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Guspini: al teatro Murgia presentata la terza edizione del progetto  Includis 2024 “Anch’io percorsi di inclusione occupazionale”

di Maurizio Onidi _________________   Giovedì 22 gennaio, nel Teatro Murgia, è stato presentata la terza edizione del progetto  Includis 2024 “Anch’io percorsi di inclusione occupazionale”, gestito dal partenariato pubblico - privato tra il distretto sociosanitario del Plus di Guspini, che comprende i Comuni di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, San Gavini Monreale e Villacidro e il Consorzio territoriale Network Etico Italia che opera tramite la consorziata Cooperativa Sociale Alfa Beta e finanziato a valere sui Progetti Europa 27 – Operazioni di Importanza Strategica  e cofinanziato dall’Unione Europea, dalla Regione Sardegna e dallo Stato italiano. Il progetto presentato da Luisa Angela Pittau, coordinatrice dell’ufficio di piano, e Marco Sanna, responsabile di progetto del soggetto partner Consorzio Network - Cooperativa Alfa Beta, presieduta da Paola Atzori, intende promuovere l’inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità, realizzando 87 percorsi di tirocinio all’interno di aziende aventi sede nel territorio del Medio Campidano. Mira a facilitare l’acquisizione di competenze professionali, personali e relazionali per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro e trasversalmente promuovere una migliore qualità della vita. La mappatura, l’analisi dei contesti di vita e sociale dei soggetti è seguita da un team multidisciplinare che fa riferimento: ai dipartimenti di salute mentale e dipendenze – centri salute mentale ovvero della Uonpia (U.O. neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza; con disabilità mentale – intellettiva e psichica in carico ai servizi sociali e socio sanitari; con disabilità riconosciute dalla legge 104. Presente l’assessore ai servizi sociali del Comune di Guspini, Alberto Lisci, i rappresentanti degli assessorati sanità e servizi sociali regionali, dei comuni aderenti al Plus, i responsabili delle strutture sanitarie che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Hanno portato il loro contributo ai lavori i rappresentanti del Plus di Alghero. La mattinata si è conclusa con le testimonianze di tirocinanti, aziende ospitanti e tutor, accompagnate dalla proiezione di una video-testimonianza, per raccontare in modo diretto e concreto i percorsi di inclusione realizzati.             ...

Pabillonis: Fabrizio Fortini, l’artista del ferro

Tanti piccoli capolavori realizzati con materiale di riciclo _____________________ di Dario Frau   «Devo dire che ho sempre praticato l’hobbistica, un giorno avevo un pezzo di ferro in mano e, per puro caso, mi sono messo a lavorarlo per poi arrivare a fare il mio primo lavoretto che ho chiamato "l'escursionista"». È questo il segreto e il punto di partenza, il leit motiv, che ha spinto Fabrizio Fortini, prossimo ai sessant’anni, a intraprendere un'attività piacevole e rilassante che pratica nel tempo libero, per divertimento e passione: un hobby, appunto. La sua peculiarità non è la dedizione alla lettura, la cucina, il giardinaggio, lo sport, la fotografia, ma la realizzazione di piccoli capolavori utilizzando ferro, acciaio, laminato, bulloni, chiodi, viti, tutto materiale di riciclo. Quello ciò che è metallo, lui lo utilizza; assemblando, saldando, lucidando e verniciando, tutto diventa malleabile per dare forme a molteplici figure, personaggi e oggetti variegati della sua, sempre più numerosa, produzione. Nativo di Gonnosfanadiga, è però residente a Pabillonis dall’aprile del 1996 dopo il matrimonio con Patrizia Sitzia. Il suo percorso scolastico si è fermato al diploma di scuola media, «poi ho frequentato un corso di oleodinamica», sottolinea Fabrizio. Una scelta che fa capire il suo carattere attivo e intraprendente dedito, fin da ragazzo, al lavoro pratico, di qualsiasi tipo. «Nella mia vita ho svolto lavori come meccanico, pizzaiolo e, attualmente, sono occupato, come operaio a Guspini, nelle Fornaci Scanu (un‘azienda di laterizi, dal 1922 leader in Sardegna nel settore dei materiali da costruzione). Qui in attesa della pensione, «se Dio vuole manca ancora un anno». Fabrizio si dedica al suo passatempo preferito: creare piccoli “capolavori” con materiale di recupero e di riciclo. Piccoli nella forma, ma di particolare fascino, pezzi unici, che definirli semplici oggetti sarebbe sminuire il loro valore intrinseco realizzati con estro e fantasia, pazienza e tanta abilità: sono queste le creazioni artistiche che l’abile artigiano realizza nel suo laboratorio casalingo. «Mi sono ricavato nel cortile di casa, uno spazio tutto mio che i miei figli chiamano "il laboratorio delle invenzioni"», racconta Fabrizio. È da questa piccola “officina” che provengono le realizzazioni dell’artigiano-artista e che attirano la curiosità, ma anche l’apprezzamento e l’elogio di tante persone. «I soggetti sono ciò che mi viene in mente al momento; possono essere animali come libellule, gufi, cani, coccinelle, scorpione o altri, come calciatori, pescatori, il fioraio, la pittrice, ma anche i fiori, come le rose e poi quelli più simpatici e spiritosi». Per Fabrizio non esistono modelli prestabiliti o prefissati, tutto è spontaneo e immediato. «Non saprei spiegare, però tutto diventa un’opportunità per le mie creazioni, mi viene l’idea semplicemente osservando, come per esempio, la figura del ...

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