sistemare, ma a breve, per la gioia di tutti nessuno escluso, la Pallavolo Sanluri potrà riutilizzare il proprio impianto dopo alcuni anni di “emigrazione” forzata. L’augurio più grande a questo punto è che la stagione 2016/17 possa dare in tutti i sensi grandi soddisfazioni». «Ci auguriamo - conclude Garau - di far ...

Pinuccio Sciola: le pietre sonanti

«Come sento suonare il fax di Gavino Murgia mi sento trasportare a quel 15 di maggio scorso quando con le sue note di lamento ha accompagnato babbo nel suo ultimo viaggio, e mi si accappona la pelle», mi dice Maria Sciola, qui a Milano sabato 1° ottobre, al salone Di Vittorio della Camera del Lavoro. Nel compleanno dei suoi 110 anni la CGIL fa una festa a titolo “Rosso Vivo” e al pomeriggio (al mattino il neo sindaco Beppe Sala e i maggiorenti sindacali milanesi) offre un concerto che si inserisce nella 23° stagione “Tempo e Controtempo” dell'associazione culturale “Secondo Maggio”: Intra, Marcotulli, Murgia: “Le pietre sonanti”, dedicato a Pinuccio Sciola, a suonarle e accarezzarle codeste pietre: la figlia Maria. Le tre pietre sono un prestito di Luigi Pestalozza a cui Pinuccio le ha portate in dono nel corso della loro lunga amicizia (sempre accompagnandole con una forma di pecorino): classe 1928, critico e storico della musica, partigiano a 16 anni, fondatore di prestigiose riviste musicali, è stato critico musicale per l”Avanti”, “Paese Sera”, “Rinascita”, docente al “Piccolo” e a “Brera”, all'Università La Sapienza di Pisa, direttore di stagioni musicali in mezzo mondo. Racconta la sua meraviglia nel ritrovarsi, la prima volta che ci è stato, in quel di San Sperate, il paese dei cento murales di Pinuccio , una inaspettata Sardegna verde, quel suo “Giardino sonoro” in cui pietre alte come antichi menhir sfidano il tempo degli alberi d'arancio. Pietre che danno suono, emancipate dalla gabbia delle note musicali, immerse in una natura che tutti pervade. Un retroterra non temporale: “Mi ha fatto pensare di trovarmi dinanzi una altro Leonardo”. Un genio Pinuccio Sciola, di quelli che ne nasce uno ogni cento anni, nel '42 da una famiglia contadina, per frequentare il liceo Artistico a Cagliari vince una borsa di studio, poi spicca il volo verso Firenze, Salisburgo, Madrid e Parigi dove incontra maestri del calibro di Minguzzi, Kokoshka, Vedova. Incrocia nel suo cammino artistico i Manzù, i Sassu, gli Henry Moore. Per anni si sposta nel variegato mondo, in Africa anche, e in Messico dove conosce e lavora con un grande “muralista”: David Alvaro Siquiros, i suoi lavori più noti della corrente del cosiddetto “realismo sociale”. I murales a San Sperate avevano iniziato a fiorire col '68, Pinuccio era appena rientrato da Parigi, e l'energia che pervadeva la capitale francese la riversò nella sua comunità, riuscendo a coinvolgere la gente del paese, dapprima stupita di quei giovani che dipingevano a calce i muri di fango e paglia, entusiasti tutti poi di quei primi murales che dicevano della vita di ognuno, anche politicamente schierati. Negli anni successivi numerosi artisti accorsero a dipingere soggetti i più disparati, tra i sardi Foiso Fois, Gaetano Brundu, Franco Putzolu e poi tedeschi, olandesi, svizzeri, messicani. E così San Sperate divenne il “paese Museo” che è ora. Nel '7 ...

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