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Regione, Commissione Sanità: audizioni sullo stato della Diabetologia in Sardegna
La commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc-Cambiamo) ha tenuto una riunione sullo stato della Diabetologia in Sardegna alla presenza dell’assessore della Sanità Mario Nieddu, delle organizzazioni mediche del settore (Medici Diabetologi, Società italiana di Diabetologia, Centro di Diabetologia pediatrica del Microcitemico di Cagliari, Società italiana Metabolismo, Diabete e Obesità) e dell’associazionismo privato (Rete sarda Diabete, Associazione Diabete Zero, Associazione Diabetici, Federazione Diabete giovanile). Numerosi gli interventi dei consiglieri regionali. Antonello Peru (Udc-Cambiamo), dopo aver ricordato la mozione approvata dal Consiglio nel 2018 che ha aperto la strada all’utilizzo dei sensori “Freestyle”, ha affermato che, oltre al miglioramento della qualità della vita dei malati, i nuovi strumenti a disposizione dei 3200 utilizzatori sardi hanno generato un risparmio di 5.2 milioni annui sulla spesa sanitaria. Michele Ciusa, capogruppo del M5S, sollecitando più risorse per i pazienti diabetici, ha sostenuto che, accanto alla diffusione delle tecnologie, le istituzioni regionali ed il servizio sanitario devono sviluppare una maggiore capacità di “ascoltare” il mondo associativo. Il consigliere dell’Udc-Cambiamo Giorgio Oppi si è soffermato invece sulla necessità di coinvolgere la rete regionale delle farmacie e delle parafarmacie per organizzare una efficiente distribuzione di “prossimità” dei nuovi strumenti a tutti i malati. Per il consigliere di Leu Eugenio Lai il servizio sanitario regionale ha il dovere di fare di più aumentando la diffusione di strumenti nuovi per la “gestione” della patologia e recuperando ritardi che non consentono alla pubblica amministrazione di “stare al passo” con l’aumento delle conoscenze scientifiche. Quello della associazioni, ha sottolineato il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, è da sempre un contributo prezioso che, nel nostro caso, ha consentito anche di ridurre i costi per la sanità pubblica e le famiglie. Dobbiamo quindi proseguire, nella strada “virtuosa” iniziata nella precedente legislatura e proseguita in questa, attivando i necessari tavoli tecnici di confronto. Sulla necessità di rimuovere gli ostacoli ancora presenti nelle procedure di spesa pubblica ha insistito anche il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus. Soprattutto, ha precisato, quando siamo di fronte a “soldi ben spesi”. La situazione della Sardegna, ha osservato Rossella Pinna del Pd, presenta luci ed ombre. Da una parte la Regione si distingue per la “buona assistenza” ma dall’altra esistono ancora troppe differenze di trattamento che gravano su bambini e famiglie, senza dimenticare le donne che spesso sono costrette a lasciare il lavoro per seguire meglio i bambini malati. Specialisti ed associazioni hanno messo in evidenza che la lotta al diabete (132 nuovi casi nel 2019) è innanzitutto una sfida a tutto campo, che va dalla prevenzione a ...
Leggi di piùGuspini, Coronavirus, il sindaco Giuseppe De Fanti: “Nell’affrontare la situazione mi sono sempre sentito solo”
di Maurizio Onidi ________________________ [caption id="attachment_82158" align="alignleft" width="244"] Giuseppe De Fanti[/caption] Lo scorso anno in questo periodo cominciavano a diffondersi notizie di una particolare forma influenzale proveniente dalla Cina. Come si sia evoluta e quante vittime e danni ha provocato e continua a provocare è sotto gli occhi di tutti. Non c’è angolo dell’emisfero terreste che ne sia rimasto esente. La scoperta dei vaccini darà sicuramente una svolta per combattere questo virus anche se a detta degli esperti ci vorranno ancora tanti mesi prima che cominci a vedersi la famosa luce in fondo al tunnel. In attesa che ciò avvenga dobbiamo continuare a seguire le indicazioni che gli scienziati e le strutture preposte diramano nel nostro interesse ma anche per rispetto verso gli altri, indipendentemente dal “credo” sull’argomento. Questo virus ha modificato, il nostro modo di vivere, di rapportarci con gli altri. Ha creato enormi danni all’economia con il blocco delle attività produttive che ha allargato ulteriormente il divario tra le classi sociali. Chi meglio di chi sta in prima linea ha il polso della situazione? Entrando nello specifico, per capire meglio, chiediamo a Giuseppe De Fanti, riconfermato sindaco di Guspini alcuni mesi fa, come questa situazione viene vissuta e gestita da circa un anno. Priorità ovviamente alla situazione sanitaria. «La gestione dell’emergenza è stato l’impegno prevalente della mia attività di sindaco da quando si è estesa l’epidemia e hanno cominciato a essere emanati i provvedimenti del governo. Inizialmente vi è stata una grande comprensione da parte di tutti, dettata forse dalla paura e dal non conoscere a cosa si stava andando incontro. Nei primi mesi ho avuto un sostegno a 360° dai cittadini che hanno apprezzato il modo con cui ho gestito le informazioni e gli interventi. Durante l’estate abbiamo dovuto registrare insofferenza e difficoltà ad accettare alcuni doverosi provvedimenti. Per debellare questa epidemia non possiamo che avere fiducia nella scienza e nella medicina e seguire con pazienza le disposizioni che vengono impartite. Sento con preoccupazione di medici e operatori sanitari che non si vogliono vaccinare, è un brutto segnale in direzione contraria». Il governo centrale supporta gli imprenditori e le famiglie in difficoltà con interventi inadeguati che spesso e volentieri faticano ad arrivare a destinazione. Forse un maggior coinvolgimento delle amministrazioni periferiche sarebbe più efficace a maggior ragione visto il prolungarsi della grave situazione? «Probabilmente la volontà di intervenire in tutti i settori ha prodotto alcuni provvedimenti che sono palesemente uno spreco di risorse, tipo buoni vacanze, monopattini etc., e poi spesso sono andati a beneficio anche di categorie che non ne avevano bisogno. Il coinvolgimento delle amministrazioni vi è stato solamente nella erogazione di alcune misure e ha scar ...
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