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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Donne e tecnologia: l’Italia nelle retrovie

di Giovanni Angelo Pinna _______________________________ [caption id="attachment_70176" align="alignleft" width="179"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] C’è posto per le donne nel settore tecnologico? Può la donna occupare un ruolo importante, di successo, nel settore tecnologico, oggi chiave per lo sviluppo economico del Paese? Un report del Plan International posiziona l’Italia tra i fanalini di coda, quart’ultima tra i paesi europei, oltre dieci posizioni sotto la media europea. La formazione, il percorso di crescita in questo settore inizia fin da bambini e da subito si deve combattere con barriere culturali, stereotipi e pregiudizi di ogni genere e, solo alla fine di questo percorso, le donne più tenaci riescono a raggiungere quel successo anche a livello personale. La tecnologia corre, ogni anno le offerte e possibilità di crescita in questo settore aumentano a dismisura, anche generando nuove forme di business, ma il “gender gap” non accenna a ridursi. Le donne continuano ad avere possibilità limitate nell’accesso al digitale sia in termini educativi che di carriera e opportunità. La Commissione europea riporta un dato che lascia spazio a molti pensieri: poco più di 20, su 1000, sono le laureate in un settore digitale/tecnologico e di queste solo meno del 30% riescono a trovare una occupazione. Si calcola, ancora, che l’abbandono da parte delle donne, per mancanza di stimoli e opportunità di crescita, causi una perdita produttiva annua di oltre 15 miliardi di euro. Nonostante l’imprenditorialità femminile abbia una maggiore probabilità di successo nel duro mondo del mercato, la disparità di genere, la diminuzione di investimenti e la sempre meno presente “leadership donna” continuano a crescere frenando le donne già nel proprio ambito familiare. Eppure la storia insegna che è grazie anche alle donne se, oggi, possiamo sfruttare la tecnologia come quotidianamente viene fatto. Dal coding (termine tecnico che identifica il “pensiero computazionale” o “programmazione informatica”) alla robotica, dal web alla multimedialità toccando qualsiasi sfaccettatura della creatività digitale/tecnologica, il passato ci dimostra che non poche sono le donne che hanno “fatto la storia” con le loro idee, a esempio: Florence Parpart brevettò il frigorifero moderno eliminando la vecchia ghiacciaia; Josephine Cochrane, stanca di vedere le donne “sottomesse a lavare i piatti”, nel 1886 inventò la prima lavastoviglie; Ada Lovelace viene ricordata dagli “addetti ai lavori” come la prima programmatrice e madre dell’odierno computer. Fu lei che, partecipando all’invenzione della macchina analitica, scrisse il primo algoritmo per generare la sequenza di Bernoulli, una successione di numeri importanti per la risoluzione di non pochi problemi. Per combattere questo evidente e preoccupante gap, è necessario attuare vere e proprie politiche finalizzate ad abbattere questa disparità di genere, partend ...

Pabillonis: presentazione del film “Cast in bronze”

Domani, sabato 2 ottobre, alle 11, nell'aula consiliare dell'ex Municipio di Pabillonis, in via San Giovanni 34, si terrà la conferenza stampa di presentazione del cortometraggio cinematografico "Cast in bronze" prodotto da Francesco Cheratzu con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission. “Cast in bronze” è un corto di ambientazione nuragica scritto dal regista Mario Giua Marassi e dallo storico Andrea Garau, che ripercorre le tappe fondamentali della vita di due giovani nati in seno alla classe di comando di un villaggio della Sardegna preistorica (1200 a.C.), il futuro guerriero Ietocor e la vergine sacerdotessa Iscurti, destinati alla rinuncia della propria libertà di scelta - di una vita normale e di un amore inseguito silenziosamente fin dall’infanzia - al fine dare continuità, con la loro funzione e il loro operato, alla civiltà nuragica. Il progetto, elaborato sulla base delle recenti teorie storico-archeologiche dell’Età del Bronzo in Sardegna, attraverso il consulto e l’operato di professionisti e specialisti dei diversi ambiti di riferimento, nasce dall’esigenza di proporre per la prima volta nello scenario cinematografico sardo un’immagine realistica e scientificamente accurata di una società nuragica complessa e gerarchicamente strutturata, finalmente lontana dagli stereotipi di genere, in cui emergano valori, culti e ritualità capaci di immortalare la realtà dell’epoca. Le riprese del film avranno inizio a metà a ottobre e si terranno principalmente a Pabillonis, grazie al patrocinio concesso dal Comune, mentre le altre località dove verrà allestito il set saranno selezionate nel territorio dell'Unione dei Comuni "Terre del Campidano". Alla conferenza parteciperanno il regista Mario Giua Marassi, il consulente internazionale Valter Siccardi, il sindaco di Pabillonis Riccardo Sanna, il presidente dell'Unione dei Comuni Roberto Montisci, gli assessori del comune di Pabillonis Gabriele Cossu e Marco Sanna e il produttore Francesco Cheratzu. ...

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